Archivio per ‘Palermo, sapori e dintorni’ Categoria

Menù Palermo, sapori e dintorni

giugno 16th, 2017 by admin

Teatro Politeama Garibaldi

ottobre 4th, 2014 by admin
  •  Il Teatro Politeama Garibaldi (con la parola Politeama si intende un generico teatro dove si danno rappresentazioni di vario genere, s i trova sulla Piazza Ruggero Settimo (a sua volta usualmente denominata Piazza Politeama) al centro di Palermo.
  • Il teatro fu edificato tra il 1867 e il 1874 su progetto di Giuseppe Damiani Almeyda; presenta un grande ingresso a forma di monumentale arco trionfale ,sulla sommità si scorge la Quadriga bronzea di Apollo di Mario Rutelli, cui si accosta una coppia di cavalli bronzei di Benedetto Civiletti.
  • All’interno, una sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un doppio ampio loggione/anfiteatro per una capienza allora progettata per cinquemila spettatori, mentre sul boccascena si sviluppa un colonnato esastilo corinzio al cui centro è collocato il busto bronzeo di Giuseppe Garibaldi.
  • Damiani propone una ricca decorazione policroma di stile pompeiano sia all’esterno che all’interno del teatro, affidandola ai decoratori Gustavo Mancinelli, a cui si deve il fregio delle Feste eleuterie che circondano il finto velario azzurro-cielo, Giuseppe Enea, Rocco Lentini, Giuseppe Cavallaro, Carmelo Giarrizzo, Francesco Padovano e Giovanni Nicolini.
  • Oggi il teatro è la prestigiosa sede della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

Teatro Politeama Garibaldi

 

Mondello

settembre 27th, 2014 by admin

divisore Pasticciona

Mondello ( in siciliano Munneddu), rinomata località balneare. Mondello è caratterizzata da un golfo sabbioso dai colori tropicali che va da Monte Pellegrino a Monte Gallo, con un litorale di sabbia bianca finissima lungo al giorno d’oggi poco più di 1,5 chilometri.

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Antico stabilimento balneare di Mondello costruito a palafitta sul mare

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Mondello

Monte Pellegrino e il Santuario si Santa Rosalia

giugno 30th, 2014 by admin

Monte Pellegrino ( Utveggio)

Monte Pellegrino ( Utveggio)

  • Monte Pellegrino è da sempre considerata dai Palermitani la montagna Sacra, venerata per il culto alla Santuzza Santa Rosalia, nobile fanciulla che , vissuta ai tempi di re Ruggero, rinunciò ai fasti della corte per ritirarsi a vivere in preghiera sul Monte Pellegrino.
  • Lassù la Santa morì e, per qualche secolo, nessuno seppe mai dove fosse sepolta. La notizia del ritrovamento della Santuzza si diffuse nel 1624 proprio mentre infieriva su Palermo una terribile pestilenza. Era stata la Santa stessa, apparsa ad alcuni eremiti, ad indicare il luogo del suo sepolcro.
  • Subito il Cardinale della città, i Senatori e una folla di Palermitani salirono su Monte Pellegrino e là, infatti, nascoste in una grotta, rinvennero le reliquie della Santa. Portate in città, le reliquie ebbero il prodigioso potere di far cessare il flagello della peste.
  • Allora i Palermitani, esultanti di gioia, proclamarono Santa Rosalia loro Patrona, e in quello stesso anno edificarono, attorno la grotta, un Santuario che esiste ancora oggi.
  • Le pareti della grotta (profonda 25 metri) dove la santa pregava, trasudano acqua ritenuta miracolosa che viene raccolta da doccioni; ottenuto mediante canali di piombo infissi alle pareti della roccia e variamente comunicanti tra loro.
  • L’acqua viene condotta in parte dai lati, in parte dal fondo della grotta in un limpido serbatoio al quale i devoti attingono per guarire da tutti i mali”.
  • Nell’altare, sotto un baldacchino è racchiusa una bella statua di Santa rosalia giacente, opera in marmo di Gregorio Tedeschi (1625), rivestita nel 1735 da una lamina d’oro donata da Carlo III.
  • A destra del Santuario è un sentiero che porta alla vetta del monte. Sulla sinistra del Santuario s’aprono due strade, l’una percorrendo il monte nelle brulle balze settentrionali, scende in fitti tornanti a Valdesi, presso la spiaggia di Mondello; l’altra, piuttosto breve, giunge in una spianata cui sovrasta una statua di Santa Rosalia.
  • Il paesaggio che qua si schiude alla vista è di larga e suggestiva bellezza, un panorama spettacolare di Palermo e del suo  incantevole golfo.

