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luglio 18th, 2016 by admin

I dolci di Pasqua

aprile 7th, 2015 by admin

  • la pasticcionaI pupi con l’uovo”. Questo dolce mi fa tanto ricordare la mia infanzia! Infatti quando ero bambina, mia madre preparava i pupi cu l’ovu pochi giorni prima della Domenica delle Palme, identici a quelli delle foto, e io pensavo che le sue mani fossero magiche e che non sarei mai stata capace di impastare e plasmare quei dolci come lei, che inondavano e rallegravano la casa con il loro buon odore e i loro colori che facevano venire il buon umore.
  • Adoro le ricette legate alle tradizioni familiari. Sono quelle che ti entrano dentro, che ti fanno provare emozioni nascoste nel tuo cuore.
  • Ormai quasi nessuno li prepara più, tranne chi come me piace fare un tuffo nel passato nel continuare la tradizione e tramandarla ai propri figli.
  • Questa preparazione, tipica del periodo Pasquale, è diffusa in tutte le province Siciliane, sebbene con forme e nomi diversi, come pupi cu l’ova, cannateddi di Pasqua, aceddi cu l’ova, cuddura, panareddi.

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

Pupi cu l'ova (Biscotti Pasquali con l'uovo ) 9

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

Pupi cu l’ova (Biscotti Pasquali con l’uovo )

  • la pasticcionaGli “agnelli di pasta di mandorle” sono dolci tipici Pasquali della pasticceria siciliana. In ogni paese della Sicilia, non c’è Pasqua senza le tipiche pecorelle che, anche se in ogni luogo viene confezionata in svariati modi, hanno quasi tutte in comune la pasta reale o Martorana.
  • Nel periodo pasquale, nelle varie pasticcerie, possiamo trovare i classici agnellini di pasta di mandorle, fatti con stampi in gesso e sdraiati i su di un prato verde , dentro recinti cosparsi di confettini colorati e piccole uova di Pasqua di cioccolato, e infine il labaro (Bandierina) conficcato sul dorso, o in vassoietti ovali dorati e decorati con confettini colorati e cioccolatini.

Agnellini casalinghi di pasta di mandorle

Agnellini casalinghi di pasta di mandorle 1

Agnellini casalinghi di pasta di mandorle

Agnellini casalinghi di pasta di mandorle 3

Agnellini casalinghi di pasta di mandorle

 

 

  • la pasticcionaI Biscotti Quaresimali  o Pupatelli ,uno dei prodotti più caratteristici della pasticceria Siciliana. Sono ottimi da abbinare a dei vini dal gusto liquoroso come per esempio il Marsala o il moscato.

Questo biscotto si mantiene a lungo se conservato in recipienti con chiusura ermetica.

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

Quaresimali ( O Pupatelli )

  • la pasticcionaLa cassata siciliana è uno dei dolci più conosciuti e prelibati della pasticceria siciliana, e più precisamente di Palermo.
  • Questo squisitissimo dolce è un trionfo di bellezza e sapore,una torta a base di pan di spagna, crema di ricotta, vaniglia, pasta reale, glassa di zucchero, cedro e cannella, frutta candita, zuccata e capello d’angelo.
  • Arricchita in fine con sontuosi decori barocchi.Preparare la cassata, non è difficile, ma occorre tanta pazienza sia nel prepararla che nello scegliere gli ingredienti, che devono essere freschissimi e di ottima qualità.
  • E’ un dolce elaborato, ma che potete comodamente allestire il giorno prima della festa per far si che tutti gli ingredienti si amalgamino bene fra loro.
  • La  preparazione prevede più passaggi: preparare il pan di spagna, la pasta reale, la crema di ricotta, tutte cose abbastanza facili da fare. L’unica difficoltà se si vuole essere scrupolosi sta nella decorazione.
  • La cassata infatti è un dolce che finito deve apparire come una vera e propria opera d’arte, ricca di frutta candita , pasta reale, glassa di zucchero e di decori barocchi realizzati con la glassa reale. Basta dare libero sfogo alla propria fantasia, per restare piacevolmente soddisfatti nel creare una vera e propria opera d’arte, regina della cucina siciliana.
  • Una bella cassata fatta in casa, vi farà fare un gran figurone con i vostri ospiti, con un po’ di impegno e tanta pazienza, non potrete che essere più che soddisfatte del risultato finale.

