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giugno 16th, 2017 by admin

 

 

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  1. Astuzie in Cucina
  2. Consigli in Cucina
  3. Curiosità in Cucina
  4. Regole Generali per la Conserve Casalinghe
  5. ghjCome surgelare e congelare i cibi
  6. Termini Culinari Italiani
  7. Termini Culinari Stranieri

 

Regole generali per le conserve casalinghe

giugno 2nd, 2017 by admin

 

Questa mia raccolta di consigli e ricette per fare delle buone conserve , vuole essere un semplice aiuto per chi ,come me vuole fare le conserve casalinghe, forse non convenienti come prezzo rispetto a quelle industriali ma certo migliori se fatte bene come qualità, e così rassicuranti perché si sa per certo cosa c’è in quel vaso. Alle conserve, dunque, e buon lavoro. 

 

 

 

Regole generali per la conservazione

Usare solo prodotti perfettamente sani, freschissimi e a giusta maturazione, meglio piuttosto acerbi che troppo maturi, per ottenere conserve di ottima qualità.

 

Lavate la frutta e la verdura con la massima cura, anche quando devono essere sbucciate, senza peraltro lasciarle impregnare d’acqua. Evitare le ammaccature: asciugatele, poi secondo i casi, togliete i piccioli e le bucce, i noccioli, i torsoli, ecc…

 

Lavate i vasi e i tappi in acqua bollente e asciugateli perfettamente, per essere più sicure usate l’aria calda dell’asciugacapelli. Quest’ultimo sistema serve ottimamente per scaldare i vasi nei quali vanno versate conserve caldissime; sotto i vasi, in questo caso, mettere dei torcioni spessi o ripiegati più volte.

Quando avrete riempito i vasi fino a un centimetro –un centimetro e mezzo dall’imboccatura, pulite l’imboccatura stessa internamente con uno straccetto umido.

 

Etichettate i vasi o le bottiglie con la data di preparazione e il nome del contenuto.

 

Riponeteli in un luogo fresco, asciutto e poco illuminato.

 

Non consumate subito il prodotto preparato: attendere dai 30 ai 90 giorni.

 

Una volta aperto il vaso, si deve consumare il contenuto nel più breve tempo possibile; per maggiore sicurezza potete conservarlo in frigo.

 

Consumate le conserve entro l’anno.


Regole generali per la sterilizzazione sottovuoto
Oltre a seguire le regole generali, si deve procedere come segue:

 

Riempite i vasi con il prodotto ancora caldo e colmate con il liquido di conservazione ( sciroppo, salamoia, ecc..).

 

Se il prodotto è semi-solido comprimetelo con un cucchiaio e battete il fondo del vaso su un torcione spesso, perché non rimangano delle bolle d’aria.

 

Mettete subito la capsula e chiudete con decisione senza però forzare troppo.

 

Depositate i vasi in piedi in una pentola, eventualmente anche sovrapponendoli. Per maggior sicurezza mettete sul fondo una griglia o un piatto voltato. Fra gli strati e negli spazi vuoti disponete dei torcioni puliti per evitare che sbattano uno contro l’altro durante la bollitura.

 

Coprite i vasi d’acqua tiepida fino a cinque centimetri sopra le capsule e portate a bollore. Rispettate i tempi di sterilizzazione, se il livello dell’acqua dovesse abbassarsi , aggiungetene di bollente.

 

Durante la bollitura si formerà il vuoto nei vasi; infatti, terminata la sterilizzazione, la capsula, al centro, sarà abbassata.

 

Lasciate raffreddare i vasi nella loro acqua.

 

Se non si forma il vuoto, si possono sterilizzare di nuovo i prodotti che sopportano un’ulteriore lavorazione; gli altri devono essere consumati subito.

 

Fate molta attenzione a non manomettere le capsule ed evitare urti, non svitare le capsule che al momento del consumo.

Conserve senza sterilizzazione


Marmellate e confetture

  • Queste conserve si fanno con frutta e zucchero, la cui quantità varia secondo la natura dei frutti usati e i gusti individuali: non deve essere troppo, altrimenti attenua il sapore del frutto e indurisce eccessivamente la conserva, ma nemmeno troppo poco perché c’è il rischio che la conserva fermenti, infatti lo zucchero non serve solo per addolcire, ma anche per conservare.
  • La frutta contiene pectina, che è un gelificante e acido in quantità variabili: la frutta con poca pectina non dà conserve di giusta consistenza e pertanto si può supplire a tale carenza aggiungendo del succo di limone che ne provoca la formazione: ne basta un cucchiaio per ogni chilogrammo di frutta.
  • La durata della cottura non si può stabilire in modo preciso perché dipende da molti fattori: materiale della pentola, intensità del calore , qualità della frutta e dell’acqua in essa contenuta.
  • Quando quest’ acqua è evaporata in questa fase si toglierà con una schiumarola la schiuma che si forma – inizia la cottura, per la quale si dovrà usare molta attenzione.
  • La conserva sarà pronta quando, versandone un cucchiaio su un piattino asciutto, inclinandolo, rimarrà compatta o scorrerà molto lentamente.
  • Per invasare queste conserve di frutta, se si usano vasi con tappi che creano il sottovuoto, basta versarle caldissime nei vasi riscaldati, appoggiati su un torcione spesso: chiudeteli subito con le capsule, con decisione ma senza forzare troppo, capovolgendoli e lasciateli in questa posizione per una decina di minuti, rimetteteli quindi in piedi.
  • Se invece si usano altri tipi di vasi, dopo aver versato le conserve calde, si lasciano raffreddare : si appoggia poi sulla superficie un disco di carta oleata, imbevuto di alcool da liquori o di grappa o brandy.

Gelatine di frutta

  • Si procede come per le marmellate e le confetture, seguendo le dosi indicate nelle varie ricette. La polpa della frutta viene passata al setaccio, poi si mette in appositi sacchetti a colare lentamente, con un recipiente sotto che raccoglie il sugo.
  • L’importante è non strizzare il sacchetto altrimenti si ottiene una gelatina torbida. Dopo aver pesato il sugo gli si aggiunge lo zucchero necessario, ed eventualmente del succo di limone filtrato; si rimette il tutto sul fuoco e si procede come per le marmellate.

Frutta sott’alcool

  • La frutta, in particolar modo ciliegie e uva, si possono conservare sotto alcool da liquori ( circa 95° ) diluito con lo zucchero sciolto in acqua, in una proporzione nella quale l’alcool non sia inferiore al 50 per cento.
  • Si può anche usare solo brandy, grappa, gin, vodka, whisky: liquori non inferiori a 45°.
  • I vasi vanno riempiti fino all’imboccatura con il liquido e poi tappati. In genere si lasciano riposare due tre mesi prima del consumo.

Sott’aceti

  • Per questo tipo di conservazione, le verdure si possono preparare in due modi, naturalmente dopo averle, come al solito mondate e lavate.
  • Si possono scottare in aceto puro, meglio se bianco, per 3-10 minuti ( dipende dal tipo di verdura ) dal momento della ripresa del bollore; si tolgono poi con un mestolo forato e si lasciano scolare su un asse inclinato o su un torcione pulito.
  • Oppure, si dispongono in un colapasta, a strati cospargendoli di sale; dopo alcune ore, quando avranno perso la loro acqua di vegetazione in eccesso, si asciugano o si risciacquano velocemente, scolandole bene.
  • In tutti e due i casi si dispongono poi in vasi, a strati compatti, e si coprono con aceto puro bollente, oppure con olio.

Conserve con la sterilizzazione

  • La maggior parte delle verdure si possono conservare al naturale, cioè con acqua e sale, in proporzione di gr. 50 di sale per ogni 2 litri i acqua, ed eventualmente succo di limone, per evitare che il prodotto scurisca, erbe aromatiche o spezie.
  • Devono essere sterilizzati a 120°C. la scottatura prima di mettere in vaso non è necessaria se non per i fagiolini, gli spinaci e gli ortaggi a foglia in genere, per ridurre la rigidità che impedisce un adeguato riempimento dei vasi, anche i cavolini di Bruxelles è bene scottarli ( circa 3 minuti )per attenuare l’odore piuttosto sgradevole.
  • I carciofi possono essere tagliati a metà o a spicchi e messi con la parte delle foglie verso l’alto; gli asparagi e i fagiolini si dispongono verticalmente mentre gli spinaci e gli ortaggi a foglia vanno messi a strati, non pressati, ricoperti man mano con il liquido. Le zucchine e gli altri ortaggi analoghi vanno tagliati a cubetti.
  • I fagioli , che contengono amido in notevole quantità, lasciano dopo il raffreddamento , un liquido denso e biancastro.
  • I tempi di sterilizzazione a 120°C variano dai 20 minuti ai 40, secondo il formato dei vasi: i funghi richiedono 30 minuti e gli ortaggi in foglia (spinaci, bietole, ecc..) dai 40 ai 65 minuti.

Frutta sciroppata

  • La frutta di bosco va mondata, lavata e sgocciolata molto bene; si dispone poi nei vasi, battendoli su un torcione spesso, perché siano riempiti in modo uniforme; albicocche, ciliegie, pere e prugne vanno, mondate e lavate bene; si dividono a metà e si tolgono i noccioli.
  • Si immergono man mano in acqua con succo di limone, si sgocciolano e si dispongono nei vasi con succo di limone e vaniglia a stecche, si versa quindi lo sciroppo ( acqua e zucchero) bollente, fino a un centimetro e mezzo dal collo e poi si chiude il vaso.Se la frutta galleggia significa che nello sciroppo c’è troppo zucchero.
  • Per i frutti di bosco, che sono molto delicati, specialmente le fragole, è bene usare dei vasi da 250cc, che dovranno essere sterilizzati a 100°C per 30 minuti.
  • Per l’altra frutta il tempo di sterilizzazione ( 100°C ) sarà di 35 minuti per i vasi da 500cc e 40 minuti per quelli da 1000cc.