Santa Rosalia Patrona di Palermo

Santa Rosalia Patrona di Palermo

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santuario di Santa Rosalia

Santa Rosalia

Santa Rosalia Patrona di Palermo

Palermo vista da Monte Pellegrino

Palermo vista da Monte Pellegrino

La Borgata Arenella vista da Monte Pellegrino

La Borgata Arenella vista da Monte Pellegrino

La Borgata Vergine Maria Vista da Monte Pellegrino

La Borgata Vergine Maria Vista da Monte Pellegrino

Monte Pellegrino

Monte Pellegrino

Panorama del golfo di Palermo visto da Monte Pellegrino

Panorama del golfo di Palermo visto da Monte Pellegrino

Scorcio di mare

Scorcio di mare

Castello Utveggio

Castello Utveggio

Trapani, il museo del sale e le saline

giugno 2nd, 2014 by admin

  • Nel territorio di Paceco, in uno degli angoli più belli della pianura che si estende lungo la costa che collega Trapani a Mazara, sul Mar Mediterraneo, è posta Nubia
  • Tra i colori tenui delle margherite spicca il bianco accecante del sale. Lo spettacolo è affascinante: il sale raccolto in cumuli dalle forme geometriche e sullo sfondo gli splendidi mulini a vento,testimoni di antiche culture. Nel 1986 fu inaugurato il Museo del Sale di Nubia.
  • La vecchia casa fu ristrutturata e arredata con gli strumenti tipici del mestiere del salinaro: pale, mazze, ceste, corde, carriole.
  • Al museo interno fanno da ornamento le saline circostanti, vere e proprie macchine a cielo aperto. Il Museo si può visitare tutto l’anno, occorre ricordare però che il ciclo del sale inizia a marzo e si conclude a settembre.
  • Le raccolte avvengono a giugno, agosto e settembre.

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani Il Museo del Sale

Trapani  le Saline

Trapani le Saline

Trapani  le Saline

Trapani le Saline

Trapani  le Saline

Trapani le Saline

Trapani  le Saline

Trapani le Saline

Trapani le saline

Trapani le saline

 

 

 

 

 

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

maggio 15th, 2013 by admin

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

  • Il Teatro Massimo di Palermo,il cui nome esatto ma conosciuto da pochi è “Teatro Massimo Vittorio Emanuele”. Un vero tempio della cultura … lirica e non solo, semplicemente, superlativo, è il teatro più grande d’Italia , il terzo in Europa.
  • Il teatro fu edificato fra il bastione di San Vito e La Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l’annesso convento e la Chiesa di San Giuliano; la tradizione narra che una suora detta “la monachella” (la prima Madre Superiora del convento) si aggiri ancora per le sale del teatro.
  • Si dice anche che chi non creda alla leggenda inciampi in un particolare gradino entrando a teatro, gradino detto appunto “gradino della suora”.
  • I lavori iniziarono nel 1875, alla posa della prima pietra parteciparono tutte le autorità della città ed in quell’occasione fu murata una medaglia commemorativa e una lapide.
  • L’inaugurazione,a cui parteciparono i nobili palermitani, avvenne nel 1897 con l’opera di Verdi “Falstaff”.
  • In stile neoclassico,l’esterno del teatro presenta sei colonne di stile corinzio poste su una scalinata ai lati della quale si possono ammirare due leoni bronzei :quello a sinistra rappresenta la lirica, dello scultore Maestro Cav. Mario Rutelli.
  • Quello a destra le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti. In alto l’edificio è sovrastato da un’enorme cupola emisferica, realizzata interamente in rame.
  • L’ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s’appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.
  • Il frontone, retto dalle colonne reca l’epigrafe:”L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire” di autore sconosciuto.
  • All’interno si possono ammirare:la “sala degli Specchi”chiamata così per gli otto specchi con bellissime cornici appesi alle pareti,finemente decorata e munita di appliques floreali;la “sala Pompeiana”,detta anche sala dell’eco perché la voce rimbomba a causa della cupola asimmetrica, è di forma circolare ed è decorata con colori vivaci;la “sala degli Stemmi”di forma rettangolare ,così chiamata per gli stemmi delle nobili famiglie siciliane che vi si possono ammirare.
  • La sala degli spettatori è a forma di ferro di cavallo, ha un’area di 450 mq con cinque ordini di palchi e il loggione, può ospitare circa 1350 spettatori, il palcoscenico è largo 39 metri e profondo 37.
  • Il tetto che sovrasta la platea è realizzato in pannelli lignei deliziosamente affrescati mossi da un meccanismo che ne permette l’apertura sicchè il teatro non necessita di impianti di aerazione.
  • L’apparato architettonico della grande sala si deve all’architetto Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista, autore del complesso generale dell’opera.
  • Ernesto raffinatissimo rappresentante del Liberty europeo, si servì per le decorazioni e i particolari della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi.
  • L’interno è decorato e dipinto da Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni.

