Scorze di cannoli fritte
Written by admin on ottobre 14, 2010
Ingredienti per 4 persone: 250g di farina, 1 cucchiaino di cacao amaro, 30g di strutto, 1 cucchiaio di marsala, 1 albume, sale, olio di semi.
Preparazione: impastate la farina con lo strutto, 1 cucchiaio di zucchero semolato, il cacao, il marsala e una presa di sale, aggiungendo l’acqua necessaria, fino ad ottenere una pasta consistente.
Avvolgetela nella pellicola trasparente e ponetela in frigo per circa mezz’ora.
Trascorso questo tempo, stendete la pasta in una sfoglia non troppo sottile e ricavatene delle forme ovali; poi, avvolgetele attorno agli appositi cannelli di alluminio, sovrapponendo i lati e sigillandoli con l’albume battuto.
Friggete le scorze in abbondante olio caldo; sgocciolatele e ponetele su carta da cucina a perdere l’unto, sfilando i cannelli solo quando saranno completamente fredde.
Riempite i cannoli solo al momento del consumo, altrimenti l’umidità del ripieno potrebbe ammorbidire i cannoli rovinandoli.
Le versioni del Cannolo sono diverse: la cialda, oltre alla versione classica, puo’ essere aromatizzata al pistacchio, al cacao, all’arancia a al mandarino; la farcitura puo’ prevedere la cannella e, a seconda dei gusti, la presenza o meno dei canditi e delle scaglie di cioccolato; anche le decorazioni fatte alle estremita’ si diversificano: a Catania, ad esempio, i Cannoli sono decorati con pistacchi tritati di Bronte, mentre a Palermo si utilizzano le scorze d’arancia o le ciliegie candite.
Si può rivestire la superficie interna del cannolo con del cioccolato fuso, per evitare che l’involucro di pasta stia direttamente a contatto con la crema: con questo espediente, si scongiura il fatto che con il passar del tempo l’umidita’ della ricotta impregni la cialda e gli faccia perdere la croccantezza originale.
Un tempo i cannoli siciliani venivano preparati arrotolando la pasta intorno a canne di fiume: secondo molti da qui proviene il nome “cannoli”.
I cannoli siciliani hanno una storia lunghissima: nel 1635 un sacerdote dell’isola esalta in un’ottava la magnificenza del cannolo con le metafore “scettru di ogni re e virga di Moisè”.
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