Succhi di frutta

  • Si possono ottenere anche con frutta non di primissima scelta. Si taglia la frutta a pezzetti e si ammorbidisce sul fuoco per alcuni minuti, si passa poi al passaverdure, si aggiunge al passato caldo dello zucchero e del succo di limone e si versa il tutto nelle bottiglie che si sterilizzano a 100°C per 20-30 minuti.

Norme importanti

  • Prima di consumare il prodotto conservato controllare, dall’esterno, che la capsula non sia gonfia e che non sia fuoriuscito liquido; all’interno, che il liquido non sia in fermentazione, che non abbia cattivo odore e che non ci sia muffa.
  • Per maggiore sicurezza, dopo aver aperto il vaso, è sempre meglio far bollire le verdure, a fuoco vivo, per dieci minuti ( venti minuti per gli spinaci ) prima di consumarle; se il prodotto durante la bollitura assume un brutto aspetto, fa la schiuma ed emana cattivo odore, buttatelo via assolutamente.

Consigli in cucina

giugno 2nd, 2017 by admin

Come cucinare le castagne arrosto…

  • Per avere le castagne arrosto come quele vendute per strada…Dopo aver fatto il taglietto solito, metterle a cuocere in forno con sopra uno straccio bagnato. Ribagnare lo straccio almeno altre 2 volte. Gli ultimi minuti di cottura senza niente. Risultato stupendo e soddisfazione non da poco: come quelle fatte per strada a regola d’arte.

Per sbucciare più facilmente le castagne…

  • non dovete far altro che lasciarle per circa mezz’ora in uno scolapasta d’acciaio, su una pentola piena d’acqua in ebollizione.

Spellare le castagne è facile!!

  • Basta unire all’acqua di cottura un cucchiaio di olio di oliva. Appena cotte, quando sono ancora calde, sarà molto facile e veloce privarle della loro buccia.

Come conservare il pangrattato…

  • Il pan grattato si conserverà bene se aggiungerete 2 o 3 foglie di alloro ben essiccate. L’alloro ha per proprietà di tener lontano le odiose farfalline che qualche volta nascono in cucina e in questo modo il pane si conserva più a lungo.

Spellare velocemente i peperoni…

  • Non gettate i sacchetti della pasta trasparenti ! Appena avete arrostito i peperoni, metteteli dentro uno di questi sacchetti, chiudete con una molletta e fate qualcos’altro: una telefonata ad un’amica è un tempo più che sufficiente.Ora tirateli fuori (i peperoni !): vedrete che la pelle viene via in un batter d’occhio!

Come rendere teneri seppie e polipi…

  • Per rendere teneri seppie e polipi basterà, una volta puliti e lavati, cospargerli di sale grosso.Dopo un’ora si sciacqueranno e si friggeranno. Per calamari e totani è preferibile invece un bagno di birra: in un’ora saranno tenerissimi.

Come fare un caramello dorato…

  • Se vi piace fare il caramello ma temete che bruci, usate pure il pentolino a tre fondi che non attacca e quando vedete che diventa color biscotto aggiungete due gocce di limone e togliete dal fuoco.Il caramello non continuerà la cottura rimanendo ben dorato.

Come mettere meno olio sulle patate…

  • Contrariamente a quanto si crede, le patate non fanno ingrassare. A farlo è invece il loro condimento, anche perché ce ne vuole un bel po’ per renderle saporite. Se si vuole quindi evitare che una volta lessate assorbano troppo olio, irrorarle dopo averle tagliate a fette con due cucchiai della loro acqua di cottura: il consiglio è cuocerle già sbucciate, anche perché impiegheranno molto meno tempo.

Come recuperare un piatto troppo salato…

  • Il sale ci ha preso la mano e la minestra è diventata immangiabile. La prima cosa che ci viene in mente è quella di aggiungervi dell’acqua. Di certo si ridurrebbe così l’effetto salato, ma la nostra minestra perderebbe allo stesso tempo sapore. Un metodo molto semplice consiste invece nell’aggiungervi una patata cruda, che dovremo però ricordarci di togliere prima di servire in tavola.

Come pulire il pesce…

  • Appetitoso e salutare, più o meno amato, il pesce è per alcuni una vera passione. Ben nota è anche la sua importanza in una dieta alimentare equilibrata. Si, ma che fatica prepararlo! Soprattutto il pesce azzurro, che più è fresco e più presenta carni compatte e attaccate alla lisca.Per facilitare pulizia e diliscamento, tenerlo per quindici minuti in freezer. Ogni operazione diverrà più semplice.

Fuoco sulla coda…

  • Non è facile né tanto meno invogliante spellare la sogliola. Provate comunque a fare scaldare la coda sul fuoco per una decina di secondi e la pelle si staccherà come per incanto.

Spicchi perfetti !!!

  • Sbucciare le arance. Decorando i dolci con degli spicchi d’arancia risulta difficile eliminarne la pellicina bianca, provate a lasciare le arance nel forno caldo per tre minuti prima di sbucciarle.

Come riconoscere le patate di ogni tipo…

  • Se non sapete che patate avete e volete scoprirlo prima di cucinarle, immergetene una in salamoia preparata con una parte di sale e dieci di acqua. Se la patata galleggia è da insalata, altrimenti è da forno o da purè.

Come fare una frittata più soffice…

  • La vostra frittata risulterà più soffice se aggiungerete del pane vecchio ammorbidito nella birra. Risparmierete anche le uova, perchè la birra ne aumenterà il volume.

Come ottenere una frittura leggera…

  • Per ottenere una frittura leggera: mettere vicino alla padella dove si frigge anche una pentola con dell’acqua a bollire. Non appena le cotolette, o le patate, o le melanzane (o qualsiasi altra cosa si desideri friggere), sono pronte (già fritte), si devono immergere per un secondo nell’acqua che bolle. Tutto l’olio rimane nella pentola e la frittura non perderà la propria croccantezza, ma sarà eliminato l’olio in eccesso che la appesantisce.

Come migliorare l’alito dopo aver mangiato l’aglio crudo…

  • L’aglio, croce e delizia della cucina mediterranea. Delizia perché il suo profumo arricchisce molti dei nostri piatti, per non parlare poi di quelle virtù curative che lo rendono assai efficace nel trattamento dell’ipertensione. C’è però un inconveninte: mangiato crudo l’aglio rende l’alito sgradevole. Si ovvierà all’inconveniente masticando due o tre chicchi di caffè dopo averlo mangiato.

Come mantenere a lungo le bollicine delle bottiglie di spumante aperte…

  • Dopo una festa lo spumante è lì, in bottiglie aperte e non finite. Messo in frigorifero, con un cucchiaino infilato nel collo della bottiglia, manterrà a lungo tutte le bollicine.

Cipolla più digeribile…

  • Basterà immergere la cipolla per mezz’ora in acqua tiepida con poco aceto e potremo finalmente mangiarla senza temere conseguenze.

Polpettone perfetto…

  • Prima di cucinare il polpettone provate a farlo rotolare nell’albume dell’uovo montato a neve. Formerà così una bella crosticina e soprattutto non si ridurrà in briciole.

Limone antimuffa…

  • Capita assai di frequente che nel barattolo delle olive in si formi una sottile pellicola di muffa. Ogni volta che vorremmo quindi mangiarne qualcuna, ci troviamo costretti ad armarci di pazienza per tentare di eliminarla. Altre volte invece non possiamo evitare di buttare l’intero contenuto. E dire che basterebbe una fetta di limone introdotta nel barattolo per non vedere mai più la muffa!

Cubetti di ghiaccio perfetti!!!

  • Prima di portare in tavola i cubetti di ghiaccio, spruzzateli con del succo di limone, non si attaccheranno tra di loro.

Si è attaccata la frittata!!!

  • La frittata non si stacca dal fondo, ciò vuol dire che non siamo riusciti a rigirarla, e nemmeno a metterla nel piatto di portata intera come si dovrebbe. Un semplice coperchio si rivelerà per noi provvidenziale. Basterà coprirci la frittata facendo in modo da chiudere ermeticamente la padella. Il tempo di due o tre minuti, e il vapore che si forma all’interno ci permetterà di staccarla con facilità.

Farfalline di cucina…

  • Se avete riscontrato la presenza di farfalline in cucina, dovute a pasta o riso malamente invecchiati, lasciate macerare una manciata di fiori di lavanda in una ciotola di aceto per due o tre giorni, filtrate ed usate questo infuso per disinfettare l’intera dispensa.

Il tappo nella bottiglia…

  • Abbiamo intenzione di riciclare una bottiglia, ma si è verificato un inconveniente: il tappo di sughero è caduto all’interno. Per eliminarlo senza che ne rimanga traccia, occorre riempire quasi completamente la bottiglia di ammoniaca e lasciarvela per alcuni giorni, agitando spesso. Il tappo scomparirà, ma la bottiglia dovrà essere sciacquata abbondantemente prima di essere riutilizzata.

Raffreddare il vino…

  • Se dovete raffreddare velocemente una bottiglia di vino, bagnatela d’acqua e senza asciugarla infilatela nel freezer per una decina di minuti.

Pellicola trasparente..

  • Se avete difficoltà nello srotolare la pellicola trasparente per avvolgere i cibi, lasciatela nel frigorifero e vedrete che al momento opportuno avrà riacquistato la consistenza giusta.

