Arancine al burro
Written by admin on ottobre 2, 2009





Ingredienti per 4 persone: 500g di riso, 200g di primo sale ( o caciocavallo fresco ), 4 uova, 50g di caciocavallo grattugiato, 1 bustina di zafferano, 100g di burro, farina, pangrattato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.
Preparazione: lessate il riso in abbondante acqua salata; scolatelo al dente, trasferitelo in una terrina e conditelo con il caciocavallo grattugiato, 1 uovo battuto e lo zafferano sciolto in pochissima acqua calda.
Amalgamate bene tutto e lasciate raffreddare.
Appena il riso sarà freddo, mettetene una cucchiaiata abbondante in una mano e pressatelo leggermente contro il palmo, creando un incavo al centro.
Riempite la cavità con un pezzetto di burro e qualche dadino di primo sale; coprite il tutto con un poco di riso e plasmate a forma di grande uovo l’arancina.
Passate, quindi, le arancine nella farina; poi, nelle uova battutee, infine nel pangrattato e friggetele, poche per volta, in abbondante olio caldo.
Estraetele quando saranno dorate e ponetele su carta assorbente a perdre l’unto in eccesso.
Servitele calde o tiepide.
L’arancino (o arancina) è una specialità della cucina siciliana. Si tratta di una palla di riso fritta, del diametro di 8-10 cm, farcita con ragù, mozzarella e piselli. Il nome deriva dalla forma e dal colore tipici, che ricordano un’arancia.
Il 13 dicembre di ogni anno, è tradizione palermitana festeggiare il giorno di Santa Lucia, in cui ci si astiene dal consumare cibi a base di farina, mangiando arancine (di ogni tipo, forma e dimensione) e cuccìa.
L’arancino sembra essere stato importato dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L’invenzione della panatura nella tradizione viene spesso fatto risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l’arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.
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