I Consigli della Nonna “per i Preziosi di Casa”
ottobre 25th, 2009 by admin


Oro e Pietre Preziose…
- Anche l’oro e le pietre preziose perdono di lucentezza con l’uso. Per farli tornare splendenti, immergeteli in un pentolino d’acqua in cui avete aggiunto qualche goccia di sapone liquido. Fate scaldare, senza portare a ebollizione, e lasciate i gioielli a bagno per pochi minuti. Quindi scolateli e asciugateli delicatamente.
Come pulire i gioielli d’oro…
- I gioielli in oro vanno immersi per qualche istante in alcol a 90°, quindi sciacquati e asciugati
Come pulire le pietre preziose…
- lavarli nell’alcol con spazzolino morbido. asciugarli con crusca o con pelle di daino.
Come pulire i gioielli d’argento…
- lasciarli a bagno diverse ore nell’alcol puro. quindi asciugarli con crusca o pelle di daino.
Come pulire i gioielli di smalto…
- lavarli in acqua con detersivo neutro. asciugare con segatura finissima e npassare con pelle di daino.
Argento…
- La polvere si ferma tra i motivi della fine lavorazione e li rende meno lucenti. Come pulirli? Uno spazzolino e del dentifricio in pasta bianco si riveleranno davvero miracolosi. Sciacquati e asciugati con cura, i nostri argenti sembreranno nuovi.
Perle…
- Per conservarle perfette, tenerle immerse in magnesia in polvere.
Madreperla…
- Passare con batuffolo di cotone imbevuto d’olio, quindi lucidare con panno di flanella o pelle di daino.
Avorio…
- Un sistema per sbiancare l’avorio ingiallito è di strofinarlo con una miscela di latte tiepido e succo di limone in parti uguali
Gioielli brillanti…
- Le gioie senza pietre si possono in casa mettendole in un recipiente a chiusura ermetica nel quale avrete preparato la seguente soluzione: venti grammi di acqua, venti grammi di bicarbonato di sodio, un grammo di sale raffinato, un grammo di cloruro di calce. Agitate energicamente per un paio di minuti prima di mettere i gioielli ad asciugare in segatura finissima. Toglierete in seguito la segatura residua con uno spazzolino morbido.
Se le nostre perle ci appaiono un po’ opache…
- Per rinfrescarle, basterà stenderle su un panno, coprirle con sale fino e avvolgerle strettamente. Collocato quindi il pacchetto sotto un getto di acqua tiepida si attenderà fino a che il sale non sarà completamente sciolto. Asciugata con un panno morbido, la collana tornerà splendente.

L ‘A-B-C della cuoca :(T)
settembre 30th, 2009 by admin


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Tagliapasta.
- Utensile provvisto di una rotella, dai bordi lisci o zigrinati, usato per le sfoglie di pasta fresca. Con il termine tagliapasta si identifica inoltre uno stampo rotondo o di altra forma, che si pressa su pasta o altri alimenti onde ricavarne motivi vari.
Tagliere.
- Asse di legno o plastica di diverso spessore (da 1 a 6 cm) e dimensione, sopra alla quale si compiono tutte le operazioni di affettatura, trancio e tritatura di carni, pesci, verdura, ecc., in modo da non rovinare il sottostante piano di lavoro e non togliere il filo ai coltelli.
Tartelette.
- Tipo barchette ma di forma rotonda.
Teglia.
- Recipiente quadrato, rettangolare o rotondo, fabbricato in ferro, alluminio, rame o acciaio inossidabile, con sponde piuttosto basse, talvolta dotata di manici. È impiegata per la cottura in forno di pizze, torte e cibi diversi.
Termometro.
- Apparecchio che misura la temperatura. In gastronomia, il termometro può indicare la temperatura all’interno di un ambiente (ad esempio il forno) oppure all’interno di un alimento solido o liquido: l’ampiezza della scala graduata varia naturalmente a seconda del suo impiego. Un altro termometro particolare è il “caramellometro” usato per la cottura dello zucchero, dotato di una scala di valori che va dai 20 ai 180-200° C;
Termostato.
- Congegno che permette la regolazione della temperatura all’interno di vari elettrodomestici, come forni, friggitrici, frigoriferi, congelatori, ecc.
Terrina.
- Recipiente rettangolare, tondo o ovale, dotato di pareti diritte e coperchio forato (per permettere la fuoriuscita del vapore durante la cottura). Realizzata in porcellana, terracotta, terraglia o ghisa smaltata, viene usata per la cottura in forno o sulla fiamma di diversi preparati, soprattutto paté o terrine.
Tirare.
- Si dice tirare la pasta, ovvero appiattire la pasta in oggetto dandole forma e spessore desiderato grazie alla pressione del mattarello. Si lascia tirare anche una salsa, facendola restringere per mezzo di addensanti (colla di pesce, fecola,) aggiunti alla preparazione.
Tornire.
- Dare forma e grandezza regolare a verdure (di solito patate e carote) arrotondandole con un coltellino.
Tortiera.
- Recipiente utilizzato per cuocere in forno preparazioni dolci o salate, spesso a base di pasta come le crostate e le torte.
Tostare.
- Far colorire, a calore secco (forno) o in padella, un ingrediente in modo che assuma una consistenza croccante e/o un aroma caratteristico. L’operazione viene eseguita prima della cottura vera e propria.
Trancio.
- Fetta di pesce di medie o grandi dimensioni (spada, cernia, ombrina, tonno, palombo, ecc.) spessa almeno 3 cm, da cucinare ai ferri, al cartoccio, alla griglia, in padella. Per estensione si riferisce con lo stesso significato di fetta anche ad altri alimenti, ad esempio la pizza.
Trifolare.
- Cuocere in padella, con olio, aglio e prezzemolo alcuni ingredienti fra cui patate, funghi, carciofi, zucchine, rognone.
Trinciante.
- Coltello a punta diritta di dimensioni comprese tra i 20 e i 36 cm, impiegato per tagliare carne cruda con e senza osso, pollame, selvaggina e verdure.
Trinciapollo
- Forbice di acciaio inossidabile, della lunghezza di circa 25 cm, dotata a volte di molla, utilizzata per tagliare a pezzi pollame cotto o crudo.
Trinciare.
- Tagliare a pezzi un volatile o un altro animale, servendosi, generalmente dell’apposito utensile che consente di spezzare le ossa.
Tritare.
- Ridurre in pezzi piccolissimi o in poltiglia verdure, carne, pesce, o erbe aromatiche. L’operazione consente di mescolare cibi di diversa consistenza (per esempio carne, pesce e verdure) e di sprigionare l’aroma di alcune erbe aromatiche (prezzemolo); si effettua con l’apposito tritatutto, con la mezzaluna, o con un coltello affilato.
Triturare.
- Tritare grossolanamente

L ‘ A-B-C della cuoca :(U)
settembre 29th, 2009 by admin


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Ungere.
- Oliare o imburrare leggermente un recipiente prima di versarvi o appoggiarvi un preparato da cuocere in forno, per evitare così che si attacchi al fondo o alle pareti.
Uva passa.
- Prodotto dell’essiccazione di alcune varietà di uva (Corinto, sultanina, zibibbo, moscato, ecc.). Particolarmente ricca di zucchero (fino al 70%) e quindi piuttosto calorica (300 kcal per 100 g) ha un elevato contenuto di ferro e di potassio. Può essere utilizzata come dolcificante nel muesli e nella preparazione di dolci, in sostituzione dello zucchero raffinato.