Estintore alternativo…

  • Un estintore casalingo da tenere sempre a portata di mano, soprattutto in cucina, consiste in una caraffa piena di sale o di bicarbonato di sodio.

Coperchi duri da svitare…

  • Se il coperchio di un barattolo non si apre fateci scorrere sopra il getto dell’acqua calda: con il calore il metallo si dilaterà e il coperchio si sviterà senza opporre resistenza.

Conservare le banane…

  • Se volete conservare più a lungo le banane, tenetele tra alcune mele.

Se si attacca il pesce …

  • Molto spesso accade che il pesce arrosto o al forno si attacchi al fondo del recipiente. E allora sono guai e non solo di natura estetica. Infatti, oltre alla pelle, va perduta anche parte della gustosa polpa. Per evitare questo spreco mettete alcune rondelle di limone tra il fondo e il pesce. Sarà anche più leggero e digeribile

Come avere sempre pronte le verdure per un soffritto…

  • Per avere le verdure per un soffritto sempre fresco e pronto per l’uso,lavate e asciugate del sedano, delle carote e delle cipolle in parti uguali; poi frullateli,metteteli nei contenitori che di solito si usano per fare i cubetti di ghiaccio,fateli congelare, poi toglieteli e metteteli in sacchetti per alimenti , saranno così pronti per l’uso i vostri cubetti di soffritto.

Come conservare il brodo…

  • Se volete conservare del brodo vegetale o di carne avanzato,dopo averlo fatto restringere, versatelo nelle vaschette del ghiaccio per fare dei cubetti. Fateli congelare, poi trasferiteli in buste per alimenti.

Astuzie in cucina

giugno 2nd, 2017 by admin

Uovo all’occhio di bue

  • Mettete del sale nel pentolino prima di cuocere l’uovo all’occhio di bue, l’uovo non si attaccherà al fondo.

Per addolcire le cipolle

  • da aggiungere ad un’insalata di pomodori,tagliatele sottili e lavoratele con del sale fino e succo di limone lavare,lasciatele macerare per circa 2 ore poi, lavatele abbondantemente, strizzatele per togliere l’acqua e aggiungetele alla vostra insalata.

Come pulire le cipolle senza piangere

  • Provate allora a fare cosi: infilate sulla punta del coltello che state usando un pezzetto di mollica di pane, che da subito assorbirà l’odore irritante. Potete cosi tagliare tutte le cipolle che volete e non piangere più.

Pane duro

  • Se avete del pane diventato duro, avvolgetelo con un panno inumidito per un’ora, poi scaldatelo nel forno a 100 gradi. Diventerà friabile come se fosse fresco.

Olio per la frittura

  • Se l’olio per la frittura fa la schiuma, immergetevi una fetta di limone.

Odore di fritto in cucina

  • Per eliminare l’odore di fritto rimasto in cucina fate bollire un pentolino d’acqua e aceto per dieci minuti.

Noci

  • Se volete estrarre il gheriglio intero dalle noci, lasciatele a bagno per una notte in acqua salata, quindi schiacciate il guscio con cautela.

Fuoriuscita di latte

  • Per evitare che il latte fuoriesca, inserite un cucchiaio d’acciaio nel pentolino,oppure appoggiatevi sopra un colino di metallo.

Il latte bolle e non attacca…

  • Per evitare che il latte non si attacchi al fondo del bollitore quando viene riscaldato, mettete nel pentolino un piattino capovolto. Altrimenti sciacquate con acqua fredda, e senza asciugare, il recipiente prima di versarvi il latte.

Pentolino per il latte

  • Bagnate d’acqua il pentolino che userete per scaldare il latte, renderà più semplice la sua pulizia.

Se il macinacaffé profuma di spezie

  • per togliere il profumo di spezie dal macinacaffé, basterà macinare una cucchiaiata di zucchero .

Crema pasticcera

  • Se la crema pasticcera che state per levare dal fuoco è poco densa, aggiungetevi un pò di burro.

Grattugia pulita

  • Se volete evitare che nei dentini della vostra grattugia restino dei pezzettini di formaggio, mettetela in freezer per una decina di minuti, poi passatela sotto l’acqua molto calda.

Come staccare il bruciato…

  • Per staccare il bruciato dal fondo delle pentole, versarvi dentro dell’acqua sufficiente a coprire la parte bruciata, aggiungere bicarbonato e portare ad ebollizione e lascire bollire per 5 minuti. La quantita? 3 cucchiai da minestra ogni 1/5 lt. d’acqua.

Patate per vederci chiaro

  • Accade a volte che quando cuciniamo, tutto intorno a noi ci appare all’improvviso velato e sfocato. Il vapore, o uno sbalzo di temperatura ci ha fatto appannare gli occhiali. Prendete una piccola patata, tagliatela a metà e passatela sulle lenti, poi asciugatele con un telo, farà sì che questo inconveniente non si verifichi più. Funziona anche sui vetri dell’automobile e della cucina.

E la schiuma non trabocca

  • Spesso capita che facendo cuocere il riso la schiuma esca dal recipiente: il fastidio si può eliminare aggiungendo all’acqua un cucchiaio di olio.

Grani separati

  • I grani del riso bollito risulteranno ben staccati l’uno dall’altro, versando alcune gocce di limone oppure un cucchiaino di olio nell’acqua di cottura.

Via subito l’odore di cavolo

  • Cucinare i cavoli comporta spesso il diffondersi di uno sgradevole e persistente odore aleggiante per tutta la casa. Questo inconveniente si può facilmente eliminare mettendo sopra il coperchio della pentola uno strofinaccio imbevuto con un po’ d’aceto che manterrete in questa posizione fino a cottura ultimata.

Arrosti succulenti

  • Avrete un arrosto più gonfio e succulento se circa cinque minuti prima della fine della cottura eliminerete lo spago con il quale è stato legato. Nel tempo finale della cottura si gonfierà come per magia.

Fritto dorato con il limone

  • Volete ottenere una frittura croccante, dorata, bella da vedere, buona da gustare e molto più digeribile? Basta aggiungere all’olio, quando è caldo, qualche goccia di limone.

Tè per deodorare

  • Se la pentola in cui avete cucinato il pesce ha conservato un cattivo odore, dovete strofinare l’interno con una manciata di tè inumidito con dell’acqua

Arance più succose…

  • Le arance daranno più succo se, prima di spremerle, le terrete immerse un paio di minuti nell’acqua calda. Questo espediente vale,naturalmente, anche per tutti gli altri agrumi.

Frittura senza odore di fritto

  • Se volete che la vostra cucina non odori di fritto mentre state friggendo aggiungete all’olio caldo (ma non in ebollizione, con la fiamma del fornello ancora non al massimo) un po’ di aceto di vino bianco. (circa un cucchiaio per un litro di olio, poche gocce se friggete con poco olio).

Il dolce o il budino, si staccheranno dallo stampo se …

  • Una volta raffreddato in frigorifero, capovolgerlo sul piatto, avendo cura, prima di sollevarlo, di scaldare per pochi secondi con il phon il fondo dello stampo
Quando friggete oppure cuocete i cavoli, l’odore nella vostra cucina è davvero poco gradevole, vero?
Ecco come rimediare: vaporizzate l’ambiente facendo bollire per alcuni minuti in una pentola dell’acqua, in cui immergerete delle erbe aromatiche o bacche di ginepro.
Ed ecco che il problema è risolto

Come eliminare l’odore sgradevoli dei cavoli…

  • Quando friggete oppure cuocete i cavoli, l’odore nella vostra cucina è davvero poco gradevole, vero? Ecco come rimediare: vaporizzate l’ambiente facendo bollire per alcuni minuti in una pentola dell’acqua, in cui immergerete delle erbe aromatiche o bacche di ginepro.Ed ecco che il problema è risolto.

Termini culinari italiani

giugno 2nd, 2017 by admin

A volte nelle ricette si trovano delle parole che lasciano un po’ perplessi ai “non addetti ai fornelli” e allora ho pensato di creare un glossario che vi possa semplificare la lettura delle vostre ricette.

A bagnomaria

  • Metodo di cottura che consiste nell’immergere un recipiente con la preparazione da cuocere in un altro più grande, contenente acqua calda a leggero bollore che deve rimanere sempre tale. Si usa per salse delicate o, più spesso, per riscaldare una preparazione senza alterarne il gusto e la consistenza.

mela A caldo

  • Unire un ingrediente a un liquido o a un sugo in ebollizione. Per esempio, si mette la carne nell’acqua “a caldo” quando si vuole privilegiare il gusto del lesso invece del brodo.

A fontana

  • E’ il classico modo di predisporre la farina sul piano di lavoro prima dell’impasto: si fa una piccola piramide tronca, si scava al centro, vi si sgusciano le uova o si uniscono altri ingredienti.

A freddo

  • Unire un ingrediente a un liquido o a un sugo a inizio cottura. Per esempio, si mette la carne nell’acqua “a freddo” quando si vuole privilegiare il gusto del brodo invece del lesso.

Al cartoccio

  • Cottura al forno di alimenti racchiusi in un involucro di carta d’alluminio che richiede poco condimento. Ottimo per carni, pesci, verdure, ha il vantaggio di non disperdere sugo e aroma.

Al curry

  • Piatto caratterizzato dalla presenza del curry, una mistura orientale di varie spezie fra cui la curcuma, pepe, cumino, zenzero e altre in proporzioni variabili. La salsa al curry accompagna felicemente il riso, il pollo, il montone, l’agnello, le uova e molte verdure.