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Teatro Massimo Vittorio Emanuele

Memoriale di Portella della Ginestra

maggio 3rd, 2013 by admin

Portella delle ginestre

Portella delle ginestre

  • Il 1° Maggio festa del Lavoro: probabilmente abbiamo dimenticato o addirittura non conosciamo il significato e le origini di questa celebrazione, se non per l’opportunità di una scampagnata.
  • La Festa del Lavoro o Festa dei Lavoratori forse non molti sanno che è una festività mondiale. Si celebra in tantissime nazioni: Stati Uniti (dove è nata), Canada, Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Cile, Cina, Germania, Russia, Grecia, Slovenia e in tutta l’Unione Europea; e la data è, ovunque, quella del 1 Maggio.
  • In Italia, in particolare in Sicilia,si ricorda l’eccidio di Portella della Ginestra, località vicino Piana degli Albanesi tristemente nota per la strage che si verificò il 1 maggio del 1947, quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, contadini e braccianti di tutti i paesi della zona per celebrare in letizia la giornata di festa e di lotta dei lavoratori, per molti anni soppressa e vietata dal regime fascista.
  • All’ansia di partecipazione e di riscatto di quelle donne e di quegli uomini che aspiravano a liberare sé stessi e quelle terre dalla sopraffazione feudale e mafiosa caratteristica del latifondo si rispose con il terrore:uccidendone undici e ferendone una cinquantina.  
  • Portella della Ginestra è uno dei luoghi simbolo delle lotte dei lavoratori. Su quella spianata ogni anno, migliaia di persone partecipano alla manifestazione organizzata dai sindacati.

Portella delle ginestre  (1° maggio)

Portella delle ginestre (1° maggio)

  • Gli abitanti di Piana degli Albanesi chiamano il luogo in albanese anche “Gryka e Spartavet”, letteralmente Portella della Ginestra nella lingua locale.

Portella delle ginestre (1° maggio)

Portella delle ginestre (1° maggio)

  • Il Memoriale di Portella delle Ginestre è una originale sistemazione naturale-monumentale del luogo, situato ad appena tre chilometri da Piana degli Albanesi in direzione di S. Giuseppe Jato, dove la banda di Salvatore Giuliano, il primo maggio 1947, sparò uccidendo uomini, donne e bambini inermi.
  • La sistemazione monumentale di Portella della Ginestra è un’opera di land art (arte della terra, del territorio) di cui vi sono svariati esempi in molte parti del mondo.
  • Il Memoriale è stato progettato e realizzato (1979-1980) da Ettore de Conciliis, pittore e scultore, con la collaborazione del pittore Rocco Falciano e dell’architetto Giorgio Stockel.
  • L’opera, a carattere non effimero né ideologico, è stata immersa nella natura e nel paesaggio per evitare di chiudere la memoria della strage in un blocco architettonico o in un chiuso gruppo di figure.
  • De Conciliis, andando oltre le sistemazioni monumentali concepite in modo più tradizionale, ha tentato di imprimere un gigantesco e perenne segno della memoria sul pianoro sassoso di Portella delle Ginestre.
  • Un muro a secco fiancheggiato da una tipica trazzera, per una lunghezza di circa 40 metri, taglia la terra, come una ferita, nella direzione degli spari.
  • Tutt’intorno, per un’area di circa un chilometro quadrato, dove vi furono i caduti del primo maggio 1947, si innalzano grandi massi, alti da 2 a 6 metri, cavati sul posto della pietraia, che sembrano magicamente collegati come i preistorici menhir.
  • Uno di essi è il masso di Nicola Barbato, da dove il prestigioso dirigente pianioto dei Fasci Siciliani era solito parlare alla sua gente.
  • Altri figurano sinteticamente corpi, facce e forme di animali caduti. In altri due sono rispettivamente incisi i nomi dei caduti e una poesia del poeta siciliano Ignazio Buttitta.