L ‘ A-B-C della cuoca :(V)
settembre 28th, 2009 by admin


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Velare.
- Coprire la superficie di una preparazione con uno strato di salsa.Ventresca. Quella parte del tonno sott’olio ricavato dal ventre del pesce (la parte più tenera e pregiata); pancetta di maiale.
Ventriglio
- la parte muscolosa dello stomaco del pollame. Richiede una cottura prolungata, per questo lo si cuoce di preferenza nel brodo. Una volta cotto lo si inserisce, tritato, nei ripieni a base di rigaglie.
Vinaigre
- Nome francese di una salsa a base di aceto (vinaigre), olio e aromi, utilizzata per condire insalate o verdure cotte. La quantità di aceto varia a seconda dell’acidità desiderata.
Vol-au-vent.
- Nome francese che definisce un involucro di pasta sfoglia cotta in forno, a forma di scatoletta cilindrica, destinata a contenere un ripieno a base di formaggio, rigaglie in umido, frutti di mare, verdure, di solito accompagnati da una salsa. I Vol-au-vent sono migliori se preparati e riempiti all’ultimo momento.

L’A-B-C- della cuoca ( Z)
settembre 27th, 2009 by admin


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Zeste
- Scorza sottilissima di limone o di agrume tagliata o grattugiata finemente.