Al dente

  • Giusto punto di cottura della pasta e del riso, che devono conservare, sotto i denti, la loro consistenza. Anche le verdure cotte al dente conservano più sapore e nutrimento.

Alla bolognese

  • Espressione che indica una serie di piatti tipici della cucina emiliana, spesso patrimonio della cucina classica italiana, come il ragù, le tagliatelle, i tortellini e le lasagne.

Alla cacciatora

  • Preparazione indicata per pollo, lepre e coniglio, che vengono mescolati con funghi, cipolla, vino bianco e altri aromi. Ammette molte varianti, anche a seconda delle regioni.

Alla diavola

  • Metodo di preparazione riservato in particolare al pollo, che viene aperto lungo il dorso, schiacciato, marinato in olio, limone e pepe, e cotto alla griglia.

Alla giudia

  • Metodo di frittura dei carciofi in uso nella comunità ebraica di Roma, cui deve il nome. Il carciofo intero, immerso completamente in una padella d’olio bollente, si apre come un fiore e diventa color rame, con un bell’effetto estetico.

Alla milanese

  • Carni o verdure impanate (passate prima nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato) e fritte. Famosa la cotoletta alla milanese, fritta nel burro spumeggiante.

Alla mugnaia

  • Traduzione del francese “à la meunière”. Filetti di pesce infarinati e rosolati nel burro. Ricetta indicata per la sogliola, ma anche per l’orata, la spigola e altri pesci bianchi.

Alla parmigiana

  • Famose le melanzane alla parmigiana. Una preparazione adatta anche ad altre verdure prima fritte e poi gratinate al forno.

All’arrabbiata

  • Cottura in padella con abbondanti spezie, di braciole, spezzatino di conigli e polli. All’arrabbiata sono le penne o le altre paste asciutte condite con pomodoro e peperoncino.

All’inglese

  • Cibi cotti e conditi in modo semplice. Per esempio, le verdure lessate e condite con burro fuso, oppure il riso bollito senza condimento e insaporito da un filo d’olio.

Al parmigiano

  • Pasta, riso o verdure lessate e condite con burro fuso e formaggio parmigiano grattugiato.

A’scapece

  • Preparazione tipicamente napoletana di melanzane, zucchine e altri ortaggi, dapprima fritti, poi lasciati marinare nell’aceto insaporito con aglio tritato. Si conservano a lungo in frigorifero.

Azzimo

  • Significa “senza lievito”: si dice, appunto del pane non lievitato.

Battuto

  • Cipolla, carota, sedano e aglio tritati con un coltello affilato e pesante. A volte con pancetta, lardo o prosciutto grasso serve come base per insaporire a inizio cottura minestroni e carni.

Bottarga

  • Si tratta di uova di cefalo (o muggine), molto salate, pressate, stagionate e confezionate come un salame. A fettine, condita con olio o limone o spalmata su pane abbrustolito, è un saporito antipasto. Sbriciolata e leggermente scaldata nell’olio è un piacevole condimento per gli spaghetti. Specialità sarda.

Bresaola

  • Prosciutto di carne bovina o equina, specialità della Valtellina.

Brodetto

  • Zuppa di pesce dell’Adriatico. Ammette molte varianti, a seconda della regione, ma la più classica è quella romagnola.

Bruschetta

  • Da “bruscare” abbrustolire. Fetta di pane casereccio abbrustolita, strofinata con aglio e condita con sale e olio. Si possono aggiungere pomodoro a pezzetti, origano, finocchio selvatico.

Busecca

  • Trippa alla milanese con fagioli di Spagna.

Caciucco

  • Zuppa di pesce del Tirreno. Ammette molte varianti, ma la più classica è quella alla livornese.

Caponata

  • Famoso piatto siciliano, secondo alcuni di origine catalana. Si tratta di una dadolata di verdure, principalmente melanzane, cotte in agrodolce. Si serve tiepida oppure fredda, come antipasto.

Carpione

  • Un soffritto in padella d’olio, cipolla, salvia, sedano e carota, diluito con acqua e aceto che si versa bollente sulle verdure, pesci d’acqua dolce fritti, in particolare le anguille, arborelle, cavedani.

Chitarra

  • Strumento della tradizione abruzzese per fare in casa i maccheroni alla chitarra. Si tratta di un telaio in legno su cui sono tese corde di metallo sulle quali si appoggiano e si tagliano le strisce di pasta fresca.

Composta

  • Frutta di vario tipo, fresca o secca, cotta a fuoco lento in uno sciroppo d’acqua e zucchero, con vaniglia, cannella, scorza di limone e altri aromi. Si serve fredda.

Dado

  • Condimento a base di estratto di carne o di glutammato che esalta il sapore e l’aroma dei cibi. Si usa per brodi e minestre; per insaporire salse, sughi, carni e verdure.

Estratto

  • L’equivalente del dado. E’ un concentrato di carne o di vegetali sotto forma di crema o granulato. Confezionato in vasetti, viene utilizzato per insaporire brodi, sughi e salse.

Farcia

  • Qualunque ripieno per pollo, tacchino, piccione, fagiano o pesce. E’ composta da molti ingredienti, variabili a seconda della ricetta, tritati finemente, amalgamati da mollica di pane bagnata nel latte e ” legati” da uova intere.

Fondo di cottura

  • E’ il sugo, in parte caramellato, che si forma sul fondo del recipiente di cottura della carne. Diluito con acqua, brodo o vino e riscaldato viene recuperato come salsa versata sulla carne oppure servita a parte in salsiera.

Fricassea

  • Emulsione di uova e limone versata su spezzatini di pollo che, al contatto con il calore, si addensa assumendo una consistenza cremosa. Il recipiente deve essere ritirato quasi subito, altrimenti la fricassea si restringe troppo e assume un sapore poco gradevole.

Galantina

  • Involucro disossato di gallina o di pollo riempito con un composto di carne, uova sode, prosciutto, tartufo e altri ingredienti, tagliati a dadini. Si cuce, si lessa. La galantina si serve fredda tagliata a fette sottili, spesso coperte da gelatina.

Giardiniera

  • Misto di verdure, principalmente cipolline, carote, cavolfiore, peperoni, cetrioli, conservate sottaceto.

Glutammato

  • Sale dell’acido glutammico, ottenuto con procedure industriali dalla barbabietola da zucchero, dal grano ecc. Rinforza i sapori ed è fra i principali ingredienti dei dadi da brodo.

In cagnone

  • Riso bollito, condito con burro soffritto in aglio e salvia e servito con abbondante parmigiano grattugiato.

In potacchio

  • La carne di pollo, coniglio o agnello, cotta in umido.

In salmì

  • Modo di preparare la cacciagione, in particolare la lepre. L’animale viene tagliato a pezzi, marinato un paio di giorni nel vino con abbondanza di spezie e stufato in casseruola.

In umido

  • E’ la carne cotta nel sugo di pomodoro, condita con olio, prezzemolo, aromi vari. Si presta per carni e pesci: pollo e coniglio in umido, anguilla in umido ecc.

Leccarda

  • Grande vassoio-teglia usato per raccogliere il grasso e il sugo che colano dall’arrosto infilato nello spiedo.

Letto

  • Base di verdure o altro su cui disporre una preparazione.

Macedonia

  • Misto di frutta, fresca o cotta, tagliata a piccoli pezzi e insaporita con succo di limone, arancia, zucchero e, volendo, liquore. La macedonia varia secondo le stagioni. D’inverno, quando c’è poca scelta, può essere arricchita con frutta secca: uvetta, noci e fichi. D’estate si può ricoprire con gelato alla crema.

Mazzetto guarnito

  • Dal francese “bouquet garni”: erbe aromatiche legate per evitarne la dispersione nella cottura del brodo o di altre preparazioni. Quello italiano è formato da prezzemolo, basilico, timo e alloro, ma può variare e comprendere sedano, salvia e altro.

Mocetta

  • Specialità della Valle d’Aosta: una specie di prosciutto crudo ricavato dalla coscia dello stambecco, del camoscio o della capra. Viene preparato in salamoia con erbe aromatiche e poi fatto seccare all’aria. Si serve come antipasto.

Mostarda

  • Condimento composto da semi di senape impastati con aceto, pepe e altre spezie. La mostarda di Cremona è frutta mista candita e immersa in sciroppo di miele, senape, vino. Dal gusto più o meno piccante, si accompagna all’arrosto, al bollito e ai formaggi stagionati. La mostarda veneta è simile alla cremonese, quella mantovana utilizza solo fettine di mele.

Pane frattau

  • Tipo di pane sardo, detto “carta musica”, composto da un disco di sottile sfoglia (acqua, farina di grano duro, sale) cotta per pochi minuti a fuoco lento. Si chiama pane frattau quando viene bollito in acqua e servito con un uovo affogato, il sugo di pomodoro e formaggio sulla superficie.

Pansotti

  • Ravioli genovesi, con ripieno ricco di verdure miste come borragine e bietole. Si condiscono con salsa di noci.

Pillotto

  • Metodo di cottura con il grill e lo spiedo. A metà cottura, si avvolge un pezzo di lardo in un foglio di carta spessa, s’infila su un forchettone e si passa sulla fiamma. La carta s’incendia e il calore fa colare il grasso che si distribuisce sulla carne.

Pinzimonio

  • Emulsione di olio d’oliva, sale, limone o aceto e pepe, in cui s’intingono le verdure crude tagliate a listarelle.

Puntarelle

  • Una varietà di cicoria catalogna, tagliata a striscie, condita con olio, aceto, sale, aglio e acciughe, tipica della cucina romana.