Sasso di Barbato ( Portella della Ginestra)

Sasso di Barbato (Portella della Ginestra)

Portella delle ginestre  (1° maggio)

Portella delle ginestre (1° maggio)

Portella della Ginestra  (1° maggio)

Portella della Ginestra (1° maggio)

Portella della Ginestra   (1° maggio)

Portella della Ginestra (1° maggio)

Portella della Ginestra   (1° maggio)

Portella della Ginestra (1° maggio)

Portella della Ginestra  (1° maggio)

Portella della Ginestra (1° maggio)

Portella della Ginestra   (1° maggio)

Portella della Ginestra (1° maggio)

Portella della Ginestra

Portella della Ginestra

Portella della Ginestra

Portella della Ginestra

Portella della Ginestra

Portella della Ginestra

 

 

La Cattedrale di Palermo

aprile 26th, 2013 by admin

  • La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Vergine Maria Santissima Assunta in cielo, è un grandioso complesso architettonico composto in diversi stili, dovuti alle varie destinazioni d’uso e alle varie fasi di costruzione che si sono susseguite durante i secoli.
  • Nel IV secolo, i Palermitani, nel luogo dove i primi cristiani avevano patito il martirio,costruiscono la loro prima Cattedrale, distrutta poi dai vandali e dove ,molti anni dopo viene eretta una nuova chiesa consacrata alla Vergine Maria di cui rimane la cripta.
  • Duecento anni dopo i saraceni, nuovi dominatori di Palermo trasformano il tempio in moschea solo nel 1072 con l’arrivo dei normanni i città il luogo di culto viene restituito alla cristianità.
  • L’esterno della Cattedrale è ricco,sfarzoso,maestoso: guglie, cupole, statue, recinzione ,cancellata tutto è bellissimo;di notte, quando le vie dove si affaccia sono deserte ed è illuminata dalla luce fioca dei lampioni, sembra di essere in un luogo incantato!!!
  • L’interno è in stile neoclassico a croce latina a tre navate divise da colonne, l’altare maggiore,in marmo ,è decorato da pietre dure e bronzo.
  • All’interno si possono ammirare numerose cappelle,in due di queste troviamo le tombe reali:il sarcofago di Costanza d’Aragona moglie di Federico II, la tomba di Enrico VI,( l’urna racchiude anche le spoglie di Pietro II d’Aragona ), il sarcofago di Guglielmo duca di Atene , la tomba di Ruggero II , la tomba dell’imperatrice Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II e madre di Federico II e il sarcofago di Federico II.
  • In un’altra cappella a sinistra dell’altare maggiore intitolata a Santa Rosalia, è custodita l’urna che contiene le spoglie mortali della nostra Santuzza, bellissima opera del ’600 tutta in argento decorata da bassorilievi.
  • A sinistra dell’altare maggiore c’è la Cappella del Sacramento, lì si trova un grande ciborio seicentesco a forma dì tempietto, tutto in lapislazzuli.
  • Sul pavimento,in marmo policromo, davanti all’altare maggiore del tempio(dove è inglobata una reliquia di Santa Rosalia) spicca la meridiana , realizzata da Giuseppe Piazzi durante i lavori di rifacimento della Cattedrale ed inaugurata il 4 giugno 1801 per la festa del Corpus Domini.
  • E’ costituita da una fascia metallica lunga m. 21,812 ai suoi lati sono raffigurati i dodici segni zodiacali.