Termini culinari italiani
settembre 26th, 2009 by admin

A volte nelle ricette si trovano delle parole che lasciano un po’ perplessi ai “non addetti ai fornelli” e allora ho pensato di creare un glossario che vi possa semplificare la lettura delle vostre ricette.
A bagnomaria
- Metodo di cottura che consiste nell’immergere un recipiente con la preparazione da cuocere in un altro più grande, contenente acqua calda a leggero bollore che deve rimanere sempre tale. Si usa per salse delicate o, più spesso, per riscaldare una preparazione senza alterarne il gusto e la consistenza.
A caldo
- Unire un ingrediente a un liquido o a un sugo in ebollizione. Per esempio, si mette la carne nell’acqua “a caldo” quando si vuole privilegiare il gusto del lesso invece del brodo.
A fontana
- E’ il classico modo di predisporre la farina sul piano di lavoro prima dell’impasto: si fa una piccola piramide tronca, si scava al centro, vi si sgusciano le uova o si uniscono altri ingredienti.
A freddo
- Unire un ingrediente a un liquido o a un sugo a inizio cottura. Per esempio, si mette la carne nell’acqua “a freddo” quando si vuole privilegiare il gusto del brodo invece del lesso.
Al cartoccio
- Cottura al forno di alimenti racchiusi in un involucro di carta d’alluminio che richiede poco condimento. Ottimo per carni, pesci, verdure, ha il vantaggio di non disperdere sugo e aroma.
Al curry
- Piatto caratterizzato dalla presenza del curry, una mistura orientale di varie spezie fra cui la curcuma, pepe, cumino, zenzero e altre in proporzioni variabili. La salsa al curry accompagna felicemente il riso, il pollo, il montone, l’agnello, le uova e molte verdure.
Al dente
- Giusto punto di cottura della pasta e del riso, che devono conservare, sotto i denti, la loro consistenza. Anche le verdure cotte al dente conservano più sapore e nutrimento.
Alla bolognese
- Espressione che indica una serie di piatti tipici della cucina emiliana, spesso patrimonio della cucina classica italiana, come il ragù, le tagliatelle, i tortellini e le lasagne.
Alla cacciatora
- Preparazione indicata per pollo, lepre e coniglio, che vengono mescolati con funghi, cipolla, vino bianco e altri aromi. Ammette molte varianti, anche a seconda delle regioni.
Alla diavola
- Metodo di preparazione riservato in particolare al pollo, che viene aperto lungo il dorso, schiacciato, marinato in olio, limone e pepe, e cotto alla griglia.
Alla giudia
- Metodo di frittura dei carciofi in uso nella comunità ebraica di Roma, cui deve il nome. Il carciofo intero, immerso completamente in una padella d’olio bollente, si apre come un fiore e diventa color rame, con un bell’effetto estetico.
Alla milanese
- Carni o verdure impanate (passate prima nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato) e fritte. Famosa la cotoletta alla milanese, fritta nel burro spumeggiante.
Alla mugnaia
- Traduzione del francese “à la meunière”. Filetti di pesce infarinati e rosolati nel burro. Ricetta indicata per la sogliola, ma anche per l’orata, la spigola e altri pesci bianchi.
Alla parmigiana
- Famose le melanzane alla parmigiana. Una preparazione adatta anche ad altre verdure prima fritte e poi gratinate al forno.
All’arrabbiata
- Cottura in padella con abbondanti spezie, di braciole, spezzatino di conigli e polli. All’arrabbiata sono le penne o le altre paste asciutte condite con pomodoro e peperoncino.
All’inglese
- Cibi cotti e conditi in modo semplice. Per esempio, le verdure lessate e condite con burro fuso, oppure il riso bollito senza condimento e insaporito da un filo d’olio.
Al parmigiano
- Pasta, riso o verdure lessate e condite con burro fuso e formaggio parmigiano grattugiato.
A’scapece
- Preparazione tipicamente napoletana di melanzane, zucchine e altri ortaggi, dapprima fritti, poi lasciati marinare nell’aceto insaporito con aglio tritato. Si conservano a lungo in frigorifero.
Azzimo
- Significa “senza lievito”: si dice, appunto del pane non lievitato.
Battuto
- Cipolla, carota, sedano e aglio tritati con un coltello affilato e pesante. A volte con pancetta, lardo o prosciutto grasso serve come base per insaporire a inizio cottura minestroni e carni.
Bottarga
- Si tratta di uova di cefalo (o muggine), molto salate, pressate, stagionate e confezionate come un salame. A fettine, condita con olio o limone o spalmata su pane abbrustolito, è un saporito antipasto. Sbriciolata e leggermente scaldata nell’olio è un piacevole condimento per gli spaghetti. Specialità sarda.
Bresaola
- Prosciutto di carne bovina o equina, specialità della Valtellina.
Brodetto
- Zuppa di pesce dell’Adriatico. Ammette molte varianti, a seconda della regione, ma la più classica è quella romagnola.
Bruschetta
- Da “bruscare” abbrustolire. Fetta di pane casereccio abbrustolita, strofinata con aglio e condita con sale e olio. Si possono aggiungere pomodoro a pezzetti, origano, finocchio selvatico.
Busecca
- Trippa alla milanese con fagioli di Spagna.
Caciucco
- Zuppa di pesce del Tirreno. Ammette molte varianti, ma la più classica è quella alla livornese.
Caponata
- Famoso piatto siciliano, secondo alcuni di origine catalana. Si tratta di una dadolata di verdure, principalmente melanzane, cotte in agrodolce. Si serve tiepida oppure fredda, come antipasto.
Carpione
- Un soffritto in padella d’olio, cipolla, salvia, sedano e carota, diluito con acqua e aceto che si versa bollente sulle verdure, pesci d’acqua dolce fritti, in particolare le anguille, arborelle, cavedani.
Chitarra
- Strumento della tradizione abruzzese per fare in casa i maccheroni alla chitarra. Si tratta di un telaio in legno su cui sono tese corde di metallo sulle quali si appoggiano e si tagliano le strisce di pasta fresca.
Composta
- Frutta di vario tipo, fresca o secca, cotta a fuoco lento in uno sciroppo d’acqua e zucchero, con vaniglia, cannella, scorza di limone e altri aromi. Si serve fredda.
Dado