Ragù

  • La parola deriva dal francese, ma è il sugo per pastasciuttta più italiano che ci sia. Si prepara con carne tritata (alla bolognese) oppure facendo cuocere a lungo un pezzo di carne con pomodori, olio e spezie come si usa nel sud.

Ribollita

  • La zuppa dei contadini toscani, oggi divenuta ghiottoneria della cucina classica. La base è costituita da cavolo nero e fagioli. Dopo una prima cottura, si lascia riposare e il giorno dopo si rimette sul fuoco: da qui il nome. Nel piatto si adagia una fetta di pane tostato e agliato, versa la zuppa e si condisce con olio.

Salmoriglio

  • Salsa a base di olio, limone, prezzemolo, origano e un cucchiaio d’acqua salata. Si prepara in Calabria e in Sicilia per condire le trance di pesce spada cotte alla brace.

Schidionata

  • Uccelletti e pollastrelli allo spiedo (lo “schidione”, appunto).

Smetana

  • Salsa a base di panna acida, che i russi mettono un po’ dappertutto, anche nella zuppa rossa di carne e barbabietole (bortsch).

Stufato

  • Grosso pezzo di manzo cotto a pentola coperta e a fuoco basso con vino e aromi, senza rosolatura.

Supplì

  • crocchetta di riso fritta, farcita con un po’ di carne tritata o un pezzetto di mozzarella, molto comune in Italia centrale.

Tabasco

  • Salsa a base di aceto, aromi, peperoncino piccante, sale e zucchero. Il nome è quello di uno stato del Messico dove la coltivazione del peperoncino è predominante. Si usa a gocce.

Menù come congelare e surgelare i cibi

maggio 3rd, 2017 by admin

Menù Consigli in cucina

maggio 3rd, 2017 by admin

Curiosità in cucina

maggio 2nd, 2017 by admin

Vi è avanzata della carne…

  • tritata fresca, se volete conservarla ancora per qualche giorno,provate ad aggiungervi qualche goccia d’olio prima di riporla in frigorifero.

Se formaggio è senza sapore…

  • Mettetelo in ammollo per un giorno in vino bianco secco con un pizzico di sale e un pizzico di pepe.

Per pulire con più facilità…

  • i fagiolini per privarli del filo, tuffateli nell’acqua bollente per un paio di minuti.

Le braciole di maiale…

  • dureranno più a lungo in frigorifero, se li conserverete in un contenitore a chiusura ermetica, cosparse con qualche goccia di aceto.

Per fare durare più a lungo i formaggi…

  • mettete all’interno del contenitore dei formaggi , una zolletta di zucchero che ne assorbirà l’umidita,preservandoli dalla muffa.

Se volete preparare delle polpette …

  • più appetitose e morbide, aggiungete all’impasto della carne, una patata bollita molto calda, o 2 cucchiai di besciamella.

Se vi è avanzato del brodo di carne …

  • e desiderate conservarlo , prima di riporlo in frigorifero aggiungetevi un pizzico di bicarbonato: durerà più a lungo.

Per evitare che le mele cotte al forno…

  • si raggrinziscono,spalmatele abbondantemente di olio prima di cuocerle.

Per evitare che sgradevole odore di fritto invada tutta la casa…

  • Prima di iniziare la cottura ,friggete mezza mela privata dei suoi semi.

Per montare più velocemente gli albumi…

  • d’uovo a neve,ricordatevi di aggiungere, mentre le state preparando, un pizzico di sale fino.

La maionese non impazzirà se…

  • prima di versare l’olio, mischierete al tuorlo dell’uovo un cucchiaino di farina bianca.

Se la maionese è ormai impazzita…

  • Aggiungetevi una patata tiepida passata e mescolate molto velocemente.

Per evitare che si formino grumi …

  • durante la preparazione di salse oppure di pastelle, aggiungete un pizzico di sale fino alla farina prima di amalgamarla con il latte o con l’acqua.

Se volete ottenere una frittura croccante e dorata…

  • e molto più digeribile, Basterà aggiungere all’olio, quando è caldo, qualche goccia di limone.

Se volete una frittata morbida e alta…

  • aggiungete alle uova un poco di latte.

Se volete una frittata croccante…

  • aggiungete alle uova un cucchiaio di farina.

Se volete una frittura leggera…

  • fate una pastella con acqua e farina di ceci, friggete tutto quello che prima veniva passato nell’uovo o nel pangrattato, sentirete che frittura.

Se avete dimenticato aperta l’oliera e…

  • a contatto dell’aria, l’olio ha acquisito un gusto leggermente rancido, aggiungete nell’ampolla un cucchiaino di zucchero. Dopo qualche ora il sapore dell’olio sarà completamente recuperato.

Testiamo l’olio…

  • Versate qualche goccia di olio in un bicchiere insieme ad un cucchiaino di acqua ossigenata. Se diventa verde significa che l’olio è d’oliva, se rosso intenso di sesamo, se invece è di color giallo non c’è dubbio, è di arachidi.

Se volete salvare la minestra salata…

  • avete tre soluzioni per salvare la minestra. Se il danno è minimo, aggiungete un cucchiaino di zucchero; se il sapore è molto salato, immergete nella pentola per cinque minuti due o tre fettine di patata cruda; se la minestra è davvero troppo salata, aggiungetevi un cucchiaio d’argento e mezzo bicchiere di latte. Fate bollire per 5-10 minuti e togliete il cucchiaio soltanto prima di portare in tavola.

Se il pesce vi scivola dalle mani…

  • mentre lo pulite, provate cospargendo il tagliere di sale fine.

Per squamare meglio il pesce

  • Il pesce prima di essere squamato, è utile inumidirlo con dell’aceto. Vedrete che verrà squamato meglio.

Se volete un buon lesso…

  • non dovete far altro che mettere nella pentola la carne quando l’acqua è bollente.

Se volete preparare un buon brodo di carne…

  • mettete nella pentola la carne quando l’acqua è fredda.

Per separare gli albumi dai tuorli con facilità…

  • usate un imbuto con la punta immersa in un bicchiere. Rompetevi dentro le uova, gli albumi coleranno nel bicchiere e i tuorli rimarranno nell’imbuto.

Se l’aceto è diventato troppo forte…

  • immergete nella bottiglia due fettine di mela e lasciate macerare per tre giorni. Filtrate e assaggiate: il vostro aceto sarà tornato leggero.

Per evitare che le bananane della macedonia anneriscono…

  • prima di sbucciarle passatele sotto l’acqua bollente.

Per mantenere le torte fresche…

  • mettete mezza mela sul piatto sul quale avete adagiato la torta e copritelo.

Patate croccanti…

  • Pelate delle patate di media grandezza, tagliatele in quattro parti ed immergetele per pochi minuti in acqua bollente e salata. Quindi scolatele, asciugatele con cura e solo a questo punto tuffatele nell’olio bollente. Così facendo porterete in tavola un bel piatto di patate croccanti

Se non sopportate l’odore selvatico del coniglio…

  • tagliatelo a pezzi, infilatelo in un sacchetto per alimenti, assieme a qualche rametto di rosmarino, e sistematelo nel congelatore. Trascorsi un paio di giorni, provare per credere, l’inconveniente è eliminato e potete così procedere alla solita cottura.

Per rendere meno aspro il pompelmo…

  • tagliatelo a metà e cospargetelo di sale grosso. Lasciatelo quindi riposare per qualche minuto, sciacquate via il sale, eliminate la buccia e utilizzatelo: sarà decisamente più dolce.

Per profumare d’aglio l’insalata…

  • evitando di appensantirla con l’aglio stesso, infilatene uno o più spicchi nel forchettone che usate per mescolarla, poi eminatelo.

Per fare dell’aceto casalingo

  • con del vino avanzato,aggiungete nella bottiglia un pugnetto di sale o degli spaghetti.

Uva sempre fresca…

  • avete comprato tanta buona uva fresca? Per conservarla a lungo, provate ad avvolgere ogni grappolo in carta stagnola lasciando fuori il tralcio, di cui strofinerete più volte l’estremità con glicerina.Appendete quindi i grappoli in un ambiente fresco e asciutto. I chicchi appassiti ritorneranno turgidi e gustosi proprio come se fossero freschi semplicemente immergendoli in acqua tiepida.

Termini Culinari Stranieri

marzo 2nd, 2017 by admin

A volte nelle ricette si trovano delle parole che lasciano un po’ perplessi ai “non addetti ai fornelli” e allora ho pensato di creare un glossario che vi possa semplificare la lettura delle vostre ricette.