Cassata siciliana

Cassata siciliana 1

Cassata siciliana

Cassata siciliana 24

Cassata siciliana

Cassata siciliana 25

Cassata siciliana

 

Cassata siciliana 26

Cassata siciliana

Cassata siciliana 27

Cassata siciliana

Biscotti di San Martino ( 11 Novembre festa di San Martino)

novembre 9th, 2014 by admin

Biscotti di San Martino

Biscotti di San Martino

  • 11 Novembre è la festa di San Martino, che celebra il Vescovo di Tours . La raffigurazione più frequente rievoca l’episodio del mantello.
  • Come è noto San Martino , in una giornata di pioggia incrociò sulla sua strada un poverello seminudo ed intirizzito dal freddo. Senza pensarci due volte, il cavaliere, tagliò il suo mantello in due parti, cedendone la metà al povero.
  • Prodigiosamente, al generoso gesto di Martino, il freddo e la pioggia si attenuarono ed il sole cominciò a splendere Ecco il perchè leggendario dell’estate di San Martino, ricorrenza cristiana che si rinnova ogni anno per festeggiare un atto di carità e per ricordare che la generosità verso i poveri.

Sammartinelli

Sammartinelli

  • A Palermo, la tradizione vuole che si mangino i sammartinelli, (biscotti tricotti vengono cotti a fuoco lento e raggiungono la tipica consistenza friabile perchè infornati per ben tre volte ) aromatizzati con (finocchiu ‘ngranatu) semi di finocchio e cannella, “abbagnatu nn’u muscatu”, inzuppati nel vino moscato, un vino liquoroso, il “Moscato o Passito di Pantelleria”, un vino liquoroso, dal profumo fruttato , dolce ed aromatico.
  • Nel 1936 fu inserito tra i vini tipici italiani per il suo “aroma delicato e fine e per il suo sapore vellutato, dolce, carezzevole, generoso”, e nel 1971, divenne Doc.
  • Il vino ha una fermentazione particolare infatti i grappoli di uva Zibibbo, raccolti ad Agosto, sono fatti appassire al sole su stenditoi di pietra nel vigneto per venti ,trenta giorni.
  • Si ottiene così un vino dal profumo intensamente fruttato di albicocca e pesca sciroppata, dal gusto dolce, pieno, aromatico, ma non troppo dolce.

Sammartinelli e moscato

Sammartinelli e moscato

  • Esistono altre due versioni di questi tradizionali biscotti, la prima una versione più ricca, direi esagerata nei decori barocchi, più morbidi perchè cotti solo una volta, ripieni di marmellata (di cedro o di zucca), ricoperti da una glassa di zucchero e decorati con confettini di zucchero argentati, fiorellini di pasta reale e cioccolatini .

Biscotto di San Martino con marmellata

Biscotto di San Martino con marmellata

  • La seconda versione meno sfarzosa ma altrettanto golosa è il Rasco”, variante morbida di questo dolce tipico.La variante prevede che il biscotto, venga svuotato, inzuppato nel rhum e riempito di crema di ricotta,scaglie di cioccolato e spolverizzato con zucchero a velo vanigliato.
  • Una leccornia gradevolissima sia per gli occhi ma soprattutto per il palato.

Rasco Biscotto di San Martino

Rasco Biscotto di San Martino

  • sole pasticcionaNote: Anticamente la tradizione prevedeva un San Martino dei ricchi per i più benestanti, che è quello dell’11 Novembre, e uno dei poveri ,per i meno fortunati, rimandavano il festeggiamento alla Domenica successiva alla ricorrenza, giornata, quest’ultima, che coincideva con la riscossione della “simanata” ( la paga settimanale), così da potersi permettere la conclusione del pasto Domenicale con “u viscottu ri San Martino abbagnatu nn’o muscatu”, (il biscotto di San Martino inzuppato nel moscato )