- Condimento a base di estratto di carne o di glutammato che esalta il sapore e l’aroma dei cibi. Si usa per brodi e minestre; per insaporire salse, sughi, carni e verdure.
Estratto
- L’equivalente del dado. E’ un concentrato di carne o di vegetali sotto forma di crema o granulato. Confezionato in vasetti, viene utilizzato per insaporire brodi, sughi e salse.
Farcia
- Qualunque ripieno per pollo, tacchino, piccione, fagiano o pesce. E’ composta da molti ingredienti, variabili a seconda della ricetta, tritati finemente, amalgamati da mollica di pane bagnata nel latte e ” legati” da uova intere.
Fondo di cottura
- E’ il sugo, in parte caramellato, che si forma sul fondo del recipiente di cottura della carne. Diluito con acqua, brodo o vino e riscaldato viene recuperato come salsa versata sulla carne oppure servita a parte in salsiera.
Fricassea
- Emulsione di uova e limone versata su spezzatini di pollo che, al contatto con il calore, si addensa assumendo una consistenza cremosa. Il recipiente deve essere ritirato quasi subito, altrimenti la fricassea si restringe troppo e assume un sapore poco gradevole.
Galantina
- Involucro disossato di gallina o di pollo riempito con un composto di carne, uova sode, prosciutto, tartufo e altri ingredienti, tagliati a dadini. Si cuce, si lessa. La galantina si serve fredda tagliata a fette sottili, spesso coperte da gelatina.
Giardiniera
- Misto di verdure, principalmente cipolline, carote, cavolfiore, peperoni, cetrioli, conservate sottaceto.
Glutammato
- Sale dell’acido glutammico, ottenuto con procedure industriali dalla barbabietola da zucchero, dal grano ecc. Rinforza i sapori ed è fra i principali ingredienti dei dadi da brodo.
In cagnone
- Riso bollito, condito con burro soffritto in aglio e salvia e servito con abbondante parmigiano grattugiato.
In potacchio
- La carne di pollo, coniglio o agnello, cotta in umido.
In salmì
- Modo di preparare la cacciagione, in particolare la lepre. L’animale viene tagliato a pezzi, marinato un paio di giorni nel vino con abbondanza di spezie e stufato in casseruola.
In umido
- E’ la carne cotta nel sugo di pomodoro, condita con olio, prezzemolo, aromi vari. Si presta per carni e pesci: pollo e coniglio in umido, anguilla in umido ecc.
Leccarda
- Grande vassoio-teglia usato per raccogliere il grasso e il sugo che colano dall’arrosto infilato nello spiedo.
Letto
- Base di verdure o altro su cui disporre una preparazione.
Macedonia
- Misto di frutta, fresca o cotta, tagliata a piccoli pezzi e insaporita con succo di limone, arancia, zucchero e, volendo, liquore. La macedonia varia secondo le stagioni. D’inverno, quando c’è poca scelta, può essere arricchita con frutta secca: uvetta, noci e fichi. D’estate si può ricoprire con gelato alla crema.
Mazzetto guarnito
- Dal francese “bouquet garni”: erbe aromatiche legate per evitarne la dispersione nella cottura del brodo o di altre preparazioni. Quello italiano è formato da prezzemolo, basilico, timo e alloro, ma può variare e comprendere sedano, salvia e altro.
Mocetta
- Specialità della Valle d’Aosta: una specie di prosciutto crudo ricavato dalla coscia dello stambecco, del camoscio o della capra. Viene preparato in salamoia con erbe aromatiche e poi fatto seccare all’aria. Si serve come antipasto.
Mostarda
- Condimento composto da semi di senape impastati con aceto, pepe e altre spezie. La mostarda di Cremona è frutta mista candita e immersa in sciroppo di miele, senape, vino. Dal gusto più o meno piccante, si accompagna all’arrosto, al bollito e ai formaggi stagionati. La mostarda veneta è simile alla cremonese, quella mantovana utilizza solo fettine di mele.
Pane frattau
- Tipo di pane sardo, detto “carta musica”, composto da un disco di sottile sfoglia (acqua, farina di grano duro, sale) cotta per pochi minuti a fuoco lento. Si chiama pane frattau quando viene bollito in acqua e servito con un uovo affogato, il sugo di pomodoro e formaggio sulla superficie.
Pansotti
- Ravioli genovesi, con ripieno ricco di verdure miste come borragine e bietole. Si condiscono con salsa di noci.
Pillotto
- Metodo di cottura con il grill e lo spiedo. A metà cottura, si avvolge un pezzo di lardo in un foglio di carta spessa, s’infila su un forchettone e si passa sulla fiamma. La carta s’incendia e il calore fa colare il grasso che si distribuisce sulla carne.
Pinzimonio
- Emulsione di olio d’oliva, sale, limone o aceto e pepe, in cui s’intingono le verdure crude tagliate a listarelle.
Puntarelle
- Una varietà di cicoria catalogna, tagliata a striscie, condita con olio, aceto, sale, aglio e acciughe, tipica della cucina romana.
Ragù
- La parola deriva dal francese, ma è il sugo per pastasciuttta più italiano che ci sia. Si prepara con carne tritata (alla bolognese) oppure facendo cuocere a lungo un pezzo di carne con pomodori, olio e spezie come si usa nel sud.
Ribollita
- La zuppa dei contadini toscani, oggi divenuta ghiottoneria della cucina classica. La base è costituita da cavolo nero e fagioli. Dopo una prima cottura, si lascia riposare e il giorno dopo si rimette sul fuoco: da qui il nome. Nel piatto si adagia una fetta di pane tostato e agliato, versa la zuppa e si condisce con olio.
Salmoriglio
- Salsa a base di olio, limone, prezzemolo, origano e un cucchiaio d’acqua salata. Si prepara in Calabria e in Sicilia per condire le trance di pesce spada cotte alla brace.
Schidionata
- Uccelletti e pollastrelli allo spiedo (lo “schidione”, appunto).
Smetana
- Salsa a base di panna acida, che i russi mettono un po’ dappertutto, anche nella zuppa rossa di carne e barbabietole (bortsch).
Stufato
- Grosso pezzo di manzo cotto a pentola coperta e a fuoco basso con vino e aromi, senza rosolatura.
Supplì
- crocchetta di riso fritta, farcita con un po’ di carne tritata o un pezzetto di mozzarella, molto comune in Italia centrale.
Tabasco
- Salsa a base di aceto, aromi, peperoncino piccante, sale e zucchero. Il nome è quello di uno stato del Messico dove la coltivazione del peperoncino è predominante. Si usa a gocce.

