Aceto siciliano

Written by admin on novembre 15, 2009
Aceto siciliano

Aceto siciliano

Ingredienti:

  • 100 cl di aceto di vino rosso, capperi dissalati, basilico.

Preparazione:

  • Fate bollire l’aceto di vino rosso , durante il bollore,aggiungete i capperi dissalati e il basilico lavato, asciugato e sfilettato. Fate raffreddare e versate in una bottiglia.
  • Lasciate riposare quindici giorni ricordandovi di agitare la bottiglia ogni 24 ore. Filtrate il tutto e lasciate riposare altri cinque giorni senza toccarlo dopodichè è pronto per l’uso.
  • Note: Cappero di Pantelleria
  • Il  cappero di Pantelleria è un prodotto ortofrutticolo che designa il bottone fiorale del Capparis spinosa L., (varietà Inermis, cultivar Nocellara) coltivato sull’isola vulcanica di Pantelleria, in provincia di Trapani, Sicilia.
  • Nel giugno 1996 al Cappero di Pantelleria è stato riconosciuto il marchio indicazione geografica protetta (IGP).
  • Il cappero è un arbusto con un’altezza media di 30–50 cm con dei fiori molto vistosi bianchi e rosa con punte di viola.Tra la fine di maggio e settembre comincia la fioritura e con essa la raccolta dei bottoni floreali non ancora aperti. Devono essere raccolti in modo tempestivo, prima dell’alba e appena germogliati. Quelli di dimensioni minori divengono, dopo la maturazione, il prodotto migliore. Una volta raccolti vengono messi a maturare in salamoia in sale marino. La maturazione è un passaggio obbligato, allo stato fresco i capperi sono amari e di gusto sgradevole. I capperi messi a maturare nel sale marino (circa il 40% del loro peso) vi restano 10 giorni durante i quali vengono periodicamente rimescolati. Una volta scolati vengono posti nuovamente sotto sale (circa il 20% del loro peso) per altri 10 giorni. Alla fine di questo secondo passaggio sono pronti per essere consumati. I capperi di Pantelleria IGP sono rigorosamente conservati al sale marino.
  • In cucina: Sono gli ingredienti di molti piatti della cucina siciliana ad esempio la caponata di verdure chiamata sciakisciuka a Pantelleria o l’immancabile insalata pantesca. Di solito, per non perdere il loro aroma molto intenso non sono cotti, ma si aggiungono a fine cottura per essere solo leggermente scaldati. Tritati possono anche aromatizzare tartare di pesce, di carne o sughi di pomodoro.

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