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Sarde a beccafico

settembre 23rd, 2009 by admin

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13Ingredienti per 4 persone: 1kg di sarde, 150g di pangrattato, 4 cucchiai di caciocavallo grattugiato (facoltativo), 2 acciughe sotto sale, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 cucchiaio di pinoli, 2 cucchiai di passoline (uvetta), 2 limoni, zucchero, olio extravergine d’oliva, foglie di alloro sale, pepe.
17Preparazione: scaldate 2 cucchiai di olio in una padella e lasciatevi dorare il pangrattato; poi, trasferitelo in una terrina (tenendone da parte 1 cucchiaio).
Aggiungete l’uvetta ammollata in acqua tiepida e strizzata, i pinoli, le acciughe dissalate, diliscate e sciolte in poco olio, il prezzemolo tritato, il caciocavallo, una presa di sale e un pizzico di pepe e amalgamate con cura tutto, incorporando se necessario altro olio.
Pulite le sarde ed eliminate testa e lische; lavatele, stendetele su un piano e salatele.
Distribuite su ciascuna una parte del composto preparato e arrotolatele, formando degli involtini.
Disponetele,quindi, in una teglia unta, alternandole con foglie di alloro e fettine sottili di limone.
Alla fine, irrorate la preparazione con un’emulsione di succo di limone e cospargete con il pangrattato rimasto e un pizzico di zucchero.
Infornate a 200° per 15 minuti.

sole pasticcionaNote: “Le sarde a beccafico” sono da sempre considerate la specialità tra le più rinomate della gastronomia siciliana, un secondo piatto di gusto straordinario. I sapori che si miscelano in questo piatto lo rendono particolare.

E’ un cibo adatto a tutti, grandi e piccoli, molto genuino, poco costoso e sano. Inoltre, è anche molto semplice da realizzare.
La storia delle” sarde a Beccafico” è collegata ad un uccelletto, molto simile alla capinera e dalle carni molto gustose, che abita le campagne della Sicilia, chiamato, appunto, Beccafico in quanto ghiotto di fichi. I nobili siciliani di una volta, veri intenditori di buoni cibi, erano soliti cacciare e consumare questi piccoli uccelletti farciti proprio con le loro stesse viscere, i beccafichi venivano sistemati nei piatti con le piume della coda rivolte all’insù, così da poterli afferrare e mangiucchiarli a piacimento per appagare i loro palati golosi.
Il popolo, composto perlopiù da pescatori, non avendo la possibilità economica di acquistare i beccafichi, decise di rinnovare quel piatto eccezionale a modo proprio, pensarono bene di utilizzare una variante meno costosa, ma ugualmente saporita: Sarde, diliscate e aperte a libro avendo l’accortezza di non togliere la coda, elemento fondamentale per l’estetica del piatto, che deve ricordare l’uccelletto di cui prende il nome, farcite con mollica di pane, un po’ di succo di limone per cercare di attenuare il forte odore caratteristico di questi pesci, i pinoli , l’uva passa e il caciocavallo , per ricostituirne almeno la sensazione. Da qui nacque questa ricetta, con ingredienti semplici e genuini.
Ottimo secondo piatto per valorizzare i menù dei giorni di festa o come antipasto,“le sarde a beccafico” hanno la virtù di racchiudere tutti i sapori della cucina tipica palermitana.

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