Termini Culinari Stranieri
settembre 24th, 2009 by admin
A volte nelle ricette si trovano delle parole che lasciano un po’ perplessi ai “non addetti ai fornelli” e allora ho pensato di creare un glossario che vi possa semplificare la lettura delle vostre ricette.
- Una salsa bianca, variante della maionese, insaporita con parecchio aglio tritato fine. In origine si chiama “ailloli”, una specialità del Sud della Francia, dove si usa per accompagnare il pesce.
A’la Maitre d’hotel - Preparazione del burro amalgamato con il prezzemolo tritato e alcune gocce di limone. Adagiato sulla pietanza in forma di rotellina accompagna la carne o il pesce.
A’ la tartare- Carne magra di bovino macinata e servita cruda, mescolandovi rosso d’uovo, limone, sottaceti, olio e aromi.
Apple pie- Tipica crostata di mele anglosassone. La versione nordamericana ricopre la frutta della superficie con una sfoglia di pasta.
Apfelstrudel- Fra i tanti strudel austriaci è forse il più popolare. Consiste in una sottile sfoglia arrotolata e farcita di mele, zucchero, uvetta sultanina, cannella e frutta secca.
Arrow root - Polvere di radice americana, utilizzata per legare i cibi. Corrisponde alla nostra fecola.
Aspic- E’ un termine francese. Preparazione in gelatina di carni, pesce o verdure in uno stampo d’acciaio o rame, caratterizzato da una serie di cuspidi.
Assiette - Termine francese che indica un piatto misto di carni fredde.
Bacon - Termine inglese della pancetta affumicata. Si usa con le uova al tegamino, per insaporire il pollo, le patate e altro.
Barbecue- Grigliare
Blanquette- E’ la carne bianca di vitello, pollo o agnello non rosolata, tipica della cucina francese.
Bliny- Crespelle di farina, latte, burro, uova e poco sale cotte al forno e servite calde. Nella cucina tradizionale russa accompagnano spesso il caviale e il salmone.
Bortsch - Minestrone denso di carne, verdure e barbabietole, che gli danno il caratteristico colore rosso, servito con panna acida. E’ una specialità dell’Europa orientale ed è comune sopratutto in Russia.
Bouillabaisse - Zuppa di pesce in cui è sempre presente l’aragosta e da cui sono invece bandite le cozze. Tra i molti ingredienti, anche lo zafferano, aglio, pomodori e buccia secca d’arancia. Piatto tipico della Provenza e soprattutto di Marsiglia.
Brunch - Più abbondante della prima colazione e meno completo del pranzo, è il pasto che negli Stati Uniti, soprattutto nei giorni di festa, si consuma tra le undici e mezzogiorno. Oggi è adottato anche in Europa.
Cake - Termine anglosassone di un dolce da tè cotto in stampo rettangolare “a cassetta”, con molto burro fra gli ingredienti.
Canapè - Tartine di pancarrè, naturali, tostate o fritte nel burro, ricoperte con ingredienti vari: spalmate di burro, formaggio, caviale, salmone, acciughe, uova sode, prosciutto, patè d’olive, burri composti e così via. Si servono come antipasto.
Chantilly- Utilizzata sia salata sia dolce: la salsa è a base di maionese e panna montata; la crema è a base di panna montata e zucchero. Prende il nome dall’omonimo castello in Francia.
Chateaubriand - Bistecca di circa 3-4 etti e alta alcuni centimetri, ricavata dal cuore del filetto e cotta alla griglia, al forno o in casseruola. Può essere accompagnata con varie salse, anche agrodolci, e burro aromatizzato. Il nome deriva, secondo alcuni, dagli allevamenti bovini di Chateaubriand, secondo altri dallo scrittore René de Chateaubriand.
Cocotte- Recipiente tondo di porcellana, terracotta o metallo di grosso spessore. Permette di assorbire bene il calore e trasmetterlo al cibo in modo uniforme. Se è molto piccola si chiama cocottina.
Coulis - Passata – Termine usato soprattutto in pasticceria per indicare una passata di lamponi o altri frutti di bosco e usata per guarnire i dolci.
Croissant - Pasta dolce o salata confezionata a forma di mezzaluna. Adatto alla prima colazione. Può essere farcito con crema, marmellata, formaggio, prosciutto o altro.
Ganache- Crema a base di cioccolato e panna e, per estensione, il particolare dolce farcito con detta crema. Il significato primario di ganache è imbecille, e tale fu l’attributo con cui un apprendista pasticcere fu apostrofato dal suo chef quando, per errore, rovesciò della panna bollente in un contenitore pieno di tavolette di cioccolata. L’apprendista, per recuperare ingredienti e dignità, mise il tutto sul fuoco e lo portò ad ebollizione, e fu così che nacque questa meravigliosa crema di farcitura che si chiama, appunto, ganache!
Gazpacho- Famosa zuppa spagnola a base di pomodori, cipolla, cetrioli, peperoni crudi tritati e mollica di pane, in parte frullati e conditi con olio e aceto. Si serve ghiacciata.
Julienne - Taglio delle verdure a bastoncini sottili che permette di assorbire bene olio, limone o maionese per preparare insalate crude.
Knodel- Gnocchi grandi (8-10 cm di diametro) di mollica di pane bagnata nel latte e impastata con aromi e ingredienti vari (uova, salsiccia, carni). Si servono in brodo o asciutti come primo piatto.
Mousse- E’ una preparazione soffice e spumosa che si rapprende in frigorifero. Può essere salata (di prosciutto, di tonno, di fegato d’oca, di salmone ecc.) o dolce (di cioccolato, di vaniglia ecc.).
Mussaka- Famoso piatto greco, simile alla nostra parmigiana di melanzane, ragù di carne macinata, formaggi locali, salsa di pomodoro.
Muesli - Misto di fiocchi d’avena e d’orzo, frutta secca, germogli di grano, miele e altro. Con il latte o lo yogurt, è la prima colazione preferita dagli svizzeri. Oggi è diffusa in milti Paesi.
Olla Podrida- Piatto spagnolo molto popolare: è un bollito misto che comprende anche le chorizos, salsicce molto piccanti, e i garbanzos, ceci tipici della penisola iberica.
Paella- Il piatto nazionale degli spagnoli che varia da regione, da paese a paese. La versione più classica, quella valenciana, si prepara con riso, pollo, crostacei, verdure, spezie e zafferano cotti in una grande padella di ferro: la paella, appunto.
Pankake - Il piatto povero dei pionieri del Far West, ancora oggi molto diffuso negli Stati Uniti. In origine, una focaccia di farina e acqua fritta nel burro, si è evoluta con l’aggiunta di uova, farina, latte e burro diventando più nutriente. Ancora calda, si cosparge di zucchero o marmellata o sciroppo come una crepe.
Parfait - In francese significa perfetto. Si tratta di un gelato di panna e uova, soffice e spumoso, profumato alla vaniglia o altri gusti.
Parmentier- Alcuni piatti a base di patate prendono il nome da chi ebbe il merito di diffondere il tubero della patata in Francia.
Paté - Pasticcio di carne o di pesce cotti; lavorato finemente con il burro, deve rapprendersi alcune ore in frigorifero. Si serve come antipasto, da spalmare sul pane tostato. Il paté più famoso è quello di fegato d’oca.
Pie - Torta rustica a base di carne di manzo, selvaggina, pollo o anche frutta, disposta a strati, ricoperta di una sfoglia di pasta e cotta al forno. Una preparazione tradizionale inglese.
Pilaf - E’ così detto il riso a grani lunghi bollito in poca acqua o brodo (solo la quantità che sarà assorbita dalla cottura), asciugato al forno e condito in vari modi. Adatto a molte preparazioni.
Pot-au-feu- Gran bollito misto alla francese: carni di vario tipo e legumi, cotti nella stessa pentola e serviti assieme.
Pre-salé- Si chiama così la carne delle greggi che, allevate in riva al mare, si nutrono di erbe salate e iodate. Il sapore è molto gradevole.
Quenelle
Quiche- Torta salata originaria dell’Alsazia- Lorena. Famosa la quiche Lorraine, una pasta sfoglia guarnita con pancetta e uova sbattute.
Raclette- Formaggio originario del Vallese, in Svizzera. Raclette indica anche la procedura per gustarlo: da una mezza forma di formaggio, al calore della fiamma, si raschiano scaglie semifuse, servite subito a tavola con patate lessate e cetriolini sottaceto.
Ratatouille- Piatto tipico provenzale a base di verdure.
Sandwich - Due fette di pane imburrate e farcite con prosciutto, salame, formaggio o altro. Prende il nome da John Montagu, conte di Sandwich, accanito giocatore che, non volendo interrompere le partite a carte, si faceva servire i tramezzini al tavolo da gioco.
Sashimi - Tipica preparazione della cucina giapponese: filetti di pesce crudo tagliati secondo rigide regole, serviti con salsa di rafano.
Soubise - Salsa a base di cipolle, passate o ridotte in purè. Da un’intuizione del principe Soubise, gastronomo per passione.
Speck - Prosciutto affumicato di maiale, è una tipica e molto saporita preparazione dell’Alto Adige.
Steak - La bistecca grigliata degli americani: più grande di una fiorentina, viene servita accompagnata con salse, burro e verdure lessate.
Sushi- Bocconcini di riso guarniti con rafano e un filetto di pesce crudo.
Tahina - Impasto di sesamo, limone e acqua: uno dei più tipici antipasti della cucina araba.
Taramasalata - Una specie di paté a base di uova di tonno, olio d’oliva, pane, latte, rosso d’uovo, olive e altro ancora. Spalmato sul pane, è uno degli antipasti più diffusi in Turchia e in Grecia.
Tatin - Torta di mele francese. Fettine di renette a raggiera cosparse di abbondante zucchero e ricoperte di pasta sfoglia. Rovesciando la teglia le mele appaiono sotto uno “specchio” di caramello.
Tempura- Tipico piatto giapponese: pesce o verdura abilmente tagliati e avvolti in una leggera pastella, sono fritti in olio di soia o altri semi.
Tofu - Una sorta di formaggio ricavato da una sostanza lattiginosa prodotta dalla soia. Poco saporito ma dotato di molte proteine, il tofu, diffuso in Cina e Giappone, si trova anche da noi.
Vichyssoise - Minestra di porri e patate servita fredda. Il nome è francese, ma il piatto è di origine nordamericana.
Vinaigrette - Classico condimento per l’insalata – olio, aceto e sale – sbattuti insieme fino a ottenere un’emulsione.
Worcester
- Salsa liquida di gusto agrodolce adatta a insaporire carni, pesce e verdure, una specialità inglese.Aioli = Una salsa bianca, variante della maionese, insaporita con parecchio aglio tritato fine. In origine si chiama “ailloli”, una specialità del Sud della Francia, dove si usa per accompagnare il pesce.