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo

Duomo di Monreale

aprile 15th, 2013 by admin

  • Monreale (Murriali in siciliano) è un comune della provincia di Palermo, distante 5 km a sud dal capoluogo. Le sue origini, si presume, deriverebbero da un antico villaggio arabo ,situato alle pendici del Monte Caputo a 310 m sul livello del mare.
  • L’importanza di Monreale comincia ad essere tale con l’avvento della dinastia normanna verso l’XI secolo. Era in questo luogo in cui i re normanni si ritiravano per riposare dalle fatiche della guerra e dal governo della Sicilia.
  • Fu in una notte del 1171 che re Guglielmo II detto il Buono, ebbe in sogno l’apparizione della Madonna che gli svelava il posto dove era nascosto un immenso tesoro (bottino di guerra di suo padre), con il quale Guglielmo avrebbe dovuto erigere un tempio a lei dedicato.
  • Il re diede inizio senza indugi alla costruzione del tempio, del Palazzo Arcivescovile e del chiostro.

Monreale

Monreale

Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

  • Il duomo di Monreale è considerato uno dei più straordinari templi della Cristianità. L’interno, illuminato dai magnifici mosaici (risalenti al tempo di Guglielmo II il Buono (1194) rilucenti d’oro che creano l’illusione di trovarsi in un luogo paradisiaco. 
  • Uno dei mosaici che suscita maggiore meraviglia è costituito dall’immagine del Cristo Pantocratore (nel catino absidale) che sembra dominare l’intera struttura sacra. Fra i tesori della cattedrale sono da ricordare le cappelle di San Castrense, di San Benedetto e del SS. Crocifisso: quest’ultima splendido esempio di barocco a marmi mischi.
  • La chiesa custodisce anche le tombe reali del primo e del secondo Guglielmo. È interessante anche il tesoro, al quale si accede per la Cappella del Crocifisso, realizzata in periodo barocco.
  • Il chiostro, altro luogo di delizie per gli occhi ed il cuore, è un vero capolavoro dell’arte della scultura e dell’intarsio di pietre dure.

Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

Mosaici del Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

Duomo di Monreale

Campanile del Duomo di Monreale

Campanile del Duomo di Monreale

Campanile del Duomo di Monreale

Campanile del Duomo di Monreale

Municipio di Monreale

Municipio di Monreale ( Palazzo di città)

  • Sul lato sinistro della piazza, il settecentesco Palazzo di Città che custodisce alcuni dipinti di pregevole scuola, tra cui : una tela di Antonio Pietro Novelli, l’Anapo di Siracusa di Antonio Leto, pittore monrealese dell’Ottocento, che si trova nella Sala Rossa destinata al Sindaco, in cui è custodita anche un gruppo scultoreo in terracotta del Gagini raffigurante la Sacra Famiglia.
  • Di grande pregio i ritratti di Benedetto d’Acquisto e di Pietro Novelli, nonché un dipinto del fiammingo Matthias Stomer, raffigurante “L’adorazione dei pastori”.

La Fontana del Tritone

La Fontana del Tritone

Ingresso di  villa belvedere

Ingresso di villa belvedere

Ingresso di  villa belvedere

Ingresso di villa belvedere

Fontana dell'antivilla

Fontana dell’antivilla

  • Fontana dell’antivilla,addossata al muro del Vecchio Convitto Guglielmo, che costeggia il viale che porta alla Villa Belvedere. La fontana pare che sia stata realizzata con i resti di un antico sarcofago. 
  • Nella parte superiore sono raffigurate due teste dall’aspetto ambiguo perchè per metà bestia e per metà uomo. Al centro è effigiato uno stemma rappresentante il sigillo della Santa Chiesa Metropolitana di Monreale. 
  • Da sotto una stella impressa in detto sigillo scorre l’acqua dentro una sottostante vasca in marmo grigio di forma rettangolare.

Belvedere di Monreale

Belvedere di Monreale

  • Del complesso monumentale fa parte anche l’Archivio storico, mentre, attraversato il grande atrio, si accede al belvedere, fitto di ficus centenari e dominato da una grande magnolia, ma un tempo, un tempo coltivato dai monaci a ortaggi e piante officinali.