 

A volte nelle ricette si trovano delle parole che lasciano un po’ perplessi ai “non addetti ai fornelli” e allora ho pensato di creare un glossario che vi possa semplificare la lettura delle vostre ricette.
Aioli = Una salsa bianca, variante della maionese, insaporita con parecchio aglio tritato fine. In origine si chiama “ailloli”, una specialità del Sud della Francia, dove si usa per accompagnare il pesce.
A’la Maitre d’hotel = Preparazione del burro amalgamato con il prezzemolo tritato e alcune gocce di limone. Adagiato sulla pietanza in forma di rotellina accompagna la carne o il pesce.
A’ la tartare = Carne magra di bovino macinata e servita cruda, mescolandovi rosso d’uovo, limone, sottaceti, olio e aromi.
Apple pie = Tipica crostata di mele anglosassone. La versione nordamericana ricopre la frutta della superficie con una sfoglia di pasta.
Apfelstrudel = Fra i tanti strudel austriaci è forse il più popolare. Consiste in una sottile sfoglia arrotolata e farcita di mele, zucchero, uvetta sultanina, cannella e frutta secca.
Arrow root = Polvere di radice americana, utilizzata per legare i cibi. Corrisponde alla nostra fecola.
Aspic = E’ un termine francese. Preparazione in gelatina di carni, pesce o verdure in uno stampo d’acciaio o rame, caratterizzato da una serie di cuspidi.
Assiette = Termine francese che indica un piatto misto di carni fredde.
Bacon = Termine inglese della pancetta affumicata. Si usa con le uova al tegamino, per insaporire il pollo, le patate e altro.
Barbecue = Grigliare
Blanquette = E’ la carne bianca di vitello, pollo o agnello non rosolata, tipica della cucina francese.
Bliny = Crespelle di farina, latte, burro, uova e poco sale cotte al forno e servite calde. Nella cucina tradizionale russa accompagnano spesso il caviale e il salmone.
Bortsch = Minestrone denso di carne, verdure e barbabietole, che gli danno il caratteristico colore rosso, servito con panna acida. E’ una specialità dell’Europa orientale ed è comune sopratutto in Russia.
Bouillabaisse = Zuppa di pesce in cui è sempre presente l’aragosta e da cui sono invece bandite le cozze. Tra i molti ingredienti, anche lo zafferano, aglio, pomodori e buccia secca d’arancia. Piatto tipico della Provenza e soprattutto di Marsiglia.
Brunch = Più abbondante della prima colazione e meno completo del pranzo, è il pasto che negli Stati Uniti, soprattutto nei giorni di festa, si consuma tra le undici e mezzogiorno. Oggi è adottato anche in Europa.
Cake = Termine anglosassone di un dolce da tè cotto in stampo rettangolare “a cassetta”, con molto burro fra gli ingredienti.
Canapè = Tartine di pancarrè, naturali, tostate o fritte nel burro, ricoperte con ingredienti vari: spalmate di burro, formaggio, caviale, salmone, acciughe, uova sode, prosciutto, patè d’olive, burri composti e così via. Si servono come antipasto.
Chantilly = Utilizzata sia salata sia dolce: la salsa è a base di maionese e panna montata; la crema è a base di panna montata e zucchero. Prende il nome dall’omonimo castello in Francia.
Chateaubriand = Bistecca di circa 3-4 etti e alta alcuni centimetri, ricavata dal cuore del filetto e cotta alla griglia, al forno o in casseruola. Può essere accompagnata con varie salse, anche agrodolci, e burro aromatizzato. Il nome deriva, secondo alcuni, dagli allevamenti bovini di Chateaubriand, secondo altri dallo scrittore René de Chateaubriand.
Cocotte = Recipiente tondo di porcellana, terracotta o metallo di grosso spessore. Permette di assorbire bene il calore e trasmetterlo al cibo in modo uniforme. Se è molto piccola si chiama cocottina.
Coulis = Passata – Termine usato soprattutto in pasticceria per indicare una passata di lamponi o altri frutti di bosco e usata per guarnire i dolci.
Croissant = Pasta dolce o salata confezionata a forma di mezzaluna. Adatto alla prima colazione. Può essere farcito con crema, marmellata, formaggio, prosciutto o altro.
Ganache = Crema a base di cioccolato e panna e, per estensione, il particolare dolce farcito con detta crema. Il significato primario di ganache è imbecille, e tale fu l’attributo con cui un apprendista pasticcere fu apostrofato dal suo chef quando, per errore, rovesciò della panna bollente in un contenitore pieno di tavolette di cioccolata. L’apprendista, per recuperare ingredienti e dignità, mise il tutto sul fuoco e lo portò ad ebollizione, e fu così che nacque questa meravigliosa crema di farcitura che si chiama, appunto, ganache!
Gazpacho = Famosa zuppa spagnola a base di pomodori, cipolla, cetrioli, peperoni crudi tritati e mollica di pane, in parte frullati e conditi con olio e aceto. Si serve ghiacciata.
Julienne = Taglio delle verdure a bastoncini sottili che permette di assorbire bene olio, limone o maionese per preparare insalate crude.
Knodel = Gnocchi grandi (8-10 cm di diametro) di mollica di pane bagnata nel latte e impastata con aromi e ingredienti vari (uova, salsiccia, carni). Si servono in brodo o asciutti come primo piatto.
Mousse = E’ una preparazione soffice e spumosa che si rapprende in frigorifero. Può essere salata (di prosciutto, di tonno, di fegato d’oca, di salmone ecc.) o dolce (di cioccolato, di vaniglia ecc.).
Mussaka = Famoso piatto greco, simile alla nostra parmigiana di melanzane, ragù di carne macinata, formaggi locali, salsa di pomodoro.
Muesli = Misto di fiocchi d’avena e d’orzo, frutta secca, germogli di grano, miele e altro. Con il latte o lo yogurt, è la prima colazione preferita dagli svizzeri. Oggi è diffusa in milti Paesi.
Olla Podrida = Piatto spagnolo molto popolare: è un bollito misto che comprende anche le chorizos, salsicce molto piccanti, e i garbanzos, ceci tipici della penisola iberica.
Paella = Il piatto nazionale degli spagnoli che varia da regione, da paese a paese. La versione più classica, quella valenciana, si prepara con riso, pollo, crostacei, verdure, spezie e zafferano cotti in una grande padella di ferro: la paella, appunto.
Pankake = Il piatto povero dei pionieri del Far West, ancora oggi molto diffuso negli Stati Uniti. In origine, una focaccia di farina e acqua fritta nel burro, si è evoluta con l’aggiunta di uova, farina, latte e burro diventando più nutriente. Ancora calda, si cosparge di zucchero o marmellata o sciroppo come una crepe.
Parfait = In francese significa perfetto. Si tratta di un gelato di panna e uova, soffice e spumoso, profumato alla vaniglia o altri gusti.
Parmentier = Alcuni piatti a base di patate prendono il nome da chi ebbe il merito di diffondere il tubero della patata in Francia.
Paté = Pasticcio di carne o di pesce cotti; lavorato finemente con il burro, deve rapprendersi alcune ore in frigorifero. Si serve come antipasto, da spalmare sul pane tostato. Il paté più famoso è quello di fegato d’oca.
Pie = Torta rustica a base di carne di manzo, selvaggina, pollo o anche frutta, disposta a strati, ricoperta di una sfoglia di pasta e cotta al forno. Una preparazione tradizionale inglese.
Pilaf = E’ così detto il riso a grani lunghi bollito in poca acqua o brodo (solo la quantità che sarà assorbita dalla cottura), asciugato al forno e condito in vari modi. Adatto a molte preparazioni.
Pot-au-feu = Gran bollito misto alla francese: carni di vario tipo e legumi, cotti nella stessa pentola e serviti assieme.
Pre-salé = Si chiama così la carne delle greggi che, allevate in riva al mare, si nutrono di erbe salate e iodate. Il sapore è molto gradevole.
Quenelle = Pietanza francese: si tratta di piccole polpette di carne o pesce cotte in acqua bollente. Si servono con una salsa o gratinate.
Quiche = Torta salata originaria dell’Alsazia- Lorena. Famosa la quiche Lorraine, una pasta sfoglia guarnita con pancetta e uova sbattute.
Raclette = Formaggio originario del Vallese, in Svizzera. Raclette indica anche la procedura per gustarlo: da una mezza forma di formaggio, al calore della fiamma, si raschiano scaglie semifuse, servite subito a tavola con patate lessate e cetriolini sottaceto.
Ratatouille = Piatto tipico provenzale a base di verdure.
Sandwich = Due fette di pane imburrate e farcite con prosciutto, salame, formaggio o altro. Prende il nome da John Montagu, conte di Sandwich, accanito giocatore che, non volendo interrompere le partite a carte, si faceva servire i tramezzini al tavolo da gioco.
Sashimi = Tipica preparazione della cucina giapponese: filetti di pesce crudo tagliati secondo rigide regole, serviti con salsa di rafano.
Soubise = Salsa a base di cipolle, passate o ridotte in purè. Da un’intuizione del principe Soubise, gastronomo per passione.
Speck = Prosciutto affumicato di maiale, è una tipica e molto saporita preparazione dell’Alto Adige.
Steak = La bistecca grigliata degli americani: più grande di una fiorentina, viene servita accompagnata con salse, burro e verdure lessate.
Sushi = Bocconcini di riso guarniti con rafano e un filetto di pesce crudo.
Tahina = Impasto di sesamo, limone e acqua: uno dei più tipici antipasti della cucina araba.
Taramasalata = Una specie di paté a base di uova di tonno, olio d’oliva, pane, latte, rosso d’uovo, olive e altro ancora. Spalmato sul pane, è uno degli antipasti più diffusi in Turchia e in Grecia.
Tatin = Torta di mele francese. Fettine di renette a raggiera cosparse di abbondante zucchero e ricoperte di pasta sfoglia. Rovesciando la teglia le mele appaiono sotto uno “specchio” di caramello.
Tempura = Tipico piatto giapponese: pesce o verdura abilmente tagliati e avvolti in una leggera pastella, sono fritti in olio di soia o altri semi.
Tofu = Una sorta di formaggio ricavato da una sostanza lattiginosa prodotta dalla soia. Poco saporito ma dotato di molte proteine, il tofu, diffuso in Cina e Giappone, si trova anche da noi.
Vichyssoise = Minestra di porri e patate servita fredda. Il nome è francese, ma il piatto è di origine nordamericana.
Vinaigrette = Classico condimento per l’insalata – olio, aceto e sale – sbattuti insieme fino a ottenere un’emulsione.
Worcester = Salsa liquida di gusto agrodolce adatta a insaporire carni, pesce e verdure, una specialità inglese.
Aioli
  • Una salsa bianca, variante della maionese, insaporita con parecchio aglio tritato fine. In origine si chiama “ailloli”, una specialità del Sud della Francia, dove si usa per accompagnare il pesce.
A’la Maitre d’hotel
  • Preparazione del burro amalgamato con il prezzemolo tritato e alcune gocce di limone. Adagiato sulla pietanza in forma di rotellina accompagna la carne o il pesce.
A’ la tartare
  • Carne magra di bovino macinata e servita cruda, mescolandovi rosso d’uovo, limone, sottaceti, olio e aromi.
Apple pie
  • Tipica crostata di mele anglosassone. La versione nordamericana ricopre la frutta della superficie con una sfoglia di pasta.
Apfelstrudel
  • Fra i tanti strudel austriaci è forse il più popolare. Consiste in una sottile sfoglia arrotolata e farcita di mele, zucchero, uvetta sultanina, cannella e frutta secca.
Arrow root
  • Polvere di radice americana, utilizzata per legare i cibi. Corrisponde alla nostra fecola.
Aspic
  • E’ un termine francese. Preparazione in gelatina di carni, pesce o verdure in uno stampo d’acciaio o rame, caratterizzato da una serie di cuspidi.
Assiette
  • Termine francese che indica un piatto misto di carni fredde.
Bacon
  • Termine inglese della pancetta affumicata. Si usa con le uova al tegamino, per insaporire il pollo, le patate e altro.
Barbecue
  • Grigliare
Blanquette
  • E’ la carne bianca di vitello, pollo o agnello non rosolata, tipica della cucina francese.
Bliny
  • Crespelle di farina, latte, burro, uova e poco sale cotte al forno e servite calde. Nella cucina tradizionale russa accompagnano spesso il caviale e il salmone.
Bortsch
  • Minestrone denso di carne, verdure e barbabietole, che gli danno il caratteristico colore rosso, servito con panna acida. E’ una specialità dell’Europa orientale ed è comune sopratutto in Russia.
Bouillabaisse
  • Zuppa di pesce in cui è sempre presente l’aragosta e da cui sono invece bandite le cozze. Tra i molti ingredienti, anche lo zafferano, aglio, pomodori e buccia secca d’arancia. Piatto tipico della Provenza e soprattutto di Marsiglia.
Brunch
  • Più abbondante della prima colazione e meno completo del pranzo, è il pasto che negli Stati Uniti, soprattutto nei giorni di festa, si consuma tra le undici e mezzogiorno. Oggi è adottato anche in Europa.
Cake
  • Termine anglosassone di un dolce da tè cotto in stampo rettangolare “a cassetta”, con molto burro fra gli ingredienti.
Canapè
  • Tartine di pancarrè, naturali, tostate o fritte nel burro, ricoperte con ingredienti vari: spalmate di burro, formaggio, caviale, salmone, acciughe, uova sode, prosciutto, patè d’olive, burri composti e così via. Si servono come antipasto.
Chantilly
  • Utilizzata sia salata sia dolce: la salsa è a base di maionese e panna montata; la crema è a base di panna montata e zucchero. Prende il nome dall’omonimo castello in Francia.
Chateaubriand
  • Bistecca di circa 3-4 etti e alta alcuni centimetri, ricavata dal cuore del filetto e cotta alla griglia, al forno o in casseruola. Può essere accompagnata con varie salse, anche agrodolci, e burro aromatizzato. Il nome deriva, secondo alcuni, dagli allevamenti bovini di Chateaubriand, secondo altri dallo scrittore René de Chateaubriand.
Cocotte
  • Recipiente tondo di porcellana, terracotta o metallo di grosso spessore. Permette di assorbire bene il calore e trasmetterlo al cibo in modo uniforme. Se è molto piccola si chiama cocottina.
Coulis
  • Passata – Termine usato soprattutto in pasticceria per indicare una passata di lamponi o altri frutti di bosco e usata per guarnire i dolci.
Croissant
  • Pasta dolce o salata confezionata a forma di mezzaluna. Adatto alla prima colazione. Può essere farcito con crema, marmellata, formaggio, prosciutto o altro.
Ganache
  • Crema a base di cioccolato e panna e, per estensione, il particolare dolce farcito con detta crema. Il significato primario di ganache è imbecille, e tale fu l’attributo con cui un apprendista pasticcere fu apostrofato dal suo chef quando, per errore, rovesciò della panna bollente in un contenitore pieno di tavolette di cioccolata. L’apprendista, per recuperare ingredienti e dignità, mise il tutto sul fuoco e lo portò ad ebollizione, e fu così che nacque questa meravigliosa crema di farcitura che si chiama, appunto, ganache!
Gazpacho
  • Famosa zuppa spagnola a base di pomodori, cipolla, cetrioli, peperoni crudi tritati e mollica di pane, in parte frullati e conditi con olio e aceto. Si serve ghiacciata.
Julienne
  • Taglio delle verdure a bastoncini sottili che permette di assorbire bene olio, limone o maionese per preparare insalate crude.
Knodel
  • Gnocchi grandi (8-10 cm di diametro) di mollica di pane bagnata nel latte e impastata con aromi e ingredienti vari (uova, salsiccia, carni). Si servono in brodo o asciutti come primo piatto.
Mousse
  • E’ una preparazione soffice e spumosa che si rapprende in frigorifero. Può essere salata (di prosciutto, di tonno, di fegato d’oca, di salmone ecc.) o dolce (di cioccolato, di vaniglia ecc.).
Mussaka
  • Famoso piatto greco, simile alla nostra parmigiana di melanzane, ragù di carne macinata, formaggi locali, salsa di pomodoro.
Muesli
  • Misto di fiocchi d’avena e d’orzo, frutta secca, germogli di grano, miele e altro. Con il latte o lo yogurt, è la prima colazione preferita dagli svizzeri. Oggi è diffusa in milti Paesi.
Olla Podrida
  • Piatto spagnolo molto popolare: è un bollito misto che comprende anche le chorizos, salsicce molto piccanti, e i garbanzos, ceci tipici della penisola iberica.