Consigli in cucina
agosto 24th, 2009 by admin


Come cucinare le castagne arrosto…
- Per avere le castagne arrosto come quele vendute per strada…
- Dopo aver fatto il taglietto solito, metterle a cuocere in forno con sopra uno straccio bagnato.
- Ribagnare lo straccio almeno altre 2 volte.
- Gli ultimi minuti di cottura senza niente.
- Risultato stupendo e soddisfazione non da poco: come quelle fatte per strada a regola d’arte.
Per sbucciare più facilmente le castagne…
- non dovete far altro che lasciarle per circa mezz’ora in uno scolapasta d’acciaio, su una pentola piena d’acqua in ebollizione.
Spellare le castagne è facile!!
- Basta unire all’acqua di cottura un cucchiaio di olio di oliva. Appena cotte, quando sono ancora calde, sarà molto facile e veloce privarle della loro buccia.
Come conservare il pangrattato…
- Il pan grattato si conserverà bene se aggiungerete 2 o 3 foglie di alloro ben essiccate. L’alloro ha per proprietà di tener lontano le odiose farfalline che qualche volta nascono in cucina e in questo modo il pane si conserva più a lungo.
Spellare velocemente i peperoni…
- Non gettate i sacchetti della pasta trasparenti !
- Appena avete arrostito i peperoni, metteteli dentro uno di questi sacchetti, chiudete con una molletta e fate qualcos’altro: una telefonata ad un’amica è un tempo più che sufficiente.Ora tirateli fuori (i peperoni !): vedrete che la pelle viene via in un batter d’occhio!
Come rendere teneri seppie e polipi…
- Per rendere teneri seppie e polipi basterà, una volta puliti e lavati, cospargerli di sale grosso.
- Dopo un’ora si sciacqueranno e si friggeranno.
- Per calamari e totani è preferibile invece un bagno di birra: in un’ora saranno tenerissimi.
Come fare un caramello dorato…
- Se vi piace fare il caramello ma temete che bruci, usate pure il pentolino a tre fondi che non attacca e quando vedete che diventa color biscotto aggiungete due gocce di limone e togliete dal fuoco.
- Il caramello non continuerà la cottura rimanendo ben dorato.
Come mettere meno olio sulle patate…
- Contrariamente a quanto si crede, le patate non fanno ingrassare. A farlo è invece il loro condimento, anche perché ce ne vuole un bel po’ per renderle saporite. Se si vuole quindi evitare che una volta lessate assorbano troppo olio, irrorarle dopo averle tagliate a fette con due cucchiai della loro acqua di cottura: il consiglio è cuocerle già sbucciate, anche perché impiegheranno molto meno tempo.
Come recuperare un piatto troppo salato…
- Il sale ci ha preso la mano e la minestra è diventata immangiabile. La prima cosa che ci viene in mente è quella di aggiungervi dell’acqua. Di certo si ridurrebbe così l’effetto salato, ma la nostra minestra perderebbe allo stesso tempo sapore. Un metodo molto semplice consiste invece nell’aggiungervi una patata cruda, che dovremo però ricordarci di togliere prima di servire in tavola.
Come pulire il pesce…
- Appetitoso e salutare, più o meno amato, il pesce è per alcuni una vera passione. Ben nota è anche la sua importanza in una dieta alimentare equilibrata. Si, ma che fatica prepararlo! Soprattutto il pesce azzurro, che più è fresco e più presenta carni compatte e attaccate alla lisca.
- Per facilitare pulizia e diliscamento, tenerlo per quindici minuti in freezer.
- Ogni operazione diverrà più semplice.
Fuoco sulla coda…
- Non è facile né tanto meno invogliante spellare la sogliola. Provate comunque a fare scaldare la coda sul fuoco per una decina di secondi e la pelle si staccherà come per incanto.
Spicchi perfetti !!!
- bucciare le arance.
- Decorando i dolci con degli spicchi d’arancia risulta difficile eliminarne la pellicina bianca, provate a lasciare le arance nel forno caldo per tre minuti prima di sbucciarle.
Come riconoscere le patate di ogni tipo…
- Se non sapete che patate avete e volete scoprirlo prima di cucinarle, immergetene una in salamoia preparata con una parte di sale e dieci di acqua.
- Se la patata galleggia è da insalata, altrimenti è da forno o da purè.
Come fare una frittata più soffice…
- La vostra frittata risulterà più soffice se aggiungerete del pane vecchio ammorbidito nella birra.
- Risparmierete anche le uova, perchè la birra ne aumenterà il volume.
Come ottenere una frittura leggera…
- Per ottenere una frittura leggera: mettere vicino alla padella dove si frigge anche una pentola con dell’acqua a bollire.
- Non appena le cotolette, o le patate, o le melanzane (o qualsiasi altra cosa si desideri friggere), sono pronte (già fritte), si devono immergere per un secondo nell’acqua che bolle.
- Tutto l’olio rimane nella pentola e la frittura non perderà la propria croccantezza, ma sarà eliminato l’olio in eccesso che la appesantisce.
Come migliorare l’alito dopo aver mangiato l’aglio crudo…
- L’aglio, croce e delizia della cucina mediterranea. Delizia perché il suo profumo arricchisce molti dei nostri piatti, per non parlare poi di quelle virtù curative che lo rendono assai efficace nel trattamento dell’ipertensione. C’è però un inconveninte: mangiato crudo l’aglio rende l’alito sgradevole. Si ovvierà all’inconveniente masticando due o tre chicchi di caffè dopo averlo mangiato.
Come mantenere a lungo le bollicine delle bottiglie di spumante aperte…
- Dopo una festa lo spumante è lì, in bottiglie aperte e non finite. Messo in frigorifero, con un cucchiaino infilato nel collo della bottiglia, manterrà a lungo tutte le bollicine.
Cipolla più digeribile…
- Basterà immergere la cipolla per mezz’ora in acqua tiepida con poco aceto e potremo finalmente mangiarla senza temere conseguenze.
Polpettone perfetto…
- Prima di cucinare il polpettone provate a farlo rotolare nell’albume dell’uovo montato a neve. Formerà così una bella crosticina e soprattutto non si ridurrà in briciole.
Limone antimuffa…
- Capita assai di frequente che nel barattolo delle olive in si formi una sottile pellicola di muffa. Ogni volta che vorremmo quindi mangiarne qualcuna, ci troviamo costretti ad armarci di pazienza per tentare di eliminarla. Altre volte invece non possiamo evitare di buttare l’intero contenuto. E dire che basterebbe una fetta di limone introdotta nel barattolo per non vedere mai più la muffa!
Cubetti di ghiaccio perfetti!!!
- Prima di portare in tavola i cubetti di ghiaccio, spruzzateli con del succo di limone, non si attaccheranno tra di loro.
Si è attaccata la frittata!!!
- La frittata non si stacca dal fondo, ciò vuol dire che non siamo riusciti a rigirarla, e nemmeno a metterla nel piatto di portata intera come si dovrebbe. Un semplice coperchio si rivelerà per noi provvidenziale.
- Basterà coprirci la frittata facendo in modo da chiudere ermeticamente la padella.
- Il tempo di due o tre minuti, e il vapore che si forma all’interno ci permetterà di staccarla con facilità.
Farfalline di cucina…
- Se avete riscontrato la presenza di farfalline in cucina, dovute a pasta o riso malamente invecchiati, lasciate macerare una manciata di fiori di lavanda in una ciotola di aceto per due o tre giorni, filtrate ed usate questo infuso per disinfettare l’intera dispensa.
Il tappo nella bottiglia…
- Abbiamo intenzione di riciclare una bottiglia, ma si è verificato un inconveniente: il tappo di sughero è caduto all’interno. Per eliminarlo senza che ne rimanga traccia, occorre riempire quasi completamente la bottiglia di ammoniaca e lasciarvela per alcuni giorni, agitando spesso. Il tappo scomparirà, ma la bottiglia dovrà essere sciacquata abbondantemente prima di essere riutilizzata.
Raffreddare il vino…
- Se dovete raffreddare velocemente una bottiglia di vino, bagnatela d’acqua e senza asciugarla infilatela nel freezer per una decina di minuti.
Pellicola trasparente..
- Se avete difficoltà nello srotolare la pellicola trasparente per avvolgere i cibi, lasciatela nel frigorifero e vedrete che al momento opportuno avrà riacquistato la consistenza giusta.
Estintore alternativo…
- Un estintore casalingo da tenere sempre a portata di mano, soprattutto in cucina, consiste in una caraffa piena di sale o di bicarbonato di sodio.
Coperchi duri da svitare…
- Se il coperchio di un barattolo non si apre fateci scorrere sopra il getto dell’acqua calda: con il calore il metallo si dilaterà e il coperchio si sviterà senza opporre resistenza.
Conservare le banane…
- Se volete conservare più a lungo le banane, tenetele tra alcune mele.
Se si attacca il pesce …
- Molto spesso accade che il pesce arrosto o al forno si attacchi al fondo del recipiente. E allora sono guai e non solo di natura estetica. Infatti, oltre alla pelle, va perduta anche parte della gustosa polpa. Per evitare questo spreco mettete alcune rondelle di limone tra il fondo e il pesce. Sarà anche più leggero e digeribile
Come avere sempre pronte le verdure per un soffritto…
- Per avere le verdure per un soffritto sempre fresco e pronto per l’uso,lavate e asciugate del sedano, delle carote e delle cipolle in parti uguali; poi frullateli,metteteli nei contenitori che di solito si usano per fare i cubetti di ghiaccio,fateli congelare, poi toglieteli e metteteli in sacchetti per alimenti , saranno così pronti per l’uso i vostri cubetti di soffritto.
Come conservare il brodo…
- Se volete conservare del brodo vegetale o di carne avanzato,dopo averlo fatto restringere, versatelo nelle vaschette del ghiaccio per fare dei cubetti. Fateli congelare, poi trasferiteli in buste per alimenti.

