Posts Tagged ‘riso’

I cereali e i loro derivati

aprile 6th, 2015 by admin

I cereali appartengono alla famiglia delle Graminacee, sono un alimento ricco di amido. I più importanti sono: il frumento, riso, orzo, avena, segale, mais, miglio e grano saraceno ( quest’ultimo appartiene alla famiglia delle Poligonacee ma viene utilizzato come un cereale). Il cereale integrale, cioè non sottoposto a processi di raffinazione, è ricco anche di proteine, concentrate per il 50% nello strato più esterno del chicco, vitamine e grassi polinsaturi racchiusi principalmente nel germe, Sali minerali (calcio, ferro, fosforo) e oligoelementi.

frumentoIl frumento

Le due varietà principali (frumento duro e frumento tenero) sono poco usate in chicco, sebbene i chicchi del frumento tenero-previo ammollo di 12 ore- possono essere cucinati come il riso; il frumento viene pertanto consumato principalmente sotto forma di farina.

farina-di-frumentoLa farina di frumento

Dalla macinazione del frumento duro si ricava la semola e il semolato (utilizzati per la preparazione delle paste alimentari); dalla macinazione del frumento tenero si ottiene la farina bianca(per pane, dolci ecc.). oltre a questa, bisogna tenere presente una seconda distinzione relativa al grano di abburattamento, cioè alla percentuale di separazione della farina dalla crusca. Nel processo di raffinazione l’involucro esterno (crusca) si separa dalla parte inferiore (germe) e dalla parte interna (endosperma). Distinguiamo pertanto:

  • Farina bianca tipo 00. Abburattata al 50%, usata per dolci e pastelle.
  • Farina bianca tipo 0. Abburattata al 72%, ideale per pane, pizze e focacce.
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Menù Risotti

maggio 5th, 2013 by admin

Il risotto è un primo piatto tipico della cucina italiana, diffuso in numerose versioni in tutto il paese anche se più consumato al nord. La sua caratteristica principale è il mantenimento dell’amido che gelatinizzatosi a causa della cottura, lega i chicchi tra loro in un composto di tipo cremoso. Tra le varie qualità di riso, ne esistono alcune particolarmente adatte alla preparazione del risotto (Arborio, Baldo, Carnaroli, Maratelli, Rosa Marchetti, Sant’Andrea, Vialone nano). Gli altri ingredienti variano in relazione alla ricetta da preparare.

  1. Insalata di riso  
  2. Insalata di riso ai frutti di mare
  3.  Paella casalinga 
  4. Peperoni ripieni di riso  
  5. Pomodori ripieni di riso  
  6. Riso alla Siciliana
  7. Riso con piselli  
  8. Risotti ai 4 formaggi
  9. Risotto ai carciofi
  10. Risotto ai funghi  
  11. Risotto ai funghi porcini freschi  
  12. Risotto al cavolfiore
  13.  Risotto all’ortolana  
  14. Risotto alla marinara
  15. Risotto alla milanese
  16. Risotto alla paesana
  17. Risotto alle noci
  18.  Risotto al salmone
  19. Risotto allo spumante
  20. Risotto con asparagi
  21. Risotto con asparagi e scamorza
  22. Risotto con carciofi alla siciliana  
  23. Risotto con fontina e radicchio
  24. Risotto con polpo
  25. Risotto con salsiccia
  26. Risotto con zucca
  27. Risotto con zucchine allo zafferano
  28. Risotto del contadino
  29. Risotto del pescatore  
  30. Risotto fumè
  31. Risotto primavera
  32. Risotto radicchio e gorgonzola
  33. Risotto saporito
  34. Sformato di riso e melanzane alla palermitana  
  35.  Zucchine ripiene di riso  

 

 

Paella casalinga

settembre 8th, 2012 by admin

Paella casalinga

Paella casalinga

Paella casalinga 8

Paella casalinga

Paella casalinga

Paella casalinga

Ingredienti per 4 persone:

  • 300g di riso, 1 fetta  di pollo ,4 nodi di salsiccia di maiale, 1 cipolla bianca, 2 peperoni, 1 bicchiere di piselli , 1 scatola di pomodori pelati, 1 busta di zafferano, 1 litro e mezzo di brodo di dado, 1 bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine d’oliva, 1 ciuffo di prezzemolo, sale, pepe.