Belvedere di Monreale

Monreale – Villa Belvedere

Belvedere di Monreale

Monreale – Villa Belvedere

Belvedere di Monreale

Le mura esterne dell’antica Abbazia, viste dal Belvedere.

Belvedere di Monreale

Le mura esterne dell’antica Abbazia, viste dal Belvedere.

Belvedere di Monreale

Belvedere di Monreale

Belvedere di Monreale

Belvedere di Monreale

AntichissimoFicus sul belvedere del Duomo Monreale

AntichissimoFicus sul belvedere del Duomo Monreale

Belvedere di Monreale

Vista dal Belvedere di Monreale,dalla quale ci si può sporgere per ammirare l’affascinante panorama della Conca d’Oro e la Città di Palermo con il suo mare.

 

Mercato di Ballarò

aprile 8th, 2013 by admin

mercato storico di Ballaro'-Palermo

mercato storico di Ballaro’-Palermo

  • Il Mercato Ballarò è il più antico mercato folcloristico di Palermo, nel popolare quartiere dell’Albergheria,perfetto per immergersi nello spirito siciliano, questo grande e vivace mercato alimentare si trova fra le due grandi piazze Ballarò e Carmine, ma si estende anche oltre.
  • Il mercato è frequentato giornalmente da centinaia di persone, animato dalle cosiddette abbanniate, cioè dai chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l’interesse dei passanti. Ballarò è un mercato adibito alla vendita di frutta, ortaggi, verdure, carne e pesce, ma si trovano anche articoli di uso domestico per la cucina e pulizia della casa.
  • All’interno del mercato i fruttivendoli vendono cibi cotti, tipici della cucina palermitana, come cipolle bollite o al forno, panelle (frittelle di farina di ceci), cazzilli (crocchette di patate), verdure lesse, polpo e quarume (interiora di vitello).
  • Una passeggiata fra le bancarelle di questi mercati può essere anche l’occasione per un’esplorazione nel passato dell’Isola. La strada è letteralmente invasa da cassette di legno: contengono la merce che viene continuamente urlata, abbanniata, cantilenate per reclamizzare la buona qualità e il buon prezzo dei prodotti.
  • Visitando il mercato di Ballarò è possibile scoprire alcuni tesori architettonici di rara bellezza come la Chiesa del Carmine Maggiore, la chiesa di San Francesco Saverio, la Chiesa del Gesù, nota come Casa Professa e la chiesa di San Nicolò di Bari.

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Mercato Ballaro'

Mercato Ballaro’

Chiesa del Carmine Maggiore

Chiesa del Carmine Maggiore

  •  ll visitatore che entra nella Chiesa de Carmine Maggiore, ammira un costruzione fatta dal 1627 al 1693, realizzata su una prima piccola cappella dedicata alla Pietà è del XIII secolo.
  • La cappella è ancora esistente; il visitatore, oggi, può ammirare i ruderi a fianco destro dell’altare maggiore della chiesa attuale. Nel 1243/44, a ridosso della primitiva cappella fu costruita la seconda chiesa, che nel 1626 fu demolita per costruirvi l’attuale, disegnata dall’Architetto Palermitano Mariano Smeriglio.
  • Le linee dell’ antico convento sono un po’ sparite, possiamo ammirare qualcosa nel Chiostro cinquecentesco con colonne in marmo e capitelli ionici.
  • A testimonianza del convento cinquecentesco, nel chiostro è collocato un portale in marmo con una scritta sopra l’architrave datata 1582.
  • A ridosso della costruzione cinquecentesca, i frati nel 1938 costruirono il loro terzo convento. Sullo sfondo un alto rilievo lavorato a stucco riproduce su una raggiera di luce l’Agnello di Dio ritto e vittorioso sul libro sacro.
  • In basso è collocato lì coro monastico In noce scolpito del 1703. Dietro l’altare una lastre marmorea chiude la sottostante cripta usata come sepoltura del frati.
  • Alle pareti sono appesi due lavori del De Vigilia (1490), lo stesso autore del quadro della Madonna del Carmelo. Vi si trovano inoltre pregevoli opere come la tela con “Sant’Andrea Orsini” di Pietro Novelli, la statua di “Santa Caterina” di Antonello Gagini e l’altare seicentesco di Giacomo e Giuseppe Serpotta.