I Consigli della Nonna “per le calzature “
agosto 22nd, 2009 by admin



Le scarpe da tennis
- Le scarpe da tennis si manterranno in forma se spruzzerete di tanto in tanto la tela con l’amido spray che usate normalmente per apprettare la biancheria.
Per avere delle scarpe da tennis pulite…
- Per avere delle scarpe da tennis pulite, strofinate, con pazienza e perseveranza, i punti macchiati o sporchi con una paglietta insaponata umida.
Per deodorare le scarpe da tennis
- Una manciata di timo secco, posta in un sacchettino di cotone che sistemerete nelle scarpe da tennis, elimina i cattivi odori.
Scarpe nuove…
- Vi fanno male le scarpe nuove? Provate ad allargarle infilandovi una pallina da tennis spingendola bene in fondo.
L’allarga scarpe fatto in casa
- Scarpe di cuoio troppo strette ? Si possono allargare riempiendole di carta bianca bagnata e pressata, lasciandole in forma 24 ore. Calzatele quando sono ancora leggermente umide in modo che prendano facilmente la forma del vostro piede.
Scarpe di vernice…
- Un segreto per mantenere le scarpe di vernice pulite a specchio? Spolveratele, pulitele con un batuffolo imbevuto con un poco di latte ed ungete la pelle con vaselina, per impedire che si formino dei tagli o delle screpolature. Lucidate le scarpe con un panno di lana morbidissimo.
Calzature lucide dopo la pioggia…
- Le gocce di pioggia vi hanno macchiato le scarpe? Passateci sopra della glicerina e dopo qualche ora spazzolatele: le macchie saranno svanite!
Se la pioggia ha lasciato…
- degli aloni bianchi sulle scarpe di pelle puoi provare a rimediare bagnando nuovamente le calzature riempiendole con carta di giornale.
- Quando saranno asciutte cospargile di vaselina facendola penetrare con un panno morbido insistendo nella zona degli aloni.
Come ringiovanire le scarpe…
- Sulle vecchie scarpe di pelle, dopo aver passato 1/2 patata sulla tomaia, stendere il lucido. Migliorerá il loro aspetto.
Se le scarpe nuove macchiano le calze…
- Le calzature appena comprate, soprattutto se sfoderate, lasciano il colore sui collant. Prima di calzarle tamponate l’interno con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol.
Scarpe nutrite al latte
- le scarpe, più si indossano e più diventano comode, a scapito però del colore che con il passare del tempo diviene opaco e scuro. Cosa fare? Unito un cucchiaio di latte ad un cucchiaio di alcol denaturato, si puliranno con un batuffolo di cotone imbevuto di questo liquido. Una volta lucidate, torneranno come nuove.
Lucido di latte
- Quando vi dimenticate di comprare il lucido per le scarpe, sostituitelo con latte detergente. È ottimo anche per pulire le borse e gli accessori in pelle: cinture,guanti,ecc
Avete terminato il lucido da scarpe…
- Utilizzate le scorze d’arancia: dopo averle strofinate sulla pelle, ripassate con un panno di lana.
Lucidare le scarpe…
- Non buttate i collant smagliati. Usateli ben arrotolati per lucidare le vostre scarpe in pelle.
Il lucido si secca…
- Quando il lucido per le scarpe si secca perché il barattolo o il tubetto del prodotto è stato chiuso male allungatelo con qualche goccia di alcol a 90° e un poco di succo di limone.