Preparazione:

  • Tagliate a pezzetti il pollo e la salsiccia. Tritate finemente la cipolla, mettetela nella paellera con 4 cucchiai di olio extravergine e fatela soffriggere per 3-4-minuti, poi, unite il pollo e la salsiccia e fate soffriggere il tutto per 5 minuti.
  • Aggiungete il vino, fatelo evaporare su fiamma vivace. Continuate la cottura ancora per 2 minuti, poi, unite i peperoni lavati e tagliati a filetti e fateli insaporire per 10 minuti.
  • Schiacciate i pomodori pelati con l’aiuto di una forchetta, metteteli in una ciotola, unite mezzo bicchier d’acqua e lo zafferano, e mescolate con cura, poi, uniteli alla carne, mescolate con cura e lasciate asciugare per circa 10 minuti.
  • Aggiungete i piselli, mescolate con cura in modo che vengano sommersi dal liquido di cottura e lasciate cuocere per 5 minuti.
  • Preparate il brodo vegetale.Trascorso il tempo necessario, aggiungete il riso ( calcolate 1 bicchiere colmo di brodo vegetale  a persona.
  • Con un cucchiaio di legno mescolate con cura e il riso , avendo l’accortezza di verificare che sia tutto sommerso dal brodo.
  • Aggiungete ancora qualche bicchiere di brodo se quello già messo non dovesse bastare a ricoprire del tutto il riso, regolate di sale e pepe.
  • Da questo minuto in poi non rigirate più il riso, perché deve cuocere senza essere smosso, in modo da far creare una pellicola tostata su tutta la superficie della paella.
  • A fine cottura unite un filo d’olio extravergine, e una manciata di prezzemolo tritato finemente.
  • Note: La Paella è uno dei piatti più amati e conosciuti in tutto il mondo, è un piatto spagnolo molto gustoso disponibile in diverse varianti o con il pesce, o con verdure, o con la carne o con entrambi gli ingredienti.
  • La preparazione è lunga, ma non è assolutamente difficile.
  • La Paella nasce a Valencia,piatto tradizionale, prodotto della creatività popolare dei contadini, che lavoravano nelle campagne e nelle risaie e che, all’ora di pranzo, si raggruppavano e allestivano questo piatto con tutto ciò che avevano a disposizione: riso, anatra, coniglio, fagiolini, pomodoro, zafferano .
  • Etimologicamente la parola “Paella”, deriva dal latino “patella” da cui deriva anche l’italiano padella e indica, appunto, una padella in ferro molto larga e poco profonda munita di due impugnature opposte, che veniva utilizzato soprattutto dai Valenciani per cucinare piatti a base di riso o di fideos (gli spaghetti spagnoli).

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

giugno 17th, 2012 by admin

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

 

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

Sformato di riso e melanzane alla Palermitana

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 400g di riso,100g di caciocavallo fresco ,150g di caciocavallo grattugiato, 1 cipolla, 5dl di passata di pomodoro, 2-3 melanzane, 1 ciuffo di basilico, olio extravergine d’oliva, burro, pangrattato, sale, pepe.

 

Preparazione:

  • Fate appassire mezza cipolla tritata in un tegame con poco olio; aggiungete la passata di pomodoro, una presa di sale, una spolverata di pepe e le foglie di basilico e cuocete, su fiamma moderata, per 20 minuti.
  • Lavate le melanzane e affettatele; cospargetele di sale e ponetele in un colapasta a perdere il liquido di vegetazione per mezz’ora.
  • Trascorso il tempo necessario, sciacquate le melanzane, asciugatele e friggetele in abbondante olio caldo.
  • A fine cottura, adagiatele su carta assorbente affinché depongano l’unto in eccesso.
  • Lessate il riso in acqua bollente salata.Scolatelo al dente e conditelo con il sugo e due terzi del caciocavallo; poi, versatene metà in una teglia rivestita con carta da forno,   e con il fondo foderato di fette di melanzana.
  • Adagiate un secondo strato di melanzane , fettine di caciocavallo fresco, foglie di basilico e ancora un altro strato di riso,ricoprite infine il riso con fettine di melanzane, cospargete la superficie di pangrattato mescolato con il caciocavallo rimasto e infornate lo sformato a 200°C per mezz’ora.