La Festa dei Morti “U cannistru” (2 Novembre )

novembre 1st, 2014 by admin

U Cannistru

U Cannistru

  • A Palermo la commemorazione dei defunti non ha toni di tristezza e mestizia. A Palermo il 2 novembre è la “Festa dei morti”, un momento in cui ricordare i defunti con gioia, celebrando per quel giorno la loro “visita” nel mondo dei vivi.
  • Sono i defunti secondo la tradizione, a portare in questo giorno i doni ai bambini, collegamento per eccellenza tra questo mondo e quello dell’al di là.
  • Questa tradizione ha origine antichissime, ed ha come ipocentro i bambini , si racconta che i Defunti a loro più vicini li verranno a trovare nella notte tra il primo ed il due Novembre e gli porteranno doni che spesso vengono sistemati accanto al famoso “cannistru”.
  • Si rinforza con questa particolare tradizione un legame mai assopito tra vivi e morti , che tornano sulla terra per salutare e coccolare i loro cari .
  • “U cannistro viene cunsatu” con cura. I cibi vanno scelti attentamente. La disposizione del cesto è poi frutto di un lavoro fatto con cura, mai fatto in modo superficiale, che richiede, appunto, anche diversi giorni.
  • All’interno, un posto d’onore è dedicato alla “pupaccena” o “pupo ri zuccaru”, fatta di zucchero. Tradizionalmente la “pupaccena” rappresenta bambini, paladini o ballerine.
  • Oggi prendono vita anche personaggi meno tradizionali, come i protagonisti di celebri cartoni animati per bambini. Attorno alla “ pupaccena” prendono posto gli altri elementi.
  • Un ruolo fondamentale è rivestito dalla frutta secca in bella vista, fichi secchi, nocciole, arachidi, carrube, noci , mandorle e castagne.
  • Non devono mancare poi delle piccole bacche, ormai quasi dimenticate,: “a murtidda”, bacca verde del mirto nero, le “omincelle” ed il melograno.
  • Accanto a questi frutti, non possono mancare i tradizionali biscotti. Tra questi, in particolare,i tetù e i taralli destinati principalmente ai bambini , i sammartinelli, i pupatelli, reginelle tutti biscotti della tradizione siciliana che rendono u cannistru unico ,simbolo di questa festa tipicamente palermitana.
  • Ultimo elemento immancabile del “cannistru” è la frutta di martorana. Il suo aspetto, quello di frutta fresca, e la sua composizione estremamente dolce, rappresentavano un elemento fondamentale della festa.

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“Pupaccena” o “Pupo ri Zuccaru

“pupaccena” o “pupo ri zuccaru”

“pupaccena” o “pupo ri zuccaru”

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Frutti di martorana

Frutti di martorana

Frutti di martorana

  • La frutta di Martorana è un caratteristico dolce siciliano (in particolare palermitano),chiamato anche pasta reale o marzapane.
  • E’ un dolce conosciuto in tutto il mondo, per il suo sapore davvero unico, per i suoi colori brillanti e per la perfetta imitazione o riproduzione di frutti con l’ausilio di splendide formine di gesso.
  • I frutti vengono poi dipinti a mano con colori di origine vegetale, un vero spettacolo per gli occhi .
  • La frutta di Martorana deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del re Normanno Ruggero II, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, da cui prese il nome, e di quello di Santa Caterina nel centro storico di Palermo dove le suore con il marzapane confezionavano, per la festa di Ognissanti, dei piccoli dolci che imitavano i vari tipi di frutta, dai colori sgargianti ottenuti con l’aiuto della gomma arabica che permetteva di fissare le tinte vegetali derivanti da rose, pistacchi, ecc.
  • L’impasto così ottenuto venne chiamato “Pasta Reale”, in onore di Ruggero II re normanno di Sicilia.
  • La tradizione vuole che nel periodo Normanno le monache di questo monastero , prepararono per la prima volta la frutta di Martorana (forse degli agrumi) per sostituire i frutti raccolti dal loro giardino ne crearono di nuovi con mandorla e zucchero, appendendoli agli alberi allo scopo di abbellire ed arricchire l’aspetto del loro giardino durante la visita di un alto prelato dell’epoca.

 

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Muffuletta chi sardi salati (panino condito con sarde salate)

Muffuletta chi sardi salati

Muffuletta chi sardi salati

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Muffuletta ( panini tondi) a sfincione

Muffuletta a sfincione

Muffuletta a sfincione

  • La muffuletta, è un simbolo della gastronomia Siciliana.
  • A Palermo è usanza consumarla a colazione il mattino del 2 novembre, per la commemorazione dei defunti, farcita con sarde salate e olio extravergine d’oliva e pepe,oppure condita con salsa a sfincione, accompagnata da un buon bicchiere di vino.

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