Fave a cunigghiu chi giri

Le fave a cunigghiu chi giri, un secondo piatto vegetariano della cucina povera siciliana. È una preparazione facilissima ricca di gusto. Dentro ci sono fave secche e bietole, l’aroma dell’origano e dell’aglio. Si serve insieme al brodo di cottura accompagnata con crostini o delle fette di pane raffermo. Una zuppa ricca di gusto, una vera goduria mangiarla nelle fredde sere d’inverno. Il termine “cunigghiu” deriva dal fatto che anticamente venivano servite in un unico piatto dal quale i commensali prelevavano le fave usando le tre dita pollice, indice e medio e, con l’ aiuto degli incisivi estraevano velocemente la fava dalla buccia proprio come i conigli. Ancora oggi, sebbene ogni commensale abbia un prorio piatto a cui attingere, il rituale è rimasto identico. 

Fave a cunigghiu chi giri
Fave a cunigghiu chi giri

Fave a cunigghiu chi giri

Fave a cunigghiu chi giri
Fave a cunigghiu chi giri

Ingredienti per 4 persone

500gr di fave secche non decortificate, 4 spicchi d’aglio, origano, 4 mazzetti di gira (bietole ), sale, pepe, olio extravergine d’oliva.

Preparazione

Mettete le fave a bagno in acqua fredda per una notte. Nettate le bietole, lavatele e spezzettatele.

Sgocciolate, sciacquate con cura le fave e, trasferitele in una pentola con abbondante acqua fredda.

Unite le bietole, gli spicchi d’aglio in camicia e leggermente schiacciati, una buona manciata di origano, mezzo mestolo di olio extravergine d’oliva e pepe.

Coprite la pentola e, cuocete a fuoco moderato per circa 1 ora, fino a quando le fave non saranno tenere, salate a metà cottura.

Appena le fave saranno cotte, eliminate l’acqua in eccesso e, conditele con un filo di olio d’oliva e una spolverata di origano.

Servite le fave calde, insieme al brodo di cottura e, crostini di pane tostato.

 

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