Paella
  • Il piatto nazionale degli spagnoli che varia da regione, da paese a paese. La versione più classica, quella valenciana, si prepara con riso, pollo, crostacei, verdure, spezie e zafferano cotti in una grande padella di ferro: la paella, appunto.
Pankake
  • Il piatto povero dei pionieri del Far West, ancora oggi molto diffuso negli Stati Uniti. In origine, una focaccia di farina e acqua fritta nel burro, si è evoluta con l’aggiunta di uova, farina, latte e burro diventando più nutriente. Ancora calda, si cosparge di zucchero o marmellata o sciroppo come una crepe.
Parfait
  • In francese significa perfetto. Si tratta di un gelato di panna e uova, soffice e spumoso, profumato alla vaniglia o altri gusti.
Parmentier
  • Alcuni piatti a base di patate prendono il nome da chi ebbe il merito di diffondere il tubero della patata in Francia.
Paté
  • Pasticcio di carne o di pesce cotti; lavorato finemente con il burro, deve rapprendersi alcune ore in frigorifero. Si serve come antipasto, da spalmare sul pane tostato. Il paté più famoso è quello di fegato d’oca.
Pie
  • Torta rustica a base di carne di manzo, selvaggina, pollo o anche frutta, disposta a strati, ricoperta di una sfoglia di pasta e cotta al forno. Una preparazione tradizionale inglese.
Pilaf
  • E’ così detto il riso a grani lunghi bollito in poca acqua o brodo (solo la quantità che sarà assorbita dalla cottura), asciugato al forno e condito in vari modi. Adatto a molte preparazioni.
Pot-au-feu
  • Gran bollito misto alla francese: carni di vario tipo e legumi, cotti nella stessa pentola e serviti assieme.
Pre-salé
  • Si chiama così la carne delle greggi che, allevate in riva al mare, si nutrono di erbe salate e iodate. Il sapore è molto gradevole.
Quenelle
Pietanza francese: si tratta di piccole polpette di carne o pesce cotte in acqua bollente. Si servono con una salsa o gratinate.
Quiche
  • Torta salata originaria dell’Alsazia- Lorena. Famosa la quiche Lorraine, una pasta sfoglia guarnita con pancetta e uova sbattute.
Raclette
  • Formaggio originario del Vallese, in Svizzera. Raclette indica anche la procedura per gustarlo: da una mezza forma di formaggio, al calore della fiamma, si raschiano scaglie semifuse, servite subito a tavola con patate lessate e cetriolini sottaceto.
Ratatouille
  • Piatto tipico provenzale a base di verdure.
Sandwich
  • Due fette di pane imburrate e farcite con prosciutto, salame, formaggio o altro. Prende il nome da John Montagu, conte di Sandwich, accanito giocatore che, non volendo interrompere le partite a carte, si faceva servire i tramezzini al tavolo da gioco.
Sashimi
  • Tipica preparazione della cucina giapponese: filetti di pesce crudo tagliati secondo rigide regole, serviti con salsa di rafano.
Soubise
  • Salsa a base di cipolle, passate o ridotte in purè. Da un’intuizione del principe Soubise, gastronomo per passione.
Speck
  • Prosciutto affumicato di maiale, è una tipica e molto saporita preparazione dell’Alto Adige.
Steak
  • La bistecca grigliata degli americani: più grande di una fiorentina, viene servita accompagnata con salse, burro e verdure lessate.
Sushi
  • Bocconcini di riso guarniti con rafano e un filetto di pesce crudo.
Tahina
  • Impasto di sesamo, limone e acqua: uno dei più tipici antipasti della cucina araba.