 

Risotto alla marinara

agosto 2nd, 2011 by admin

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 400g di riso, 200g di calamari, 150g di seppioline, 200g di code di gamberi sgusciati, 500g di cozze e vongole, 1,2 l di brodo di pesce, 2 spicchi d’aglio, 1 pezzetto di cipolla, 1 mazzetto di prezzemolo, vino bianco secco, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Preparazione:

  • Lasciate le vongole in acqua e sale per qualche ora, poi, sciacquatele e sgocciolatele.
  • Spazzolate le cozze, lavatele con cura e trasferitele in un tegame con le vongole, 1 cucchiaio d’olio,1 spicchio d’aglio e un ciuffo di prezzemolo, coprite e lasciate aprire i molluschi.
  • Sgusciatene, quindi, tre quarti ( eliminando quelli rimasti chiusi) e filtrate il liquido prodotto in cottura.Pulite e lavate i calamari e le seppioline e tagliateli rispettivamente ad anelli e a striscioline.
  • Tritate finemente l’aglio con la cipolla e il prezzemolo e fate appassire tutto in un tegame con 5 cucchiai d’olio; unite seppie e calamari e rosolate per minuto.
  • Versate,quindi, il riso e rigiratelo nel condimento; bagnate con mezzo bicchiere di vino e lasciate evaporare.Portate a cotturaincorporando prima il fondo dei frutti di mare e, dopo, il brodo di pesce, versato poco per volta.
  • Dopo una decina di minuti, mescolate al risotto le code dei gamberi ben lavate e, un paio di minuti dopo, le cozze e le vongole ( con e senza guscio).
  • Qualche istante prima di spegnere il fuoco, regolate di sale, cospargete di pepe e prezzemolo tritato e mantecate il risotto con un filo d’olio.

Riso alla Siciliana

dicembre 9th, 2010 by admin

Ingredienti per 4 persone:

  • 400g di riso, 4 acciughe sotto sale, 1 bicchiere di olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 cucchiaio di capperi, 100g di olive nere snocciolate, 500g di pomodori maturi, sale,peperoncino.

Preparazione:

  • Scottate i pomodori in acqua bollente, pelateli, privateli dei semi e tritateli.
  • Fate imbiondire lo spicchio d’aglio schiacciato in un tegame con l’olio ( meno 1 cucchiaio) , eliminatelo e aggiungete le acciughe, dissalate e spezzettate, e rosolatele, sminuzzandole con un cucchiaio di legno mentre le amalgamate con il condimento.
  • Aggiungete la polpa di pomodoro, i capperi, le olive a rondelle, una manciata di prezzemolo tritato, una presa di sale e un pizzico di peperoncino e cuocete per una decina di minuti. Nel frattempo, lessate il riso in acqua bollente salata per 15 minuti, scolatelo e conditelo con la salsa preparata.
  • Note: Pomodoro
  • Contrariamente a quelli di serra, quasi insapori, i pomodori maturati al sole sono sapidi, piacevolmente dolci. Da un punto di vista merceologico sono classificati in cinque gruppi: da tavola, da sugo, da pelati, da succo; tra questi vanno ricordati quelli da tavola e quelli da sugo, ossia la varietà che sono acquistabili fresche.
  • Tra le varietà di pomodori da tavola vanno citate: cuore di bue, di grosse dimensioni; camone sardo, molto pregiato, con buccia parzialmente verde; marinda, costoluto, di colore dal verde scuro al rosso, croccante, dolce e al tempo stesso gradevolmente acidulo. I
  • l pomodoro da sugo più famoso è il San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino, con forma di parallelepipedo a sezione quadrangolare, percorso nel senso della lunghezza da una leggera solcatura; ha polpa soda, pochi semi e colore rosso vivo.
  • Con il nome più generico di perini sono commercializzate altre varietà simili, ma di minor pregio. Con questa varietò si preparano la passata casalinga, salse e sughi. Vanno in merito menzionati i pomodori a grappolo. Tra questi il più diffuso e noto è il ciliegino, originario della Sicilia ma coltivato in numerose regioni.
  • Fruttifica grappoli di venti e più pomodorini ed è utilizzato per la preparazione di salse, oltre a essere ottimo anche in insalata. Altre varietà a grappolo includono : ramato, tondo e di media grandezza; piccadilly, piccolo, leggermente allungato, ideale per salse perché in cottura la buccia si fonde con la polpa; datterino, piccolo, di forma allungata, particolarmente dolce.
  • Meritano infine un accenno i piccoli pomodori da serbo “del pendolo” o “del piennolo”, coltivati sulle pendici del Vesuvio, ossia in terra vulcanica, senza irrigazione.
  • Vengono tradizionalmente colti prima della completa maturazione, appesi a grappoli in luoghi ventilati e lasciati maturare lentamente. Si conservano così sino alla primavera successiva.
  • Acquisto: i pomodori devono presentarsi sodi, rossi o verdi tendenti al rosso, con buccia ben tesa e senza lesioni.