Chiesa del Carmine Maggiore

Chiesa del Carmine Maggiore

Chiesa del Carmine Maggiore

Chiesa del Carmine Maggiore

Cupola rivestita di maioliche della Madonna del Carmine

Cupola rivestita di maioliche della Madonna del Carmine

  • Costruita nel 1680 grazie anche all’impegno di Fra Angelo La Rosa, umile frate converso carmelitano. Essa si Innalza su tre ordini: tamburo, volta e lanternino. I pilastri sono ornati da quattro statue di stucco raffiguranti Mosè, S. Elia, S. Giov. Battista e Giona.
  • La parte Interna della volta è rivestita di stucchi ornamentali con festoni di fiori e frutta.
  • La parte esterna è cosi ricca e singolare da renderla unica non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia. Si sviluppano quattro coppie di colonne scanalate di pietra dal capitelli dorici intramezzati da quattro grandi cariatidi, quattro uomini goffi e muscolosi in atto di reggere la cupola.
  • Le quattro finestre sono ornate di putti, vasi e fiori in stucco. La cupola, poi, tutta convessa è rivestita da maioliche smaltate e colorite di verde e nero.
  • Essa è divisa in quattro sezioni e ogni spicchio mette in evidenza lo stemma carmelitano, in atto è sormontata da un cupolino, la palla e la croce.

Chiesa di San Nicolò

Chiesa di San Nicolò

  • La chiesa sorge nel cuore del mercato storico di ballarò,  è stata costruita al tempo dei normanni nel XII secolo. Presenta una triplice navata con quattro altari per ogni lato. Danneggiata dal terremoto del 1726 venne modificata tra il 1751 ed il 1766 sostituendo le antiche colonne con dei pilastri.

Chiesa di San nicolo'

Chiesa di San nicolo’

Campanile della Chiesa di San Nicolò

Campanile della Chiesa di San Nicolò

  • La Torre, oggi campanile, che si innalza al fianco settentrionale della Chiesa, fu costruita nel XIII secolo. Nasce come torre di guardia medievale senza alcun legame organico e funzionale con la chiesa. Ha conservato nei secoli la sua impronta tardo-gotica.
  • E’ stata edificata con conci di tufo calcareo; i suoi quattro livelli si alzano per circa 35 m. e 83 gradini. Nel ’300 divenne torre civica e vi furono aperte, per ogni lato, finestre bifore decorate con tarsie laviche e monofore archiacute. 
  • Poco prima del 1518 vi fu apposto un orologio che suonava “la castiddana”, da qui il nome “la castiddana dell’Albergheria”. Fu rimosso durante i lavori di restauro del 1972.
  • Il recente restauro curato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali ne ha consentito la riapertura, dopo circa 40 anni di abbandono.
  • Dal terrazzo della Torre, ormai chiamata Terrazza Palermo, la città si offre in un panorama splendido e indimenticabile.

Chiesa di San Francesco Saverio all'albergheria

Chiesa di San Francesco Saverio all’albergheria

Chiesa di San Francesco Saverio all'albergheria

Chiesa di San Francesco Saverio all’albergheria

  • Chiesa in stile Barocco, bellissima e dalle forme articolate sia all’esterno con la cupola centrale e le 4 cupole minori che all’interno, con la sua pianta a croce greca che crea un esagono con le relative cappelle laterali ricche di opere d’arte, marmi, stucchi, affreschi, dipinti (a decorare soprattutto le pareti dell’abside e delle cappelle), diaspri e paste vitree, un vero scrigno di capolavori.
  • All’interno della chiesa è conservato anche un crocifisso ligneo risalente all’Ottocento e incastonato in un reliquiario in stile rococò. 

Ballarò

Scorci di Ballarò

Ballarò

Scorci di Ballarò

Scorci di Ballarò

Scorci di Ballarò

Ballaro'

Scorci di Ballaro’

Ballaro'

Scorci di Ballaro’

Ballarò

Scorci di Ballaro’