Taramasalata
  • Una specie di paté a base di uova di tonno, olio d’oliva, pane, latte, rosso d’uovo, olive e altro ancora. Spalmato sul pane, è uno degli antipasti più diffusi in Turchia e in Grecia.
Tatin
  • Torta di mele francese. Fettine di renette a raggiera cosparse di abbondante zucchero e ricoperte di pasta sfoglia. Rovesciando la teglia le mele appaiono sotto uno “specchio” di caramello.
Tempura
  • Tipico piatto giapponese: pesce o verdura abilmente tagliati e avvolti in una leggera pastella, sono fritti in olio di soia o altri semi.
Tofu
  • Una sorta di formaggio ricavato da una sostanza lattiginosa prodotta dalla soia. Poco saporito ma dotato di molte proteine, il tofu, diffuso in Cina e Giappone, si trova anche da noi.
Vichyssoise
  • Minestra di porri e patate servita fredda. Il nome è francese, ma il piatto è di origine nordamericana.
Vinaigrette
  • Classico condimento per l’insalata – olio, aceto e sale – sbattuti insieme fino a ottenere un’emulsione.

Worcester

  • Salsa liquida di gusto agrodolce adatta a insaporire carni, pesce e verdure, una specialità inglese.Aioli = Una salsa bianca, variante della maionese, insaporita con parecchio aglio tritato fine. In origine si chiama “ailloli”, una specialità del Sud della Francia, dove si usa per accompagnare il pesce.

Congelare e surgelare i cibi

maggio 3rd, 2015 by admin

Tutti gli alimenti iniziano a modificarsi subito dopo la loro raccolta, sia nell’aspetto che nelle caratteristiche organolettiche (odore, sapore ecc.). Per questo motivo l’uomo da sempre ha cercato dei metodi per conservare i cibi. Il freddo , fra i vari metodi è il più nobile. Elenco di seguito brevemente i motivi:
Non prevede l’aggiunta di sostanze estranee.
Per cibi adatti a questo tipo di conservazione, non modifica le caratteristiche organolettiche dell’alimento.
Rispettando alcune regole, mantiene le qualità nutritive ( per esempio le vitamine ) che, invece, vanno perdute con la sterilizzazione.

Conservabilità dei prodotti

Congelazione

  • È utile, a questo punto, chiarire la differenza tra prodotti “congelati” e alimenti “surgelati”. Con la congelazione un alimento viene raffreddato a temperature alle quali la maggior parte dell’acqua di cui è costituito si trasforma in ghiaccio.
  • L’acqua inizia a trasformarsi in ghiaccio a temperature diverse e ben determinate a seconda degli alimenti (comprese tra -0,5 e -2,8°C). tuttavia, una certa quantità di acqua, che può variare da alimento ad alimento, è così legata ai costituenti della materia alimentare che rimane liquida anche alle temperature di massima congelazione (-35°C). è “acqua incongelabile” o “ legata”.
  • La sua presenza permette lo svolgersi, durante la conservazione, di reazioni chimiche ed enzimatiche che portano al deterioramento dei cibi.
  • Nella congelazione lenta si potrà verificare la rottura delle pareti cellulari, e la disintegrazione dei tessuti per l’azione di cristalli di ghiaccio di grosse dimensioni, che non alterano profondamente la struttura dell’alimento; la congelazione rapida è, quindi, quella che dovremo utilizzare.

Surgelazione

Il termine surgelazione deriva dal francese surgèlation, e sta a indicare una tecnologia per la quale il prodotto deve possedere precisi requisiti:
1) Essere stato congelato rapidamente;
2) Essere pronto per il consumo;
3) Essere stato conservato ininterrottamente a una temperatura di almeno 20°C;
4) Essere stato mantenuto dall’origine in confezione chiusa.
Nella conservazione casalinga si predilige il metodo della surgelazione utilizzando congelatori a 4 stelle regolati alla temperatura di -30°C, mantenendo il tasto per la congelazione rapida inserito 6 ore prima di introdurre i cibi da congelare.

Il congelatore domestico e la sua manutenzione

  • Ci servirà un buon congelatore. Ormai quasi tutti i congelatori hanno il tasto per la congelazione rapida, indispensabile per chi vuole surgelare in casa.
  • Potrete scegliere un congelatore verticale ( ad armadio )se lo spazio non è molto; optate per i modelli che hanno portelline chiuse per ogni scomparto: queste e la maggior velocità di reperimento di quanto vi occorre compenseranno l’aumentata dispersione di freddo che avviene all’apertura della porta.
  • Il congelatore orizzontale ( a vasca o a cassone ) è di solito più economico e più capiente. Aprendolo si ha una minore dispersione del freddo anche se, essendo gli alimenti di più difficile reperibilità, ci vorrà più tempo per trovare ciò che si desidera.
  • Quasi tutti i frigoriferi, inoltre sono dotati di un vero e proprio compartimento di congelazione contrassegnato da 3 o 4 stelle, e/ o di uno scomparto per il ghiaccio chiamato freezer. Esso non deve essere confuso con gli scomparti di surgelazione, in quanto raramente permette una lunga conservazione degli alimenti. Raggiunge, infatti, temperature di poco inferiori agli 0°C, mentre ricordiamo che , per surgelare e conservare gli alimenti occorrono temperature costanti inferiori ai 18°C. valga, in linea di massima, la seguente classificazione, riguardante il contrassegno a 1,2,3 stelle:
  • scomparto con temperatura massima di 6°C; è possibile conservare surgelati per qualche giorno; non vi si possono sistemare gelati o creme gelate;
  •   scomparto con temperatura interna massima di -12°C; è possibile conservare surgelati per 1-2 settimane e gelati per non più di qualche ora;
  •    scomparto con temperatura interna massima di 20°C in cui la conservazione dei surgelati può durare parecchi mesi.
  • Molti tra i congelatori più capienti dispongono di un reparto di presurgelazione, utile per la surgelazione di cibi freschi. Vi si possono surgelare alimenti senza provocare un aumento importante della temperatura generale all’interno dell’apparecchio.
  • Una volta scelto e sistemato, dovrete lavare ed asciugare il vostro surgelatore prima di metterlo in funzione. Almeno una volta ogni 2 anni dovrete ripulirlo.
  • Per lavarlo andrà benissimo una soluzione di acqua tiepida e bicarbonato, o di acqua tiepida e aceto (l’aceto è, tra l’altro, un ottimo disinfettante).
  • Sarà buona norma lasciare un recipiente di acqua calda e aceto tutta la notte all’interno del surgelatore ben chiuso: alla mattina l’apparecchio risulterà perfettamente deodorato.
  • Particolare attenzione verrà data alla pulizia della guarnizione, che sarà ricoperta probabilmente di polvere o di sporco unto.
  • Non dimentichiamo che la guarnizione- per un perfetto funzionamento del congelatore- deve essere a tenuta ermetica, e quindi cambiata se deteriorata. Ispezionate periodicamente gli alimenti, verificando che il termostato sia ben funzionante.

Materiali per l’imballaggio

I prodotti della congelazione, devono essere predisposti in idonei imballaggi allo scopo di prevenire e contenere le inevitabili modificazioni delle caratteristiche organolettiche.

Recipienti di cartone paraffinato e vaschette di alluminio ( queste ultime da evitare se possediamo il microonde): sul coperchio è possibile annotare quanto occorre e inoltre vanno anche in forno.

Sacchetti per la surgelazione di varie dimensioni: di solito è bene corredarli con etichette. Poiché l’acqua congelando, aumenta di circa il 10% il proprio volume, è consigliabile non riempire completamente i recipienti, lasciando uno spazio di circa 1 cm dal coperchio.
Rotoli di pellicola per alimenti e di carta matallizzata.
Termosaldatore elettrico per sacchetti ( facoltativo, costoso, ma efficace).

Etichette : sarebbe meglio fossero di colore diverso per ogni genere di alimento conservato, il che permette di capire a colpo d’occhio cosa vi capita fra le mani.

Teniamo a portata di mano 2 o 3 vassoi che possono essere infilati nel congelatore e ne permettano la perfetta chiusura. Serviranno per la surgelazione rapida.
I vasetti vuoti dello yogurt, o certe vaschette in cui vengono venduti passati di frutta e alcuni tipi di formaggio fresco, andranno bene per surgelare il condimento della pasta ( sugo, pesto, ragù o altro) o piccole quantità di verdure miste per soffritto (sedano, carota e cipolla).
Le vaschette di polistirolo in cui viene venduto il gelato artigianale sono adattissime a surgalera erbe aromatiche o altro cibo perché, a perfetta tenuta ermetica, impediscono le dispersione degli aromi.

L’apparecchio per eliminare l0aria dai pacchetti (efficacissimo , ma costoso).

  • Se disponete di un congelatore orizzontale, è opportuno che esso sia fornito di pannelli a rete e cestini, così che possiate maneggiare gli alimenti con facilità e riconoscere immediatamente quello di cui avete bisogno.
  • In un apparecchio della capacità di 100 litri circa (uno dei meno capienti)è possibile stivare dai 60 ai 70 kg di prodotti surgelati. I congelatori verticali con i loro scomparti, cassetti, cesti scorrevoli, permettono di inventariare gli alimenti conservati a colpo d’occhio, e anche di servirvi velocemente e con facilità; inoltre, occupano meno spazio dei congelatori orizzontali.
  • La loro capacità può variare dai 50 ai 600 litri. Un congelatore verticale delle capacità di 100l circa permette di stivare 50-60 kg di alimenti.
  • Tenete presente che una persona che vive in città avrà bisogno di una disponibilità di stoccaggio di 60-80 litri. Viceversa, chi vive in campagna e surgela per la quasi totalità delle sue necessità avrà bisogno di una capacità di 80-120 litri.