Insalata di riso

novembre 30th, 2010 by admin

Insalata di riso

Insalata di riso

Insalata di riso 8

Insalata di riso

Insalata di riso

Insalata di riso

Ingredienti per 4-6 persone:

  • 250g di riso, 100g di fontina, 100g di salame, 4 wurstel, 100g di piselli lessati , 2 scatole di tonno sott’ olio, 1 barattolino di giardiniera sott’aceto,2 cucchiai di funghetti sott’olio,olio extravergine d’oliva, il succo di 1 limone, sale, pepe.

Preparazione:

  • Fate lessare il riso al dente in acqua bollente salata.
  • Scolatelo e passatelo velocemente sotto l’acqua corrente, poi fatelo sgocciolare bene, rovesciatelo in una capace ciotola unta d’olio e lasciatelo raffreddare.Intanto tagliate a dadini la fontina e il salame, affettate anche i wurstel e i sott’aceti, dividete a metà i funghetti.
  • Mettete ora tutti gli ingredienti in una grande terrina: mescolate, poi, aggiungete il tonno sminuzzato, i piselli ben sgocciolati, mescolate ancora e unite il riso, amalgamandolo bene con gli altri ingredienti.
  • Versate in un piatto fondo o in una terrina mezzo bicchiere abbondante di olio extravergine d’oliva, unite il succo di limone, una grossa manciata di pepe e una presa di sale, quindi emulsionate bene, sbattendo con una forchetta.
  • Condite l’insalata con l’emulsione preparata, rimestando a lungo, poi trasferitela in un grande piatto di servizio .

Tenete in fresco per un po’, prima di servire.

Arancinette di riso e carciofi

marzo 10th, 2010 by admin

Le arancinette di riso e carciofi, uno dei piatti tradizionali siciliani. Queste arancine sono una versione ricca e primaverile delle  tradizionali al ragù. Buonissime calde ma anche a temperatura ambiente, le arancinette sono l’ideale come piatto unico accompagnate con un’insalata di stagione. Sono una scelta ideale anche nella preparazione di un buffet..

Ingredieti per 4 persone:

  • 200g di riso, 4 carciofi, ½ cipolla, un mazzetto di prezzemolo, pangrattato, 1 bicchiere di vino bianco secco, 30g di caciocavallo grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Preparazione:

  • Lessate il riso in acqua salata, poi scolatelo e mettetelo in una terrina.
  • Mentre il riso cuoce mondate i carciofi privandoli dei gambi, delle punte, delle foglie esterne più dure e della barba interna; poi affettateli sottilmente.
  • Pulite, tritate la cipolla e rosolatela in una padella con dell’olio; non appena sarà appassita unite i carciofi e bagnate con il vino.
  • A fine cottura amalgamate alla verdura il caciocavallo grattugiato e il prezzemolo tritato, aggiustate di sale e pepe, e amalgamate il tutto al riso.
  • Non appena il composto si sarà raffreddato, formate con questo delle piccole arancinette grosse come polpette , passatele nel pangrattato e fatele dorare, sempre in padella, con un po’ d’olio. Servitele calde.
  • Note:
  • Il carciofo è una grossa pianta erbacea perenne, con foglie lunghe, che viene coltivata in campi (detti carciofaie) lungo le riviere mediterranee.
  • È un ortaggio molto diffuso nel nostro Paese, in due particolari varietà; quella con le spine e quella senza spine, detta “mammola”. Appaino sul mercato, in genere, verso l’autunno. Esiste anche una particolare varietà, molto piccola, adatta per essere conservata sott’olio. Se sono “novelli” e teneri, i carciofi si possono mangiare anche crudi, in insalata.
  • La loro freschezza si riconosce dal fiore ben chiuso e dalle foglie rigide e lucenti che, che piegate verso l’esterno, debbono spezzarsi.
  • Il cuore del carciofo, quando comincia ad invecchiare, contiene una peluria chiamata “fieno” ,che va eliminata prima della cottura: se il carciofo si cucina a pezzi, la si toglie delicatamente con la punta di un coltellino, altrimenti si introduce un cucchiaino nel cuore, dopo aver allargato leggermente le foglie, e si cerca di estrarla senza ovviamente rompere il carciofo.
  • Inoltre, prima della cottura, bisogna eliminare le punte spinose e le prime foglie esterne, che sono troppo dure per essere mangiate. Una volta pulito, strofinate subito il carciofo con un limone, oppure immergetelo in acqua acidulata con succo di limone: in tal modo il suo bel colore verde cupo non si altererà. Sempre per evitare che i carciofi anneriscano, non cuoceteli mai in recipienti di alluminio.
  • Nota nutrizionale: il carciofo è ricco di potassio, ferro e altri minerali. Disintossicante naturale, è anche antiossidante, abbassa i livelli di colesterolo e svolge, se consumato crudo, un’azione epatoprotettiva oltre favorire la secrezione biliare.

Risotto con gli asparagi

marzo 5th, 2010 by admin

Ingredienti per 4 persone:

  • 250g di riso, 300g di punte di asparagi, 1 cipolla, ½ bicchiere di vino bianco, 1dl di brodo vegetale, 60g di burro, caciocavallo ( o parmigiano ) grattugiato ,olio extravergine d’oliva, sale.

Preparazione:

  • Fate rosolare la cipolla affettata sottilmente in un tegame con l’olio e metà del burro.Nello stesso olio fate rosolare anche le punte di asparagi precedentemente lavate e poi unite il riso.
  • Bagnate la preparazione con il vino bianco, fatelo evaporare completamente e proseguite la cottura versando il brodo bollente a poco a poco, mescolando frequentemente.
  • Aggiustate di sale, mantecate con il burro rimasto e il caciocavallo grattugiato, lasciate riposare coperto per 2 minuti e servite.Potete decorare, se volete, con qualche asparago lessato intero.
  • Note:
  • La varietà di asparago in commercio sono sostanzialmente tre: bianco, violetto e verde. La diversità di colore è dovuta al metodo di coltivazione adottato. Gli asparagi bianchi sono tali perché privi di clorofilla. Infatti, essendo coltivati sotto terra in completa assenza di luce, la fotosintesi clorofilliana non può avere luogo. Gli asparagi viola sono turioni bianchi che fuoriescono parzialmente dal suolo, e la parte esposta alla luce, ossia l’apice, si colora naturalmente di viola. Pregiatissimi quelli di Albenga, un prodotto di nicchia destinato agli estimatori. Gli asparagi verdi crescono fuori dal terreno e pertanto sono più ricchi di clorofilla. Il sapore di questi ortaggi varia leggermente in base alla varietà. Quelli bianchi hanno gusto più delicato, carnoso; quelli verdi, più forte ed erbaceo; infine gli asparagi viola sono più simili ai bianchi. Affiancano gli asparagi coltivati quelli selvatici  che si riconoscono in quanto hanno turione sottile, allungato, generalmente verde.
  • Acquisto: vanno scelti gli asparagi di grosso calibro; in ogni caso devono avere forma regolare, senza curvature né screpolature, e non devono essere per nulla elastici. Gli asparagi bianchi di Bassano, tra i più apprezzati, sono estremamente fragili, per cui nel modo più assoluto non elastici. Infatti, lasciandone cadere uno a terra, si frantuma. Gli asparagi selvatici non devono risultare afflosciati, anche se non sono rigidi come quelli coltivati.
  • Impiego: si mondano eliminando la base legnosa e, usando un pelapatate, lo strato esterno del turione; si possono proporre crudi in insalata, semplicemente affettati e conditi con sale e olio extravergine d’oliva. Si cuociono bolliti (meglio se nell’asparagiera, una casseruola stretta e alta), legati a mazzetto con le punte che fuoriescono dall’acqua. I bianchi e quelli viola sono più adatti ad essere serviti al burro,  oppure con salsa olandese (emulsione a caldo di tuorli d’uovo e burro); con questi asparagi si possono preparare creme di verdure e anche risotti. Quelli verdi, una volta bolliti, si cuociono in omelette o si utilizzano per farcire tortelli, cannelloni, lasagne, ma si prestano anche ad essere insaporiti in padella con poco burro o arrostiti al forno come gli asparagi selvatici. Si possono infine associare a paste, quiche, timballi. Gli asparagi selvatici si fanno prima bollire poi si possono destinare ad altre preparazioni come tortelli, frittate, oppure si insaporiscono in padella o si passano al forno.
  • Nota nutrizionale: gli asparagi, poveri di calorie, forniscono un discreto apporto di vitamine e Sali minerali, in particolare di potassio, utile al cuore e più in generale ai muscoli.