I consigli della Nonna “per le piccole Manutenzioni”
agosto 22nd, 2009 by admin



Per eliminare dagli armadi e dai cassetti
- l’odore della naftalina, provate con una soluzione a base di alcool e succo di limone in quantità uguali, che passerete su piani e pareti servendovi di uno straccio di cotone. Asciugate con un panno e aspettate almeno mezz’ora prima di risistemare gli indumenti al loro posto: ogni traccia del tarmicida si sarà dileguata.
Come conservare i tappeti…
- È il momento di conservare i tappeti di lana fino al prossimo inverno. Passate su questi l’aspirapolvere per eliminare la polvere (per ambedue i lati del tappeto). Mettete sul tappeto un pezzo di carta per imballare e arrotolate questa con prudenza su se stessa. Fissate gli orli con adesivo e conservateli, preferibilmente in posizione orizontale per evitare che possano deformarsi.
Tappeti sbiaditi…
- Se il tappeto ha perso colore perché a trattenuto troppa polvere, pulitelo cosi: tamponate la superficie con del sale fino e passatelo delicatamente con una spazzola a setole morbide. Lasciate agire per 20 minuti circa e poi aspirate il sale con il battitappeto. Se è necessario ripetere l’operazione
Macchie sul tappeto…
- Asportate, raschiando, tutti i residuì solidi. Tamponate immediatamente i liquidi. usando un panno bianco pulito o la carta assorbente da cucina,
- Per togliere le macchie di grasso, applicate uno smacchiatore non infiammabile con un panno bianco; procedendo dai bordi verso il centro della macchia, tamponate delicatamente senza sfregare. (Collaudate sempre gli smacchiatori su un punto nascasto del tappeto e lasciateli asciugare prima di procedere alla pulizia) Per le macchie più leggere. passate sulla zona un po’ di schiuma da barba oppure dell’acqua gassata. Usate un asciugacapelli per asciugare rapidamente, poi passate l’aspirapolvere. Oppure spruzzate bicarbonato, amido di mais. farina o borotalco sulla macchia di grasso. lasciate agire per almeno 6 ore, poi passate l’aspirapolvere.
- Per eliminare le macchie di altre sostanze, passate una soluzione di acqua e sapone liquido (1/2 cucchiaino di sapone delicato per 1/2 litro d’acqua), procedendo dai bordi verso il centro della macchia. Sistemate poi diversi strati di canovacci o carta da cucina sul punto bagnato e comprimete con libri o pentole: lasciate riposare per almeno un’ora. Sostituite la carta o i canovacci e lasciate assorbire la restante umidità per tutta la notte. Poi ravvivate le fibre del tappeto spazzolandole.
Come pulire il ferro da stiro…
- Per conservare il ferro da stiro in perfetto uso, pulitelo con una spugna inumidita di acqua –ma ben sgocciolata- e delle gocce di detersivo di lavastoviglie. Per eliminare il calcare all’interno e dai fori, aggiungete all’acqua distillata un bicchierino d’aceto. Scaldate il ferro da stiro e lasciate uscire il vapore fino a vuotarlo completamente.
Come fare perché gli indumenti neri non sbiadiscano…
- ma conservino il più a lungo possibile il loro colore? Fate bollire in acqua un pugno di foglie di edera o di spinaci e immergete i capi dopo averli sciacquati. Lasciateli a bagno per una ventina di minuti.
Come mantenere le maglie di lana…
- Per mantenere le maglie di lana bianca sempre candide, non dovete far altro che immergerle in una bacinella d’acqua fredda alla quale avrete aggiunto il succo di due limoni.
Per l’abituale manutenzione del thermos
- versatevi dell’acqua bollente ed una manciata di riso, scuotete e risciacquate con acqua calda.
Non riuuscite a pulire una pentola perchè incrostata…
- Provate a riempirla con acqua e sale e fatela bollire per una ventina di minuti oppure versateci dell’aceto e lasciate agire finchè si toglie tutto con facilità.
Come pulire un oggetto di bronzo cesellato…
- Lavatelo con acqua e succo di limone, strofinando poi energicamente con una spazzola; quindi sciacquate e passate un batuffolo di ovatta imbevuto di vaselina. Infine lucidate con pelle scamosciata. Se l’oggetto è liscio invece del succo di limone si può usare dell’ovatta imbevuta di ammoniaca.
Gli oggetti di peltro si possono lavare…
- semplicemente con acqua e sapone. Ricordate però di utilizzare per non graffiare la superficie degli oggetti una spazzola morbida. Dopo averli sciacquati e asciugati, strofinateli con un panno sottile: rimarranno puliti più a lungo.
Argento brillante e senza macchie…
- L’argento di casa è macchiato ? Immergetelo in un grande recipiente smaltato in cui avrete messo una manciata di soda, un pugno di tappi a corona di bottiglia e acqua sufficiente a coprire tutto. Fate bollire finche le macchie non saranno scomparse,quindi sciacquate in acqua bollente e asciugate con un panno morbido.
- Oppure potete lavare la vostra argenteria con l’acqua di cottura delle patate (usatela fredda e ben filtrata) a cui avrete aggiunto un cucchiaio da dessert di aceto. Risciacquate e asciugate con panno morbido.
Lucidare il ferro battuto…
- Il ferro battuto richiede un po’ del nostro tempo, se vogliamo farlo apparire sempre lucido e pulito.Trattatelo con una soluzione a base di acqua, sapone e un po’ di ammoniaca.Dopo averlo sciacquato e fatto asciugare, passatevi l’olio con un pennello. Sarà il tocco finale!
Per far tornare lucide le posate…
- in acciaio dopo averle lavate immergerle in una bacinella con dell’acqua bollente, alla quale avremo aggiunto due cucchiai di bicarbonato di sodio, lasciandovele cinque minuti
Per ridare brillantezza all’alluminio…
- passatelo con una miscela di olio e alcol denaturato
Per pulire le posate d’argento…
- che si sono ossidate immergerle per un’oretta nell’acqua di cottura delle patate
Quando dobbiamo lucidare le maniglie in ottone…
- di porte e finestre sciogliere in un litro di acqua tiepida un cucchiaio da tavola di sale grosso e uno di bicarbonato
Per mantenere lucido il rame…
- spruzzatelo con una soluzione di aceto bollente e sale (due cucchiai da tavola per ogni bicchiere d’aceto) lasciarte agire per qualche minuto prima di strofinare, quindi sciacquatelo e asciugatelo.
Per lucidare l’ottone…
- Lavare con acqua tiepida in cui siano disciolti sale grosso e bicarbonato (un cucchiaio per ogni litro)l poi lucidare con panno di lana. Per togliere le macchie di verderame, passare con un batuffolo imbevuto d’alcol, oppure spazzolare con spazzola bagnata nel vino rosso.
I profili in alluminio
- I profili in alluminio di porte e finestre torneranno lucidi e brillanti se li passerete con una miscela di olio e alcool denaturato, in parti uguali.

Benvenuto sul sito della Pasticciona



