Gelato di campagna o (Giardinetto )

Il gelato di campagna è un classico dolce dell’antica arte pasticciera Palermitana. Per i Palermitani è il simbolo della festa per eccellenza, sempre presente nelle bancarelle coloratissime e profumate dei” turrunara” allestite per il “Festino di Santa Rosalia”, (Santa Patrona della città, che liberò gli abitanti dalla peste del 1624) e tutte le feste popolari. E’ una sorta di torrone tenero d’origine araba.

Gelato di campagna  o (Giardinetto )
Gelato di campagna o (Giardinetto )

Gelato di campagna  o (Giardinetto )

Gelato di campagna  o (Giardinetto )
Gelato di campagna o (Giardinetto )

Ingredienti

1kg di zucchero semolato, 50gr di glucosio, 100gr di pistacchi sgusciati, 100gr di mandorle pelate cannella in polvere, essenze vegetali colorate.

Preparazione

Mettete lo zucchero in una casseruola; aggiungete il glucosio e 2,5ml di acqua e fate cuocere, su fiamma dolce, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Schiumate con un mestolo forato e inumidite le pareti del tegame con un pennello bagnato.

Dopo circa 15 minuti, intingete una paletta di legno e tiratela su; se si vela, lasciando cadere un filo che si romperà subito, spegnete la fiamma.

Versate il composto su un piano di marmo, leggermente oleato e aspettate che si intiepidisca.

Lavorate il composto con una spatola o una paletta di legno, portandolo dai bordi verso l’interno, fino a quando diventerà bianco e morbido.

A questo punto, incorporate le mandorle, i pistacchi e la cannella e dividete il preparato in tante parti quanti sono i colori delle essenze che avete a disposizione.

Colorate ogni parte e, disponetele a strati in uno stampo rettangolare, rivestito con carta da forno.

Lasciate solidificare per 24 ore, tagliate il dolce a fette, disponetelo su un piatto da portata e servite.

Note :

Oltre allo zucchero che ne è l’ingrediente principale, gli altri ingredienti essenziali sono: il pistacchio, il cui colore verde risalta notevolmente fra gli altri due colori principali, il bianco e il rosso, ricavati da coloranti vegetali e che insieme riproducono il tricolore italiano.

All’interno dei monasteri, si diffuse nel 1860 per acclamare l’arrivo di Garibaldi ed esaltare l’avvenuta unione all’Italia. Può essere preparato in forma quadrata o a mezzaluna.

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