Risotto con fontina e radicchio

marzo 5th, 2010 by admin

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 350g di riso, 100g di fontina, 1,5 dl di vino rosso, 1 cespo di radicchio, ½ cipolla, 1l di brodo, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale.

Preparazione:

  • Tagliate a striscioline il radicchio.Sbucciate e tritate la cipolla. Mettete radicchioe cipolla in un tegame capiente insieme con l’olio e fate cuocere per 5 minuti.
  • Mescolate le verdure e unite il riso, fatelo tostare, poi bagnate con il vino e fate sfumare.
  • Unite poco alla volta il brodo bollente mescolando sempre.Dopo 12-14 minuti di cottura aggiungete la fontina tagliata a dadini e mescolate. Lasciate riposare prima di servire in tavola.
  • Note:
  • Il Radicchio Rosso di Treviso è una varietà di cicoria, è caratterizzato da un colore rosso scuro intenso, da striature bianche, da una consistenza croccante e da un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo.
  • Si presenta in due varianti: precoce o tardivo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, meno pregiato, ha foglia più larga e sapore più amaro. Viene coltivato in campo aperto e dopo l’estate, i cespi vengono legati per proseguire la maturazione e l’imbianchimento forzato. Segue quindi, la raccolta e la toelettatura prima della commercializzazione.
  • Il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo è invece assai più pregiato, in ragione della complessità del processo di produzione. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, con una costa centrale bianca e foglie di un colore rosso-violaceo intenso. Secondo il disciplinare di produzione la raccolta dal campo aperto può iniziare solo dopo che le piante abbiano subito due brinate. Una volta raccolto (ancora con il suo fittone o radice) viene legato in mazzi e posto con il fittone immerso in vasche di acqua di falda a temperatura costante (12-15 gradi) per la fase di imbianchimento.
  • La temperatura mite dell’acqua favorisce la ripresa del processo vegetazionale, ma l’assenza di luce impedisce alla pianta di produrre clorofilla: da qui il colore tipico e l’ammorbidimento delle note amare della cicoria. Dopo un periodo di forzatura in acqua, che varia dai venti ai quindici giorni, il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP è pronto per la toelettatura finale.
  • Acquisto: la pianta deve avere foglie erette, spesse e turgide, e steli croccanti.
  • Impiego: il radicchio va lavato ed eventualmente sfogliato. Si prepara alla griglia, al forno, in insalata e anche con riso (risotto). Può anche essere consumato crudo.
  • Nota nutrizionale: favorisce la digestione, è ricco di calcio e di ferro e contiene sostanze antiossidanti.